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FATTO IL BONUS, TROVATO L’INGANNO – IN 6 ANNI, LO STATO HA SPESO OLTRE UN MILIARDO DI EURO PER ASSEGNARE IL BONUS CULTURA A 2,5 MILIONI DI 18ENNI – NON SONO MANCATI CASI DI FRODI, CON FATTURE E OPERAZIONI FALSIFICATE PER MILIONI DI EURO – ORA IL MINISTRO DELLA CULTURA SANGIULIANO VUOLE RIVEDERE I SISTEMI DI ELARGIZIONE DEI 500 EURO A RAGAZZO, TENENDO CONTO ANCHE DEL REDDITO FAMILIARE…  

Antonio Castro per “Libero quotidiano”

 

bonus cultura 1

Fanno gola 230 milioni di euro. Anzi in 6 anni si sono spesi oltre 1 miliardo, 76 milioni e qualche spicciolo. Soldi destinati a 2.449.109 ragazzi nati dal 1998 in poi. Il bonus introdotto dal governo Renzi è giunto quest’anno alla sesta edizione.

 

È stato partorito come agevolazione per i cittadini italiani maggiorenni a cui lo Stato eroga del denaro sotto forma di buono del valore di 500 euro «al fine di sostenere la diffusione della cultura mediante l'acquisto di prodotti e attività culturali di vario tipo». Accedere al regalo per la maggiore età è facile: basta scaricare l'applicazione dedicata (18App), dotarsi dello Spid (identità digitale), e scegliere come spendere la "dote" culturale.

 

UN ANNO PER SPENDERE

matteo renzi

Si possono acquistare nell'arco di 12 mesi - libri, biglietti di spettacoli e cinema, musei, mostre ed eventi culturali, biglietti per visitare monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali. Oppure cd, dvd, musica online, iscriversi a corsi di musica, di teatro, di lingua straniera o sottoscrivere abbonamenti a quotidiani e periodici anche in formato digitale.

 

Mediamente hanno richiesto il "bonus 18" dai 350mila ai 441mila ragazzi. Basta farsi due conti per intuire l'entità dell'impegno finanziario profuso dal ministero della Cultura e dalla presidenza del Consiglio. Anche perché per accedere al beneficio non esistono limiti di reddito familiare: mamma e papà possono guadagnare 1.000 euro al mese o 10 milioni per il ragazzo non c'è differenza: sempre 500 euro può spendere al compimento dei 18 anni.

 

18app

La maggior parte dei diciottenni che ne hanno usufruito ha optato per l'acquisto di libri (il 78%), per andare al cinema o a teatro, per visitare una mostra o un museo. L'emersione delle truffe nell'utilizzo del credito giovani ha portato il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano a rivedere i sistemi di elargizione. L'intento è di realizzare una vera "carta della cultura" che «superi ed elimini ogni criticità del passato».

 

dario franceschini 3

Probabilmente dal prossimo anno si terrà conto anche del reddito familiare (secondo i parametri Isee), fatta salva la dotazione complessiva già iscritta a bilancio. Sta di fatto che bisogna intervenire - nono stante le polemiche politiche dal attizzate Pd -anche per ché le inchieste per truffa spuntano come funghi.

 

L'ammontare complessivo dei casi già notificati all'amministrazione relativi ad usi indebiti da parte di esercenti (e diciottenni) è, ad oggi, di circa 9 milioni di euro. E i 9 milioni rappresentano appena la punta dell'iceberg visto che si tratta della effettiva restituzione degli importi indebitamente percepiti dagli esercenti. La Polizia Postale sta anche indagando su un filone nuovo: vale a dire truffe su segnalazione di neo diciottenni che hanno denunciato l'utilizzo a loro insaputa del bonus assegnato.

 

GENNARO SANGIULIANO

ORGANIZZAZIONI

I casi più eclatanti? Quello di due commercianti napoletano: marito e moglie avevano messo in piedi una vera e propria organizzazione criminale, con tanto di "adescatori" (pagati in percentuale), per intercettare la platea degli aventi diritto.

 

In 6 anni erano riuscite a movimentare da soli 1,5 milioni di euro, falsificando le fatture elettroniche inviate alla Società Consap. A Catanzaro una sola società aveva dichiarato operazioni per 1,7 milioni. A Jesi è scattato un decreto di sequestro preventivo per oltre 758mila euro. L'amministratrice della società è stata condannata a 8 mesi di reclusione (pena sospesa) dal tribunale di Ancona. E pure i ragazzi sono stati multati. Ed è solo l'inizio...

gennaro sangiuliano 4bonus culturagennaro sangiuliano giorgia meloni

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