antonio tajani

“TAJANI È LA DEBOLEZZA DELLA STABILITÀ” – “IL FOGLIO”: “SI CANDIDA AL NOBEL PER LA PACE 2023. LO CHIAMANO ANTONIO IL 'PORTAORDINI', TAJANI IL 'NUNZIO DEGLI INTERNI', IL 'POVERO TONIO'. DA VENTIQUATTRO ORE DEVE AFFRONTARE UNA GRANDE CRISI INTERNAZIONALE LUNGO IL CANALE PONTINO. IL SUO CANDIDATO ALLE REGIONALI DEL LAZIO È STATO “STRACCIATO” DAL CANDIDATO DI CLAUDIO FAZZONE, SUO ARCINEMICO" - "LE STA 'PRENDENDO' DA MELONI, CHE GLI RIMPROVERA LE PAROLE DI BERLUSCONI, MA LE PRENDE ANCHE DA BERLUSCONI, CHE GLI RIMPROVERA DI ESSERE TROPPO VICINO A MELONI…” - LA MISSIONE DIPLOMATICA CON LA FRANCIA E QUELLA CON IL PPE

Estratto dell’articolo di Carmelo Caruso per “il Foglio”

 

berlusconi tajani 12

Si candida al Nobel per la Pace 2023. Lo chiamano Antonio il “portaordini”, Tajani il “nunzio degli Interni”, il “povero Tonio”. Occupa ben tre sedi diplomatiche. E’ ministro degli Esteri del governo Meloni, ambasciatore del Quirinale presso Palazzo Chigi, diplomatico che gestisce i rapporti tra Palazzo Chigi e la santa sede di Arcore.

 

giorgia meloni antonio tajani

Da ventiquattro ore deve affrontare una grande crisi internazionale lungo il canale pontino. Il suo candidato alle regionali del Lazio è stato “stracciato” dal candidato di Claudio Fazzone, arcinemico di Tajani. In attesa del titolo di Mahatma, Tajani le sta “prendendo” da Meloni, che gli rimprovera le parole di Berlusconi su Zelensky, ma le prende anche da Berlusconi, che gli rimprovera di essere troppo vicino a Meloni.

 

SIMONE FOGLIO

[…] Per il Colle, per gli italiani, e per l’Europa, è il ministro più affidabile, per Forza Italia, la parte non tajanea, è il capo delegazione delle “angurie”. Le angurie sarebbero i ministri di Forza Italia, che secondo l’altra parte di Forza Italia, si sono “melonizzati”.

 

Tajani è la prova di quanto può essere crudele la sorte. E’ la debolezza della stabilità. Coordinatore nazionale di FI, ha come feudo elettorale il Lazio. Bene, cosa accade? Il signor Fazzone, forzaitaliota che stava per essere cacciato e antagonista interno del “povero Tonio”, riesce a fare eleggere Cosmo Mitrano, consigliere regionale con oltre 12.500 preferenze.

 

COSMO MITRANO

Il candidato di Tajani era Simone Foglio e si è fermato a circa 3 mila preferenze. A Roma, Forza Italia non è riuscita a eleggere nessun consigliere. Il risultato finale di Forza Italia nel Lazio è 8,43 per cento e un buon “cinque per cento” si deve a Fazzone. Si racconta, e chi lo racconta è informato, che Meloni abbia deciso il ritiro di costituzione di parte civile nel processo Ruby ter, da parte della presidenza del Consiglio, con lo scopo di “rafforzare” Tajani.

 

Avrebbe insomma dato a Berlusconi la prova che il “povero Tonio” si batte per il Cav. Nel partito dove la maggioranza è ormai “ronzulliana”, vicina a Licia Ronzulli, si parla della necessità di “affiancare” il coordinatore Tajani che cumula altri due incarichi (ministro, vicepremier).

 

CLAUDIO FAZZONE

Si arriverebbe lentamente a un direttorio per aree geografiche composto da Ronzulli, al nord, Tajani per il centro, Occhiuto per il sud e Giorgio Mulé per le isole. Che colpa ne ha il povero Tonio se il suo destino è stare in mezzo?

 

[…] Sergio Mattarella lo sostiene nella sua incessante operazione diplomatica di “sutura” con Macron. Meloni gli lascerebbe le chiavi di Chigi. Berlusconi ogni qual volta deve mandare un messaggio a Meloni chiama Tajani: “Fai sapere a…”. Lui, che di comunicazione se ne intende, era il capo del politico del Giornale, ha chiamato l’ex inviato di Repubblica, Vincenzo Nigro, a fargli da portavoce e ha nominato Riccardo Guariglia come segretario generale al posto di Ettore Sequi.

 

ANTONIO TAJANI LICIA RONZULLI ALESSANDRO CATTANEO SILVIO BERLUSCONI AL QUIRINALE PER LE CONSULTAZIONI

Vive sulla sua carne la fatica del diplomatico. Per servire Meloni è meno amato da Berlusconi, ma non potrà mai lasciare Berlusconi. Preferirebbe fare la fine dei samurai. Nel partito i suoi cari conforti sono Gianni Letta e Paolo Barelli, ma il nuotatore Barelli, forse fiutata l’acqua, non si vede più alla Camera […].

Come spesso avviene, si veda Fontana in Lombardia, figure come Tajani si rivelano più longevi, e decisive, di quanto si immagini. Si muove di concerto con Claudio Descalzi, ad di Eni, ed è il passaporto della Meloni per arrivare a Manfred Weber e dunque ai popolari in Europa, ma è soprattutto il ministro che nomina gli ambasciatori.

 

MANFRED WEBER SILVIO BERLUSCONI ANTONIO TAJANI

Deve presto sostituire, a Tripoli, l’ambasciatore Giuseppe Buccino, che dopo otto anni lascia (sembra destinato a occupare una sede importante in oriente). Un altro in scadenza è Andrea Romussi, ambasciatore in Burkina Faso, paese incrocio per regolare l’immigrazione. A Teheran, si congeda Giuseppe Perrone, che in precedenza aveva gestito il rilascio di Alessia Piperno. In Somalia, si sposta anche Alberto Vecchi. E poi c’è Fazzone! Sequestrato dal senso di responsabilità, tormentato dalla gratitudine, questo è il dramma del “povero Tonio”, il cristiano che ogni sera si rivolge così: “Silvio, di’ soltanto una parola e io sarò salvato”.

antonio tajani roberta metsolamatteo salvini giorgia meloni antonio tajani. meloni tajanigiorgia meloni antonio tajani 2

LA FOTO DI GRUPPO LEGA FORZA ITALIA A CASA DI BERLUSCONIberlusconi tajani 8

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