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LA FAMIGLIA VANCE SA COME FARSI ODIARE – LE VACANZE ROMANE DEL VICEPRESIDENTE AMERICANO SONO STATE ROVINATE DAGLI INSULTI DEI TURISTI, INFEROCITI PER LA CHIUSURA ANTICIPATA DEL COLOSSEO, DECISA PER PERMETTERE ALLA FAMIGLIA VANCE DI VISITARE L’ANFITEATRO IN SICUREZZA – QUEL BURINO RIPULITO DEL VICE DI TRUMP, SCORTATO NELLA CAPITALE DA QUARANTA AUTO E CINQUANTA UOMINI, QUANDO HA SENTITO I FISCHI SE L’È FILATA IN AMBASCIATA E HA LASCIATO AL COLOSSEO LA MOGLIE USHA CON I TRE FIGLI – IN VATICANO IL “BABY CATHOLIC”, CONVERTITO AL CATTOLICESIMO SOLO NEL 2019, HA INCONTRATO IL SEGRETARIO DI STATO PAROLIN, MA NON PAPA FRANCESCO. I DISSIDI TRA L’AMMINISTRAZIONE TRUMP E BERGOGLIO, CHE HA APERTAMENTE CRITICATO LE POLITICHE DEL TYCOON SUI MIGRANTI

DAL GELATO AL PISTACCHIO AL BAMBINO «GLADIATORE» POI LA RINUNCIA AL COLOSSEO PER LE PROTESTE DEI TURISTI

Estratto dell’articolo di Alessandra Arachi per il “Corriere della Sera”

 

jd vance e famiglia all orto botanico di roma foto lapresse

ROMA Si lascia alle spalle le mura vaticane e guarda il cielo. Il meteo sta mantenendo le promesse, raggi di sole e poche nuvole velate. James David Vance freme per togliersi di dosso il completo blu d’ordinanza, vuole il suo cappellino da baseball, vuole fare il turista, chissà per quanto tempo ha fantasticato sui libri di storia immaginando i monumenti della città eterna. Non era mai stato a Roma, il vicepresidente degli Stati Uniti d’America. Sua moglie Usha a marzo era stata a Torino per gli Special Olimpics, accolta dalla folla con un misto di applausi e fischi.

 

Fischi sonori li avrebbe sentiti anche lui, ieri, nel tardo pomeriggio. Meglio: vere e proprie urla dei turisti indiavolati al Colosseo che alle cinque viene chiuso per la visita esclusiva di tutta la famiglia Vance. C’è chi ha prenotato da mesi, anche venendo da lontano. Inutilmente. «Vergognatevi», urlano dalla folla.

 

jd vance all orto botanico di roma foto lapresse

JD Vance preferisce non sentirle quelle urla. Dai Fori Imperiali decide di tornare dritto a Villa Taverna, la residenza dell’ambasciatore che in queste ore è la residenza sua e della sua famiglia. Al Colosseo rimane la moglie e al seguito Evan, Vivek e Mirabel, i tre bimbi che in questa giornata romana sembrano non conoscere stanchezza.

 

È evidente che il vicepresidente non vuole rischiare, in questo suo tour ha una protezione speciale, quaranta auto di scorta, cinquanta uomini a proteggerlo, le minacce lo preoccupano. Una protezione imponente per il numero due dell’amministrazione americana. Eppure era andato tutto bene, fino a quel momento.

jd vance e famiglia all orto botanico di roma foto lapresse

 

[...] Nessuno a fargli presente quello che Matteo Renzi gli ricorda proprio mentre i turisti stanno urlando davanti al Colosseo: «Magari Vance si scusi con gli europei che ha definito parassiti».

 

Alle due del pomeriggio si è lasciato alle spalle le mura vaticane JD Vance, e non aveva indugiato nella scelta del ristorante per pranzare, i bimbi erano affamati e le poche ore libere a disposizione voleva usarle tutte, questa volta per fare il pieno delle bellezze della città. Dopo pranzo è tornato a Villa Taverna e si è fermato il tempo di indossare il cappellino, i jeans, la felpa aperta sulla camicia bianca, un semplice turista americano, se non fosse per la scorta da imperatore.

 

La città è blindata, per lui. Il quartiere Parioli, lì dove c’è Villa Taverna, è ostaggio del corteo di auto blu, di van, di macchine dell’intelligence. Ma uscendo dalla residenza dell’ambasciatore il vice di Trump non resiste al pistacchio della Sicilia, una coppetta per lui, panna e fragola per i bambini, e poi la corsa del corteo, un fuori programma, su verso il Gianicolo. È Usha che chiede aria, e verde, uno spazio dedicato ai bambini che di Roma fino a quel momento hanno visto soltanto le mura di palazzi.

 

jd vance all orto botanico di roma foto lapresse

[...]  Dalla culla del cattolicesimo alla culla della Roma antica. Nel suo programma Vance aveva messo al primo posto l’Anfiteatro Flavio come testimonianza della Roma Antica.

Una visita all’Orto botanico a Trastevere l’aveva voluta sempre per i bimbi e per Usha e alla fine si sono trattenuti a lungo in mezzo a quei fiori e quelle piante, lo zaino in spalla lui e, ironia della sorte, l’armatura da gladiatore il figlio più grande.

 

JD VANCE IN GELATERIA AI PARIOLI - ROMA

Al Colosseo non aveva voluto nessuno. Non il ministro della Cultura Alessandro Giuli, non il sopraintendente, nessuna istituzione. A un certo punto si era pensato di fare un punto stampa, sei giornalisti italiani, sei americani, proprio davanti al Colosseo, in mezzo ai gladiatori. Ma il vice di Trump non aveva voluto neanche questo. Sabato di vacanza. Sabato di visite. Dall’Orto botanico era arrivato ai Fori Imperiali. E lì erano arrivate anche le informazioni sulla protesta dei turisti: «Vergogna». Il sogno di JD Vance di vedere il simbolo della città eterna sfuma tra le urla.

 

2. VANCE INCONTRA PAROLIN MA NON IL PONTEFICE DISSIDI SU PACE E MIGRANTI

Estratto dell’articolo di Iacopo Scaramuzzi e Paolo Mastrolilli per “la Repubblica”

 

jd vance e pietro parolin in vaticano

Alza lo sguardo ai soffitti affrescati della terza loggia e non trattiene lo stupore: « Oh wow, how beautiful it is … », wow com’è bello. Le guardie svizzere lo precedono a passo solenne con l’uniforme di gala nel palazzo apostolico, lui si avventura tenendo per mano il figlio, dietro c’è la moglie con gli altri due bambini. Il cardinale Parolin lo accoglie con un sorriso largo, si piega a stringere la mano al bambino per salutarlo in inglese, « good morning».

 

J.D.Vance continua a ringraziare. È il momento di cercare convergenze possibili e mettere da parte le incomprensioni del passato. Il vicepresidente degli Stati Uniti si è convertito al cattolicesimo nel 2019 e si presenta in Vaticano da fedele, oltre che come politico. Da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca le polemiche con la sua Chiesa non sono mancate.

 

jd vance in vaticano

Quando il Papa in persona lo ha ripreso per una frase di Sant’Agostino, usata in modo inopportuno per giustificare la stretta sui migranti, lui ha ammesso di essere un «baby catholic», un cattolico alle prime armi.

 

Quando i vescovi Usa hanno protestato per i tagli a UsAid lui li ha accusati di agire mossi non da ideali ma da interessi economici. L’amministrazione Trump è riuscita a ricompattare Bergoglio e un episcopato piuttosto conservatore e non pregiudizialmente ostile al tycoon.

 

Ora in Vaticano Vance ha giocato la carta della riconciliazione. Il vicepresidente Usa e il cardinale Parolin, affiancato dall’arcivescovo ministro degli Esteri Paul Richard Gallagher, «hanno parlato della loro comune fede religiosa», ha riferito la Casa Bianca, «del cattolicesimo negli Stati Uniti, della difficile situazione delle comunità cristiane perseguitate in tutto il mondo e dell’impegno del presidente Trump nel ripristinare la pace nel mondo».

 

Più ombreggiato, e più problematico, il resoconto della Santa Sede. Che riconosce, sì, che nel corso del «cordiale colloquio» è stato espresso «compiacimento per le buone relazioni bilaterali» ed è stato «rinnovato il comune impegno nel proteggere il diritto alla libertà religiosa e di coscienza».

 

jd vance e pietro parolin in vaticano

Ma poi aggiunge che vi è stato uno «scambio di opinioni» su un ventaglio di questioni sulle quali, notoriamente, la visione del Palazzo apostolico non collima con quella della Casa Bianca, e in particolare «sulla situazione internazionale, specialmente sui Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie, con particolare attenzione ai migranti, ai rifugiati, ai prigionieri».

 

[...]

 

jd vance e pietro parolin in vaticano

Il Papa ha pubblica mente criticato le politiche migratorie restrittive di Trump, definendole una «disgrazia », i tagli a UsAid colpisce molte iniziative all’estero della Chiesa Usa. E se sia a Roma sia a Washington si lavora per la pace, le soluzioni individuate non sempre coincidono. Per la Santa Sede, come ha spiegato a Repubblica Parolin, in Ucraina è necessario raggiungere una pace «giusta e duratura» non con l’imposizione ma tramite il negoziato. Il Papa e i suoi uomini sono poi in allarme per la situazione dei cristiani a Gaza e in altri luoghi del mondo.

 

Tra Vance e Parolin, conclude la nota vaticana, «si è auspicata una serena collaborazione tra lo Stato e la Chiesa cattolica negli Stati Uniti, di cui è stato riconosciuto il prezioso servizio alle persone più vulnerabili». [...]

ANTONIO TAJANI - GIORGIA MELONI - JD VANCE - MATTEO SALVINIJD VANCE A MESSA A SAN PIETRO - VENERDI SANTOPIETRO PAROLIN ACCOGLIE JD E USHA VANCE CON I FIGLI JD VANCE INCONTRA GIORGIA MELONI A ROMA - MEME BY OSHOJD VANCE A MESSA NELLA BASILICA DI SAN PIETROJD VANCE A MESSA A SAN PIETRO - VENERDI SANTOJD VANCE A MESSA A SAN PIETRO - VENERDI SANTOCHIUSURA ANTICIPATA COLOSSEO PER LA VISITA DI JD VANCE

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