big frongia raggi morgante

FORZA E CORAGGI - ROMA RESTA L’UNICA GRANDE CITTA’ SENZA LA GIUNTA: VIRGINIA RAGGI ALLE PRESE CON GLI EQUILIBRI INTERNI AL M5S E LA NECESSITA’ DI METTERE AI POSTI CHIAVE PERSONE COMPETENTI E FIDATE. DANIELE FRONGIA (CHE SMENTISCE QUALSIASI LIASON CON VIRGINIA) NOMINATO CAPO DI GABINETTO

Giovanna Vitale per “la Repubblica

 

VIRGINIA RAGGI DANIELE FRONGIAVIRGINIA RAGGI DANIELE FRONGIA

Milano c' è. Bologna e Napoli anche. A Torino, Chiara Appendino ha annunciato gli uomini della sua squadra prima del ballottaggio. Manca Roma. A dieci giorni dalla sua elezione, Virginia Raggi non ha ancora una giunta.

 

E questo, nonostante più di una volta nel corso della campagna elettorale l' esponente 5 Stelle avesse comunicato l' intenzione di rendere noti i nomi dei suoi assessori ben prima del voto. Adesso l' appuntamento è fissato per il 7 luglio, in occasione del primo consiglio comunale.

 

virginia raggi in auto con daniele frongiavirginia raggi in auto con daniele frongia

Nel frattempo, mentre si macinano nomi che durano appena 24 ore, ieri è arrivata la prima nomina, quella del capo di gabinetto della sindaca. Sarà Daniele Frongia, già consigliere comunale M5S nella passata consiliatura ora rieletto, e avrà una caratteristica: non avrà "potere" di firma e non potrà sottoscrivere atti di spesa. Un incarico "dimezzato" per aggirare la legge Severino che prevede un periodo di pausa tra cariche elettive e ruoli dirigenziali nella medesima amministrazione.

 

La Raggi ha pure chiesto un parere all' Anac, che avrebbe dato il via libera. Ieri la nomina di una figura chiave che la sindaca avrebbe voluto in giunta, col ruolo di suo vice.

DANIELA MORGANTEDANIELA MORGANTE

A impedirglielo sarebbero stati i veti interni. Perché quel posto era già stato prenotato da Marcello De Vito, mister preferenze, fedelissimo della deputata Roberta Lombardi. Alla fine De Vito sarà dirottato alla presidenza dell' Aula Giulio Cesare e Frongia, appunto, a guidare il gabinetto.

 

A pesare, però, anche questioni di opportunità che riguardano una presunta relazione sentimentale tra la Raggi e Frongia. Ne ha scritto "Chi" ed è stata smentita già tre volte, l' ultima da Frongia una settimana fa: «Non è mai stato vero, non lo è attualmente e non lo sarà».

 

LO CICEROLO CICERO

Risolta così la questione, però, restano aperte almeno 5 caselle della giunta da riempire. I nomi comunicati dalla Raggi, al momento sono solo 4: Paolo Berdini all' Urbanistica, Luca Bergamo alla Cultura, Paola Muraro all' Ambiente, Andrea Lo Cicero allo Sport.

Quasi certa appare Flavia Marzano, presidente dell' Associazione Stati generali dell' innovazione, alla "Roma semplice".

 

Alla Mobilità, probabile la docente del Politecnico di Torino Cristina Pronello. In calo le quotazioni di Antonio Blandini, professore di Diritto societario alla Luiss, alle Partecipate. Per il sociale è spuntato il nome di Laura Baldassarre che ha lavorato all' Unicef e al Garante dell' infanzia con Vincenzo Spadafora, l' uomo che cura le relazioni istituzionali per Luigi Di Maio.

VIRGINIA RAGGI E MARIA ELENA BOSCHIVIRGINIA RAGGI E MARIA ELENA BOSCHI

 

Il buco più grande, però, riguarda il Bilancio, il motore dell' azione della Raggi che da lì vuole partire per «rinegoziare il debito» e aggredire gli sprechi del Campidoglio che, secondo i calcoli dei 5 Stelle, ammontano a 1,2 miliardi l' anno. Sfumato il nome di Marcello Minenna, dirigente Consob, prende quota quello di Daniela Morgante, magistrata della Corte dei conti, ex assessore di Ignazio Marino, durata solo 9 mesi e sostituita dopo uno scontro con l' allora primo cittadino che non accettò il suo piano di tagli.

 

Ieri la Morgante è tornata in Campidoglio proprio per incontrare la sindaca e, secondo la versione ufficiale, «per ribadirsi stima reciproca». Un modo, anche per dare l' impressione di un' accelerata dopo le frenate dei giorni scorsi.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)