renzi viale mazzini cavallo rai

''CANGURO'' SELVAGGIO È TORNATO! - FORSE NON VE NE SIETE ACCORTI, MA LA RIFORMA DELLA RAI È GIÀ PARTITA. MATTEUCCIO L'HA INCARDINATA AL SENATO, DOVE IL GOVERNO CONTA DI FARLA PASSARE IN UN BALENO. GRAZIE ALLO STESSO TRUCCO USATO PER L'ITALICUM

DAGOREPORT

 

MILLENNIUM RAI3 MATTEO RENZIMILLENNIUM RAI3 MATTEO RENZI

Onorevoli senatori! Canguro selvaggio sta per colpire ancora! La disgraziata astuzia procedurale che ha permesso a Renzi di portare a casa, quasi senza colpo ferire, la riforma del Senato (in agosto) e l’Italicum (a gennaio), sta per tornare alla ribalta. 

 

E sta per colpire duro, stavolta, sul futuro della Rai.

 

Una parte della storia la sanno ormai anche le pantegane del Tevere: il cda di viale Mazzini è in scadenza e Renzi vuole fare una riforma sprint, di modo da eleggere il nuovo consiglio già con la nuova legge. Peccato, però, che dal Quirinale gli abbiano caldamente sconsigliato di fare la riformetta per decreto, visto che non se ne ravvede, di un decreto, la necessità e l’urgenza.

Enrico Buemi 
Enrico Buemi

 

E dunque? Al Pittibimbo gli tocca di passare dal Parlamento; che è cosa noiosa, e irritante, e che non gli piace, ma che soprattutto rischia di tirare il tutto troppo in lungo per i suoi gusti.

 

Ecco allora la genialata: incardinare la riforma al Senato, dove il governo può contare su persone parecchio veloci nel capire e organizzare strategicamente le cose. Agli strateghi stavolta è bastato ripescare dai cassetti della ottava commissione (Lavori pubblici e Comunicazioni) l’unico disegno di legge finora presentato sulla riforma della Rai (è quello firmato dal socialista Enrico Buemi e risale allo scorso luglio), dargli una spolveratina, svegliare il Buemi medesimo, nominarlo relatore… Evvai!

 

Nessuno o quasi finora se ne è accorto, fuori da Villa Arzilla, ma la riforma di viale Mazzini è già partita. E alla grande.

 

STEFANO ESPOSITO STEFANO ESPOSITO

Tutti i partiti, adesso, stanno correndo a depositare in Senato le loro proposte. Dicono che il Pd, esagerando, ne abbia in cottura addirittura due: una di maggioranza e una di minoranza.

 

Un altro testo arriverà ad horas dal governo.

 

Tutto perciò procede allegrissimamente; e ad arrivare in aula con la riforma, Matteo sta' tranquillo, ci vorrà pochissimo. Anche per approvarla ci vorrà un amen: a fare strage di emendamenti contrari, «cangurandoli» e tagliando tempi e proteste dell’opposizione, penserà un piccolo emendamento premissivo all’articolo 1 della riforma, congegnato in modo da rendere inammissibili tutti gli altri a seguire. Esattamente la procedura seguita con l’Espositum, ossia l’emendamento 01.103 all’articolo 1 dell’Italicum, che ha permesso a Renzi di portare a casa la riforma elettorale in un beh.

 

gubitosi letta tarantolagubitosi letta tarantola

Onorevoli senatori!  L’assassino torna sempre sul luogo del delitto! Autore del famigerato Espositum era il senatore Stefano Esposito, Pd, da Moncalieri, di cui a palazzo Madama ormai sappiamo tutto: classe 1969, impiegato in prefettura a Torino con eterna aspettativa politica, è stato già deputato Pd, consigliere provinciale per i Ds, membro della segreteria, tesserato Fgci, Pci, Pds.

 

E’ stato nella Mozione Angius. E’ stato bersaniano di ferro. Si è occupato di rifiuti a Settimo Torinese. E’ stato anti-NoTav ferocissimo, al punto di chiedere l’espulsione dal partito di quei sindaci della Val di Susa che si erano dichiarati contrari alla mega-opera. Poi ha detto che, se i costi dell’opera erano così alti, era anche meglio soprassedere.

 

Insomma, è uno molto disinvolto.

 

Oggi è renziano di sfondamento.

 

Mattarella e RenziMattarella e Renzi

E, guarda caso, è pure vicepresidente della ottava commissione, quella che si sta occupando della riforma Rai.

 

Come diceva Andreotti? A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina

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