grillo fico di maio di battista

GRILLO ORDINA, FICO DISSENTE - SE BEPPEMAO ELOGIA “THE DONALD” E FLIRTA CON SALVINI, IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI PRENDE LE DISTANZE: “DIO CI SALVI DA TRUMP E LEGA. NON FAREMO ALLEANZE NÉ PRIMA NÉ DOPO IL VOTO. VIA GLI IMMIGRATI IRREGOLARI? LA LINEA NON VIENE DAL BLOG”

Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica”

GRILLO FICO DI MAIO DI BATTISTAGRILLO FICO DI MAIO DI BATTISTA

 

Né salviniani né trumpiani, Dio ce ne scampi», dice Roberto Fico in un corridoio della Camera, dopo aver ripetuto ai tg: «Non faremo alleanze né prima né dopo il voto». Il vicecapogruppo dei 5 Stelle a Montecitorio è a capo di un fronte che combatte contro lo spostamento a destra del Movimento. Un tentativo che è nei fatti, viste le parole dello stesso Beppe Grillo al Journal de dimanche (un plauso agli «statisti forti» Donald Trump e Vladimir Putin) e la linea sull' immigrazione postata sul blog poche settimane fa («Via subito tutti gli immigrati irregolari »).

 

roberto fico contestato al vaffa day gayroberto fico contestato al vaffa day gay

«Mettiamo che si vada a elezioni con un sistema proporzionale e che noi arriviamo primi - spiega Fico - per come la vedo io, avremo l' incarico di governo, ma non scambieremo né poltrone né sottosegretariati. Presentiamo il programma e si va su quello, giorno per giorno, tema per tema». Il presidente della Vigilanza Rai ha in mente un «governo di maggioranza relativa». Nessuna alleanza precostituita. Quanto a eventuali convergenze sui temi: «Quella con la Lega non è la più probabile. E se volesse votarceli Sel?».

 

DI MAIO FICO GRILLO 1DI MAIO FICO GRILLO 1

Non vuole criticare il voto popolare statunitense, Fico, ma spiega che il muro con il Messico annunciato da Trump lo vede in completo disaccordo, così come l' ipotesi di smantellare l' assicurazione medica universale varata da Obama. «È storicamente provato che dove vengono innalzati muri i problemi aumentano.

 

Sull' immigrazione non serve chiusura, ma un' apertura intelligente. E la nostra linea non la tovate né sul blog né in mozioni estemporanee: verrà fuori dal gruppo di lavoro incaricato del programma e sarà basata sui nostri atti parlamentari, molto diversi da quelli della Lega». «Gli uomini forti non servono a nulla - dice Fico - servono i gruppi, le comunità. Nessun uomo può farcela da solo, non ce l' hanno fatta neanche il Che o Fidel Castro».

 

trump putintrump putin

«Non facciamo alleanze né con Salvini né con Meloni», dice Luigi Di Maio uscendo da un incontro con i sindaci M5S che decide l' ennesimo ultimatum all' Anci (la minaccia è quella di sempre, «Se non cambia usciamo»; la linea, quella più morbida della sindaca di Torino Chiara Appendino). Mentre su Trump spiega: «Ci sono cose su cui siamo d' accordo e altre su cui lo siamo meno. Ma siamo contenti che su alcune nostre battaglie, contro i trattati che danneggiano i nostri prodotti, gran parte del mondo ci stia dando ragione».

 

DI MAIO RENZI GRILLO SALVINI DI MAIO RENZI GRILLO SALVINI

Parla ancora di togliere le sanzioni alla Russia, il vicepresidente della Camera (decisione su cui è d' accordo anche Fico) e precede la smentita ufficiale di Beppe Grillo sul blog: «Il Movimento non fa alleanze con quelli che da decenni sono complici della distruzione del Paese». Smentita invocata dai malumori degli eletti: «Mi sono svegliata nazionalista e leghista. Quando ne abbiamo discusso? », scriveva su Facebook al mattino la senatrice Paola Nugnes. Poi cancella, ma è il sintomo di un malessere che non riesce più a restare chiuso in assemblee sempre più segrete. Elisa Bulgarelli continua con i post critici sulla fondazione Rousseau. Il deputato Federico D' Incà augura in bocca a lupo a Federico Pizzarotti e si rammarica che l' esperienza di Parma non sia stata valorizzata.

 

Nel frattempo, si cerca di riequilibrare a sinistra accettando l' incontro con la Cgil che presenta ai senatori la sua proposta di legge sulla carta dei diritti dei lavoratori. E con il prossimo tour di Alessandro Di Battista: parte il 4 febbraio da Terni su «bancocrazia e reddito di cittadinanza». Nella certezza - da parte dei vertici - che basti arrivare al voto con entrambe le ali, destra e sinistra, ancora intatte. Per poi scegliere. Ma solo dopo aver vinto.

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