ANCHE BERLUSCONI LICENZIA! “FARSA ITALIA” MANDA A CASA METÀ DEGLI 83 DIPENDENTI E UNA PARTE DI QUELLI CHE RESTERANNO, IN CASSA INTEGRAZIONE - VIA ANCHE ROBERTO GASPAROTTI, STORICO CAMERAMAN (CON “CALZA) DEL BANANA

Ugo Magri per “la Stampa

 

silvio berlusconisilvio berlusconi

Nel gorgo della crisi più nera, con le casse nel partito tragicamente vuote, Forza Italia ha avvertito gli 83 dipendenti che per metà verranno mandati a casa e, dei superstiti, una quota finirà in cassa integrazione. Così sta scritto nella mail appena recapitata a tutto il personale della sede centrale, in Piazza San Lorenzo in Lucina. Era tempo che si vociferava, ma adesso le procedure di licenziamento sono state messe concretamente in moto.

 

E come sempre in questi casi, nessuno si sente al sicuro, anzi viene paventato il rischio che a farne le spese non saranno i soliti nullafacenti raccomandati ma i più laboriosi. Una buona parola cercheranno di metterla i sindacati (perfino lì ci sono). Fatto sta che Berlusconi «caccia» la gente, proprio lui che si era sempre vantato di aver fatto in carriera soltanto assunzioni.

 

inaugurazione nuova sede forza italia inaugurazione nuova sede forza italia

L’ex Cavaliere può argomentare il crac non è colpa sua ma della nuova legge sul finanziamento pubblico, la quale vieta di staccare assegni milionari, al massimo 100mila euro. In altri momenti avrebbe sopperito la generosità dei supporter. Ora però il tesseramento langue, nella scorsa primavera gli iscritti superavano di poco quota 11mila (nel 2007 il Pdl era arrivato a dichiararne cento volte di più).

 

Un’autentica delusione le cene allestite per la raccolta fondi: sono rari ormai gli italiani ricchi e, tra costoro, quelli disposti a scucire mille euro pur di accomodarsi a tavola con Berlusconi e riascoltare le solite barzellette. Di qui la spietata ma inevitabile «spending review» avviata da Mariarosaria Rossi, l’amministratrice del partito.

 

silvio berlusconi e maria rosaria rossisilvio berlusconi e maria rosaria rossi

Nessuno ha potuto sottrarsi alla mannaia, nemmeno una figura chiave del ventennio berlusconiano, alla quale Silvio deve tantissimo perché gli ha fabbricato l’immagine nel piccolo schermo: Roberto Gasparotti. Erroneamente si sostiene che fu lui, nel celebre video del ’94 sulla discesa in campo, a infilargli sulla testa la «calza», quando nella realtà Gasparotti riuscì a cancellare le rughe dal volto del Cav semplicemente usando da maestro i filtri e le luci. Però è vero che questo ex-cameraman, carrarese di origini, ha molto innovato la tecnica delle riprese tivù al servizio del leader.

 

Volendo esagerare, soltanto la regista Leni Riefenstahl negli Anni trenta seppe fare meglio, avendo come cliente un certo Adolf. Gasparotti, per la prima volta in Italia, ha impiegato nelle grandi manifestazioni politiche gli stessi impianti acustici dei concerti rock (in passato erano sufficienti i normalissimi altoparlanti).

 

Per la prima volta ha piazzato dietro al palco sfondi chiari, in modo da concentrare l’attenzione sull’uomo solo al comando. Per la prima volta ha dosato le inquadrature del Capo in modo da fargli sembrare più folta la chioma e più corte le orecchie. Per la prima volta ha avuto il coraggio di trasformare un inno di partito (quello del Pdl) in un karaoke di massa...

ROBERTO GASPAROTTI ROBERTO GASPAROTTI

 

In certi momenti Gasparotti ha colluttato coi giornalisti, messo in riga prefetti, affrontato gerarchi di partito. Eppure, il suo contratto è stato stracciato. Era capitato già al maggiordomo berlusconiano Alfredo, che adesso manda avanti un ristorante di pesce. Stessa storia per Marinella, la super-fedele segretaria, vittima nel suo caso di gelosie al femminile.

 

Diversamente da loro, Gasparotti non ha tagliato i ponti . Se capiterà, al Cavaliere darà una mano. Con gli amici addirittura ci scherza su, «sono finito nel parcheggio dei dinosauri». Ma il suo congedo è forse tra tutti il più emblematico: significa che Berlusconi non prevede più di fare campagne televisive degne del passato.

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…