donald trump xi jinping guerra commerciale

“LA CINA POTREBBE TRIONFARE NELLA PARTITA GEOPOLITICA PER INERZIA” – IL “FINANCIAL TIMES”: “IL COMPORTAMENTO ROZZO DI TRUMP CONSENTE AI LEADER CINESI DI PRESENTARSI COME GLI ADULTI RESPONSABILI NELLA STANZA” – “PECHINO È ANCORA PERCEPITA COME UN PARTNER RAPACE E INAFFIDABILE. MA ANCHE SE NON STA CONQUISTANDO I CUORI DEGLI ALTRI PAESI, LA SUA VISIONE DELL’ORDINE MONDIALE STA GUADAGNANDO TERRENO PERCHÉ L’AMERICA, INVECE DI OFFRIRE UN’ALTERNATIVA FONDATA SU PRINCIPI E ATTRATTIVA, COMINCIA AD ASSOMIGLIARE SEMPRE PIÙ ALLA CINA...."

Traduzione di un estratto dell’articolo di Eswar Prasad per il “Financial Times”

 

DONALD TRUMP E XI JINPING

La Cina sta vincendo la partita geopolitica? Gli Stati Uniti appaiono isolati mentre il presidente Donald Trump attacca non solo i rivali ma anche alleati di lunga data. Il comportamento rozzo di Trump nei confronti degli altri Paesi consente ai leader cinesi di presentarsi come gli adulti responsabili nella stanza. La Cina vuole chiaramente assumere il ruolo di difensore del multilateralismo e del libero scambio, nonché perno di un ordine mondiale stabile.

 

La realtà è più complessa. Il resto del mondo guarda con diffidenza all’abbraccio di Pechino. La Cina ha beneficiato delle regole alla base del sistema multilaterale, piegandolo a proprio vantaggio. Per esempio, pur ottenendo accesso ai mercati globali per le sue esportazioni, ha mantenuto i propri mercati in gran parte chiusi.

 

GUERRA DEI DAZI TRA USA E CINA

Tuttavia, sotto due aspetti importanti, la Cina sta vincendo la partita geopolitica. Primo: Trump sta allontanando l’America dagli ideali e dai principi che un tempo difendeva. Secondo: con la Cina, almeno gli altri Paesi sanno esattamente dove si trovano, a differenza dei continui cambi di rotta dovuti agli imprevedibili capricci del presidente americano.

 

Commercio e territorio contano in geopolitica, ma l’attuale competizione tra le due superpotenze riguarda qualcosa di più fondamentale: visioni del mondo contrastanti e modi diversi di organizzare le istituzioni di un Paese, nonché i suoi sistemi economici, politici e giuridici.

 

cina usa

Il paradigma statunitense di una democrazia liberale orientata al mercato, con una magistratura indipendente, si contrapponeva nettamente al modello cinese di economia pianificata, con il Partito Comunista che controlla direttamente tutti i rami del governo e il sistema legale.

 

Ora però Trump sta avvicinando l’America alla visione del mondo di Pechino. È intervenuto direttamente nei mercati, favorendo aziende e settori che cercano il favore suo e della sua famiglia, e ha persino tentato di microgestire decisioni finanziarie come i tassi d’interesse delle carte di credito.

 

donald trump xi jinping

Ha attaccato i dati ufficiali definendoli inaffidabili invece di riconoscere la realtà economica che descrivono. Ha manifestato il desiderio di controllare le decisioni sui tassi della banca centrale, come fa il Partito Comunista in Cina. Ha licenziato funzionari che non dimostravano fedeltà a lui e alle sue politiche. E ha utilizzato il sistema giudiziario per colpire rivali politici.

 

Inoltre, la sua amministrazione ha mostrato disprezzo per una concezione più ampia dello stato di diritto, secondo cui anche il governo è subordinato alle leggi che crea. Finora ha attaccato i giudici che emettono sentenze sfavorevoli accusandoli di partigianeria, senza però ignorarne formalmente le decisioni. Tuttavia, alcuni membri dell’amministrazione sarebbero ben lieti di scavalcare del tutto i tribunali. Questo richiama il modo in cui il Partito Comunista Cinese si pone al di sopra del sistema giudiziario, che si limita a dirimere controversie su proprietà e contratti senza mettere in discussione le azioni e le politiche del governo.

POLO NORD – BASI ARTICHE – LO SCACCHIERE DELLE POTENZE MONDIALE TRA I GHIACCI

 

La visione trumpiana di una stampa libera è quella di una stampa che celebri i suoi successi e attenui le critiche. Sotto l’attacco della sua amministrazione, il ruolo dei media come strumento di controllo dell’operato dei pubblici ufficiali si sta erodendo, mentre Trump sembra aspirare a qualcosa di simile alla stampa ufficiale cinese — che è l’unica esistente — limitata a esaltare le virtù del leader.

 

In breve, Trump sta svuotando proprio quelle istituzioni che distinguono Washington da Pechino.

 

I repentini cambiamenti della politica estera americana hanno lasciato disorientati i leader di altri Paesi. Trump ha indebolito la Nato e ha minacciato di trasformare il Canada nel 51° Stato.

 

intelligenza artificiale usa cina

Questi Paesi sono stati al fianco dell’America per decenni, anche se Trump non ha torto nel sostenere che il resto della Nato debba contribuire maggiormente al bilancio della difesa dell’alleanza.

 

Alleati stretti come il Regno Unito e la Corea del Sud non sono stati risparmiati dalla sua offensiva tariffaria. Non sono solo le politiche muscolari degli Stati Uniti, ma anche i cambi di linea imprevedibili — che colpiscono tanto gli alleati che condividono i valori americani quanto i rivali che non li condividono — a spingere i Paesi lontano da Washington. La Cina, da parte sua, è dura con i suoi avversari, ma i suoi alleati possono generalmente contare su un sostegno affidabile.

 

donald trump xi jinping vertice apec corea del sud foto lapresse 1

Nonostante tutto questo tumulto, sarebbe eccessivo sostenere che i Paesi stiano abbracciando volontariamente la Cina come alternativa agli Stati Uniti: Pechino è ancora percepita come un partner rapace e inaffidabile. Ma la Cina potrebbe trionfare per inerzia. Anche se non sta conquistando i cuori degli altri Paesi, la sua visione dell’ordine mondiale sta guadagnando terreno perché l’America, invece di offrire un’alternativa fondata su principi e attrattiva, comincia ad assomigliare sempre più alla Cina.

STATI UNITI CONTRO CINASTATI UNITI CONTRO CINA

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