IL NUOVO ALIBI DEL FEMMINISMO PARACULO: CHI ATTACCA UNA DONNA PER LE CAZZATE CHE COMMETTE DIVENTA “SESSISTA”

Daniela Ranieri per il "Fatto quotidiano"

L'ultima riguarda la responsabile Lavoro della nuova segreteria Pd Marianna Madia, "rea" di aver sbagliato ministero (e ministro) nel presentare un progetto sull'occupazione. Una era stata quella della Presidente della Camera Boldrini che ospita a proprie spese il compagno in occasione della cerimonia di commemorazione di Nelson Mandela; un'altra quella di Debora Serracchiani, accusata di aver approfittato di un passaggio di Letta su un volo di Stato per partecipare a Ballarò.

Cosa accomuna tutte e tre le vicende, sul cui merito ciascuno può farsi la propria opinione? Che la linea di difesa è stata principalmente il genere di appartenenza. Quasi per reazione pavloviana, invece di rivendicare la presenza del compagno come necessaria (Boldrini), invocare l'indispensabilità della presenza fisica in studio come indicatore di un più stretto rapporto con gli elettori (Serracchiani), approfittare del misunderstanding logistico per parlare di lavoro e ammettere di avere molto da imparare (Madia), davanti alle accuse più o meno eleganti dei detrattori si è preferito rifugiarsi nell'argomento che un maschio sarebbe stato trattato con più indulgenza.

Ammesso che ciò sia vero, quando una donna ritiene di essere stata attaccata ingiustamente può reagire in due modi: rispondere per le rime, dimostrando con franchezza la propria buona fede e facendo risaltare la nullità dell'avversario, oppure gridare "al sessista!", neutralizzando di fatto l'occasione di parlare dei temi che ha a cuore, e ottenendo l'effetto di porsi automaticamente in una posizione di inferiorità. La seconda soluzione, frutto di un fraintendimento del femminismo, è stata purtroppo quella finora più adottata.

Questo meccanismo delinea uno dei paradossi più clamorosi dell'Occidente cosiddetto libero e paritario. Se è vero che insultare una donna perché donna e non per quello che dice o che fa qualifica già di per sé chi ne è responsabile (è il caso degli utenti che sul blog di Grillo hanno sciorinato tutta la gamma dell'ignominia nei confronti di Maria Novella Oppo), nel momento in cui una donna si difende usando il tema del genere a cui appartiene ha già capitolato al maschilismo che intende combattere.

Pretendere un trattamento diverso da quello che un individuo deve a ogni suo simile, compresa la critica, è una specie di auto-ghettizzazione fatta passare per lotta per la parità. Inoltre, la parità è un obiettivo solo a latitudini ambigue come le nostre e nelle teocrazie. Solo al pensiero di essere parificata (d)a un uomo, una donna dovrebbe rabbrividire: è disperante che una donna con un ruolo politico o istituzionale voglia essere considerata "come" i suoi colleghi maschi, le cui azioni e la cui integrità sono tutti i giorni sotto i nostri occhi.

Davvero una donna aspira a essere onesta come B., dotata come Gasparri , raffinata come Crimi, trasparente come Fitto, presentabile come Formigoni, misurata come La Russa? Quando si vuole elogiare una donna forte e determinata si usa quell'espressione che allude ai genitali maschili: vantarsi di avere "le palle" (Santanché docet) e lamentarsi perché un uomo ci insulta senza avere attivato il silenziatore del galantismo machista sono forme contigue di auto-denigrazione, parenti di quel disgustoso comandamento per cui una donna non si tocca nemmeno con un fiore.

Siamo sicure, noi donne, di non essere maschiliste proprio quando traduciamo ogni critica alla nostra persona nei termini di un attacco maschilista? Non agiamo contro le donne dando per scontato che una donna con un ruolo di potere non possa - non le sia concesso - essere stupida, scorretta, corrotta, quanto un uomo? In base a questo principio l'operato di Gelmini e Cancellieri, tanto per dirne due, non avrebbe mai dovuto essere criticato.

Si dovrebbe non volere un trattamento diverso anche per un altro motivo: se un uomo sa che su quel terreno ci annienta, e lo fa, sarà stata solo colpa nostra che si sia permesso di offenderci. Quando un uomo che non sapesse apporre argomentazioni valide nel criticare una donna dovesse concludere con "non ti dico niente perché sei donna" ci sarà davvero da preoccuparsi.

Non bisognerebbe lavorare affinché la viltà di alcuni maschi obbedisca per riflesso condizionato allo stesso codice razzista che da piccoli li faceva desistere dal menare i compagni con gli occhiali. Ecco, se avalliamo questa esenzione cavalleresca, e addirittura la chiediamo come garanzia di rispetto, invece di controbattere con il valore del nostro operato, non stiamo facendo altro che dire che essere donne è un handicap verso cui esercitare pietà, e insieme un alibi per continuare a comportarci male come un uomo.

 

Maria Elena Boschi e Marianna Madia laura boldrini a ballaro SERRACCHIANI A BALLAR chi-finocchiaro-ikeacancellieri by carli IL TUNNEL DELLA GELMINI SANTANCHE AGGREDITA

Ultimi Dagoreport

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…