CHE FAI, LO CACCI? - I RAPPORTI TRA BERLUSCONI E ALFANO AI MINIMI TERMINI - IL BANANA RIVEDE I TEMPI DEI FINIANI CON ANGELINO OSTAGGIO DEGLI EX AN - PDL ROTTAMATO, NASCE LA “LISTA BERLUSCONI” ALLEATA CON LA LEGA E LA DESTRA - “SE CI SARÀ DA TRATTARE PER UN MONTI BIS LO FARÒ IO, NON ALTRI CHE POTREBBERO ACCORDARSI TRA DI LORO PER FARMI FUORI” - LA FRASE ANTI-CAV SUGLI INDAGATI IN LISTA HA ROTTO GLI ARGINI…

Paola Di Caro per Corriere.it

La spinta finale gliel'ha data la decisione di giovedì di Angelino Alfano, incalzato dagli ex An, di fissare al 16 dicembre le primarie, contro la volontà di Berlusconi e - così almeno l'ha recepita lui - quasi «a dispetto». La grinta per rompere gli indugi subito, senza attendere che nel Pdl si riorganizzassero o prevedessero una mossa difensiva, è arrivata da quella dichiarazione del segretario che ha vissuto come una coltellata: «Non mi candido alle primarie se ci sono degli indagati».

Ma Silvio Berlusconi di andare per la sua strada lo aveva già deciso, dicono i fedelissimi «da almeno un mese». Nonostante la contrarietà della famiglia, degli amici più cari come Briatore che - raccontano - lo seduceva con il Kenya proprio per distoglierlo da un'impresa che tanti consideravano troppo rischiosa. Ma lui no, il progetto di tornare in pista non lo ha mai abbandonato. E lo ha comunicato ufficialmente ad Alfano solo qualche giorno fa.

Perché «non mi fido più di loro, di chi mi ha voltato le spalle, di chi non ha riconoscenza» e nemmeno di chi ha preferito ascoltare i consigli «di la Russa e Gasparri» anziché i suoi: «L'avevo detto ad Angelino che così andava a sbattere. Lo avevo avvertito». Ai suoi interessi - ha confidato ai fedelissimi - preferisce «pensarci da solo: se ci sarà da trattare per un nuovo governo, e un Monti bis potrebbe essere un'ottima soluzione, lo farò io, non altri che potrebbero accordarsi tra di loro per farmi fuori...».

Forza Italia 2.0 o Lista Berlusconi, queste le ipotesi in campo alle quali lavora il Cavaliere. In un mare di agitazione e confusione. «Tranquilli ragazzi, ho in mente di fare altro, di tutto questa roba non se ne può più - ha detto due giorni fa ai giovani allievi di Antonio Martino, che con lui erano andati a trovarlo al Plebiscito -. Voglio fare una cosa nuova, solo con esponenti della società civile, con professori, con imprenditori, gente vera che non vive di politica». E con un gruppo di «fedelissimi» - aggiunge l'ex premier in queste ore - quelli che non l'hanno deluso, gli amici della prima ora, un piccolo esercito - quindici, venti - di politici rodati ma a lui legatissimi, ancora da selezionare.

A che punto sia arrivato il progetto di reclutamento,quando e come sarà annunciato, è però ancora un mistero. Chi dice che potrebbe essere domani, dopo le primarie del Pd, il giorno della ridiscesa in campo. Chi pensa che ci vorrà ancora tempo perché, al di là del lavoro che stanno facendo strettissimi collaboratori come l'ex tesoriere Crimi, Maria Rosaria Rossi, Antonio Palmieri, in realtà la lista di imprenditori e facce nuove è ben lungi dall'essere completata.

Chi spera o crede che, dopo lo scatto di queste ore, il Cavaliere ragionerà un po' più freddamente su quali dovranno essere i rapporti con quel suo Pdl che in un primo momento aveva immaginato spacchettato in tre - il partito con suo apparato sul territorio, gli ex An relegati in una formazione di destra e la sua lista di imprenditori a impreziosire il tutto - ma che oggi appare come una baracca di legno dopo uno tsunami.

«Forse - ipotizzano Bondi e Santanchè - se Alfano e tutti gli altri si dimettessero, si potrebbe tentare una rifondazione assieme», magari dopo un passo verso l'uscita degli ex An. Ma se sia nell'animo del Cavaliere il recupero almeno parziale della sua creatura o se ormai quel che è stato non lo riguarda più, lo si capirà nei prossimi giorni. Che saranno terribili per quello che fu il partito-corazzata del 2008, e che oggi ha il triste profilo di un barcone alla deriva.

 

CASINI BERSANI ALFANO VIGNETTA BENNY DA LIBERO BERLUSCONI E ALFANO SUL RING FACCIA A FACCIA BERLUSCONI E ALFANOMAURIZIO GASPARRI IGNAZIO LA RUSSA STRETTA DI MANO TRA ANGELINO ALFANO E PIERLUIGI BERSANI Angelino Alfano Berlusconi - La croceMAURIZIO GASPARRI IGNAZIO LA RUSSA GIORGIA MELONI

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!