lorenzo orsetti

ISIS THE END? - LE FORZE CURDE IN SIRIA ANNUNCIANO LA FINE DEL CALIFFATO DOPO LA LIBERAZIONE DI BAGHUZ, ULTIMA ROCCAFORTE - IL VIDEO-TESTAMENTO DI LORENZO ORSETTI, MORTO COL SORRISO: ''SE VEDETE QUESTO FILMATO VUOL DIRE CHE MI È SUCCESSO QUALCOSA. MA È QUELLO CHE HO VOLUTO FARE FINO IN FONDO, RIFAREI QUESTA SCELTA MILLE VOLTE. VI AMO TUTTI, LA MIA FAMIGLIA, IL MIO CANE'' - TUTTI I PUNTI INTERROGATIVI CHE RESTANO: DA AL BAGHDADI AI 300 PRIGIONIERI

IL VIDEO-TESTAMENTO DI LORENZO ORSETTI: ''SE VEDETE QUESTO FILMATO VUOL DIRE CHE MI È SUCCESSO QUALCOSA. MA È QUELLO CHE HO VOLUTO FARE FINO IN FONDO'', DICE COL SORRISO

 

 

 

ISIS: MILIZIE FILO-USA,'BAGHUZ LIBERA, FINE CALIFFATO'

Lorenzo Orsetti

(ANSA-AP) - Le forze filo-Usa a guida curda in Siria (Sdf) hanno dichiarato la liberazione di Baghuz dall'Isis -l'ultima roccaforte nell'est della Siria rimasta in mano agli estremisti- e con questa la fine del califfato. "Barghuz è libera e la vittoria militare contro l'Isis è stata raggiunta", ha scritto su twitter Mustafa Bali, portavoce di Sdf.

 

"Le forze siriane democratiche dichiarano la totale eliminazione del cosiddetto califfato e la sconfitta al 100% dell'Isis sul territorio, ha twittato Bali. "In questo giorno particolare commemoriamo le migliaia di martiri i cui sforzi hanno reso possibile la vittoria", ha proseguito. La Bbc segnala intanto che membri delle forze filo-Usa a guida curda hanno issato bandiere gialle a Baghuz per celebrare la vittoria.

Lorenzo Orsetti

 

 

Lorenzo Cremonesi per www.corriere.it

 

Infine anche i portavoce curdi annunciano la sconfitta del «Califfato» nelle sue ultime roccaforti nella Siria nord-orientale. «Baghouz è stata liberata. La vittoria militare contro Daesh (l’acronimo arabo di Isis) è completa», ha scritto questa mattina su twitter Mustafà Bali, capo dell’ufficio stampa delle forze militari curde in Siria riferendosi all’ultimo villaggio sull’Eufrate, non lontano dal confine iracheno, dove si erano rifugiati gli ultimi combattenti di Isis. Bali aggiunge tuttavia che i comandi curdi «rinnovano il loro impegno a continuare la guerra e perseguire le ultime sacche di resistenza jihadista sino alla loro completa eliminazione».

lorenzo orsetti 4

 

Questo per specificare che comunque esistono ancora isolati gruppi di irriducibili sia nascosti nell’intricato e infido dedalo di gallerie sotto le case di Baghouz, ma soprattutto sparsi nelle zone desertiche e anche nei grandi centri urbani siriani e iracheni. In effetti i curdi hanno tutto l’interesse a protrarre nel tempo il loro ruolo nella battaglia contro il Califfato sia per garantirsi il sostegno militare americano, che per fare fronte alle pressioni sia turche che del regime di Bashar Assad. Ma già ieri dal Pentagono si era affermato che la battaglia di Isis era praticamente vinta, dichiarazioni che del resto aveva fatto lo stesso presidente Donald Trump a fine febbraio.

 

isis 6

Il dato centrale è che in queste ore collassa definitivamente la dimensione territoriale del Califfato, elemento questo che sin dal 2013-2014 aveva caratterizzato le specificità di Isis rispetto ad Al Qaeda e gli altri gruppi dell’estremismo jihadista organizzato.

 

Ma ciò non significa che Isis sia del tutto collassato. I suoi slogan e la sua organizzazione terroristica restano minacciosi e in grado di attirare militanti e costituire un pericolo. Sono inoltre decine di migliaia i civili (tra cui donne e bambini) usciti dalle macerie di Baghouz e gli altri centri di Isis che non hanno affatto rinnegato la loro ideologia e anzi minacciano apertamente di voler costruire «uno nuovo Califfato».

isis 3

 

Non è inoltre affatto chiaro quale sia la sorte di Abu Bakr Al Baghadadi, il loro massimo leader, e gli altri dirigenti di Isis. Secondo fonti dell’intelligence americana molti di loro e lo stresso Baghdadi (la cui morte più volte annunciata non è mai stata verificata) potrebbero essere fuggiti da tempo in Iraq, specie nelle province sunnite di Al Anbar tra Qaiim, Falluja e Ramadi, dove godono di protezioni e ampie simpatie popolari. Ai curdi resta anche il problema della gestione di circa 65.000 persone uscite nelle ultime sei settimane dall’inferno di Baghouz.

 

Resta il problema della sorte delle migliaia di volontari jihadisti arrivati dall’estero: tra loro numerosi francesi, ceceni, afghani, tunisini, libici, palestinesi, algerini.

isis militante

 

Resta il mistero sul destino di circa 300 prigionieri tra cui il gesuita italiano Paolo Dall’Oglio.

 

E resta il dilemma del loro futuro politico. Nel 2014 Isis era giunto a controllare quasi un terzo del territorio siriano e larghe parti dell’Iraq. Da dopo la battaglia di Kobane nell’ottobre del 2014 e grazie agli aiuti Usa, i curdi hanno avuto un ruolo centrale nella sconfitta di Isis e quindi hanno espanso le loro zone autonome proprio a spese delle regioni controllate da quest’ultimo. Oggi chiedono di essere ascoltati dalla comunità internazionale, proprio mentre Bashar Assad sostenuto da Russia e Iran cerca un intesa con Ankara per riprendere il pieno controllo della Siria, inclusa la zona curda.

baghdadiabu bakr albaghdadi 2PAOLO DALL'OGLIOPAOLO DALL'OGLIO

 

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