mario draghi

CERCASI DRAGHI DISPERATAMENTE - DOPO LA DISASTROSA PROVA TELEVISIVA DI DOMENICA SERA, CONTE SI AVVIA A DIVENTARE, FINITA L'EMERGENZA SANITARIA, IL CAPRO ESPIATORIO DEL POSSIBILE DISASTRO ECONOMICO. VISTO LO STATO COMATOSO DEI PARTITI, SIA DI MAGGIORANZA SIA DI OPPOSIZIONE, C'È QUALCUNO IN GRADO DI GESTIRE UNA STAGIONE DRAMMATICA? - QUINDI STEFANO FOLLI PONE UN INTERROGATIVO INQUIETANTE: ‘’IL BANDOLO DELLA MATASSA SARA' ANCORA NELLE MANI DEI POTERI RICONOSCIUTI?”

IL TEMPO STRINGE PER SALVINI E MELONI

Stefano Folli per “la Repubblica”

 

stefano folli

Dopo la prova televisiva di domenica sera, è opinione diffusa che Giuseppe Conte si sta avviando a diventare il capro espiatorio del possibile disastro. Non ora, ma quando l' emergenza sanitaria avrà finito di trasformarsi nell'ancora più drammatica emergenza economica. Il che pone due interrogativi.

 

Primo. La crisi si aprirà secondo canali tradizionali e sarà gestita dalle forze politiche in base al rituale tipico ovvero l' insieme di protagonisti e comprimari è destinato a essere travolto da circostanze eccezionali?

conte renzi

 

Secondo. Nel caso in cui il bandolo della matassa fosse ancora nelle mani dei poteri riconosciuti, c'è qualcuno che già ora si prepara a gestire una stagione drammatica?

 

Nella maggioranza, il Pd - incalzato da Renzi - comincia a rendersi conto che lo status quo non potrà durare ed è cosciente del rischio. O riesce a tenere sotto controllo il premier e il suo protagonismo oppure il tessuto del governo potrebbe lacerarsi all' improvviso. In quel caso occorre aver predisposto un piano B, un sentiero tendenziale verso qualche forma di unità nazionale. Una montagna da scalare.

grillo fico di maio di battista

 

I Cinque Stelle già faticano a riconoscersi fino in fondo nel patto con il Pd e gli ultimi sondaggi, da cui traggono un certo conforto dopo mesi di declino, non li spingono verso alleanze allargate.

MARIO DRAGHI.

 

Quanto alla destra, è evidente che il vecchio equilibrio sta cambiando. Pochi credevano che l' unità d' azione Salvini-Meloni-Berlusconi potesse durare a lungo. Ma la realtà è più veloce delle previsioni. Berlusconi non aveva motivo di dimenticare la sua affiliazione ai Popolari di Angela Merkel. Ha collocato in fretta quel che resta di Forza Italia in un' area semi-governativa, facendo leva proprio sul "sì" al fatidico Mes, il fondo salva-Stati. Non è un appoggio a Conte, ma se l' avvocato del popolo crolla, Forza Italia è già pronta per il dopo.

BERLUSCONI MERKEL

 

Chi invece vive la fase più incerta della sua esperienza politica, è Salvini. Ieri Maurizio Belpietro, direttore della Verità, giornale attento all' opinione leghista, ha scritto sul malessere del Carroccio, stigmatizzando eventuali propositi scissionisti. Con ciò ha riconosciuto che il disagio esiste e con esso la spinta verso la resa dei conti.

draghi

 

Ma il tema va al di là delle ambizioni di Zaia o tantomeno di Giorgetti. È il progetto di una Lega nazionalista da Nord a Sud sul modello "lepenista" francese che non funziona. O meglio, ha avuto successo per un periodo sull' onda di un solo tema: la paura degli immigrati. Poi il virus ha mutato l' agenda e oggi Salvini sembra singolarmente a corto di argomenti.

giorgetti fontana zaia

 

Sull' Europa il capo leghista tende ad affidarsi a un repertorio di frasi fatte, inoltre ha perso il piglio che aveva a suo tempo - comunque si volesse giudicarlo - come ministro dell' Interno. Salvini ha bisogno di evolvere, ma non ci riesce o non vuole. In entrambi i casi per lui il tempo stringe.

 

Non è un caso che il terzo segmento della destra, Fratelli d' Italia, sia anche il solo che i sondaggi premiano quasi sempre. Giorgia Meloni tiene una posizione dura, euroscettica, ma al tempo stesso non esclude il confronto.

 

MATTEO SALVINI VESTITO DA MEDICO

In altri termini non rifiuta un' evoluzione delle idee, anche se avrebbe bisogno di ampliare i confini del suo mondo per evitare che quel 14 per cento che i sondaggi le accreditano finisca in frigorifero. Ma oggi lei sembra avere carte migliori di Salvini da giocare al tavolo dei futuri assetti.

 

SALVINI RASSICURA I SUOI: NON CREDIAMO AI SONDAGGI E RILANCIA CON LA PIAZZA

Cesare Zapperi per il “Corriere della Sera”

 

salvini dirette instagram 7

Ci sono gesti fatti per rassicurare che in realtà tradiscono nervosismo. O, quantomeno, preoccupazione. Il messaggio che domenica Matteo Salvini ha mandato, via Whatsapp, ai suoi parlamentari si presta alla doppia lettura. Quel piccolo tonfo, -5,7 per cento in un mese, registrato dalla Ipsos di Nando Pagnoncelli, ha lasciato un segno sull' umore del segretario leghista. Che subito ha avvertito la necessità di tenere alto il morale della truppa.

 

salvini zaia

«È un momento difficile per il Paese - è il senso di quel che ha scritto a deputati e senatori del Carroccio - ed è normale che i cittadini si affidino a chi guida le istituzioni. In queste fasi il consenso del governo cresce». Ma Salvini invita a non impressionarsi perché, sostiene ancora, «sta arrivando una pesantissima crisi economica. Dobbiamo rimanere uniti ed essere pronti a tutto». Con un' ultima sottolineatura, quasi una excusatio non petita: «Io comunque non ho mai dato retta ai sondaggi quando mi davano al 40 per cento, non li guardo nemmeno adesso».

ANTONIO TAJANI GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI

 

Il Capitano non abbassa certo la guardia, come nel suo costume. E non appena il premier Conte spiega i primi timidi passi di uscita dal lockdown, lui con l' ennesima diretta Facebook rilancia subito minacciando «di scendere in piazza, se necessario con le mascherine».

 

Ma anche questo rischia di essere solo un riflesso condizionato, una sorta di crisi di astinenza per chi sulla piazza e sul rapporto con la sua gente ha costruito la sua fortuna. «Ci manca solo che noi creiamo un' occasione di contagio» si lascia scappare uno dei suoi.

 

matteo salvini attilio fontana

Il leader, anche se cerca di non darlo a vedere, capisce che non tutto fila come vorrebbe. La difesa d' ufficio del governatore lombardo Attilio Fontana, evidentemente, non basta se, come rivelato dal Corriere , ha spedito ai piani alti di Palazzo Lombardia il suo fidato portavoce Matteo Pandini a cercare di dare una raddrizzata alle strategie comunicative della Regione che più ha pagato il prezzo della pandemia. E paradossalmente, i consensi che sta raccogliendo il governatore veneto Luca Zaia, interprete di un profilo più «istituzionale» senza rinunciare a qualche strappo, sottolineano le differenze con le performance del collega lombardo.

FLAVIO TOSI

 

E poi, ci sono le divergenze, che talvolta emergono e talaltra si inabissano come una sorta di fiume carsico, con Giancarlo Giorgietti. Che di per sé non rappresenta un pericolo né un possibile concorrente, ma resta una delle pochissime personalità che possono permettersi la libertà di dissentire dalla linea del segretario. «Ma né Giorgetti né Zaia muoveranno mai un dito per differenziarsi da Salvini.

 

Non c' è pericolo, non hanno l' indole per opporsi, non sono certo dei combattenti - spiega l' ex sindaco di Verona, Flavio Tosi (che dalla Lega fu espulso) all' AdnKronos - Il problema di Salvini è che ha trasformato la Lega in un partito contro qualcuno: contro gli immigrati clandestini, contro l' Europa. Ma ora non servono i partiti contro, servono i partiti per, ovvero i partiti per fare qualcosa».

Gualtieri

 

Una considerazione, ed è l' ultima spina per il leader leghista, che può impattare sulla compattezza del centrodestra. Nella battaglia contro il Mes Silvio Berlusconi non si è arruolato. E anche sulla mozione di sfiducia al ministro dell' Economia Roberto Gualtieri, depositata dalla Lega ieri in Senato, Forza Italia non darà il suo sostegno. Saranno piccoli incidenti di percorso, ma a chi ambisce a guidare lo schieramento non trasmettono serenità.

 

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...