1- FRA' PASSEROTTO DA COMO VA AL CONVEGNO DEI FRATICELLI DI ASSISI DAL TITOLO QUANTO MAI SIGNIFICATIVO "UN CONTRIBUTO FRANCESCANO AL SUPERAMENTO DELL'ATTUALE CRISI ECONOMICA" E IN UN SOLO COLPO ASSESTA UN CALCIO ALLA SPENDING REVIEW E AI RISPARMI FACENDO ARRABBIARE DUMBO GIARDA E DRACULA BONDI 2- COSA SI È INVENTATO IL MINISTRO IN SALZA ROSA PER INGRAZIARSI I FRATICELLI DI ASSISI? TRA GLI SPONSOR DELL’EVENTO BRILLA IL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 3- FRA' PASSEROTTO DA COMO (VIA MADEIRA), CHE HA TRASCORSO LA NOTTE IN UNA PICCOLA CELLA (PER LA REDENZIONE DEI “PECCATI” BANCARI?), HA ASSESTATO UN ALTRO CALCIO: HA RIMESSO IN DISCUSSIONE IL RUOLO DI ABRAMO BAZOLI DI CAPOFILA DI QUELLA “FINANZA BIANCA” CHE DAL 1985 LO HA CONSIDERATO IL PORTAVOCE PIÙ AUTOREVOLE

1- PENISOLA DEI FAMOSI
Abramo-Bazoli, l'anziano presidente di IntesaSanPaolo, è in crisi.

Per l'80enne banchiere di Brescia che ha dedicato la vita a difendere i valori cristiani contro il demone della finanza, l'intervento di ieri di Corradino Passera al convegno dei fraticelli di Assisi dedicato al superamento della crisi economica, è una sorpresa che rimette in discussione il suo ruolo di capofila di quella "finanza bianca" che dal 1985 lo ha considerato il portavoce più autorevole.

E francamente il buon Bazoli non si sarebbe mai aspettato che il suo ex-braccio destro, più giovane di 22 anni, e allevato sui libri della Bocconi piuttosto che sulla bibbia e sulle encicliche, potesse superarlo nella gara dell'estasi mistica. Per la precisione va detto che l'estasi mistica per un cattolico come Bazoli è sinonimo di silenzio e di contemplazione, ma a rompere questo principio sono stati per primi i frati minori del convento di San Francesco che hanno organizzato il convegno invitando filosofi, economisti, esponenti dell'Ordine francescano e l'ex-banchiere al quale Abramo-Bazoli per dieci anni ha affidato le chiavi della banca milanese.

Lo sbalordimento dell'arzillo vecchietto bresciano ha raggiunto l'apice quando ha letto sui giornali di oggi la cronaca del meeting che si è svolto sotto la volta del Salone Papale del sacro convento. E un salto sulla sedia il povero Bazoli deve averlo fatto quando ha letto che Corradino ha bussato a sorpresa alle porte del monastero già domenica sera trascorrendo la notte in una minuscola cella per poi svegliarsi al canto del gallo e raccogliersi in preghiera con gli altri fraticelli sulla tomba del poverello d'Assisi.

Se questa cronaca del quotidiano "La Stampa" è veritiera, all'immagine del ministro dello Sviluppo (che a ben guardare ha la calvizie e la magrezza di una povertà sofferta a colpi di stock option) mancano soltanto i sandali e la tonaca che forse dal punto di vista stilistico gli gioverebbe più delle striminzite camicine stirate con grazia dalla moglie Giovanna Salza.

Ed è probabilmente con questa donna esperta di comunicazione che Corradino ha trascorso una parte della domenica a rileggere la vita di San Francesco scritta nel 2000 dallo storico francese Le Goff e a ripetere (senza i power point in uso a McKinsey) il "Cantico di frate sole". Forse l'avrà fatto sulla spiaggia di Sabaudia mentre le due figlie giocavano al "brutto e la bestia", il cartoon con Mastrapasqua e la Fornero che piace tanto ai bambini ma agita il sonno del Governo.

Rispetto a questa foto di famiglia resterà impresso per sempre nella testa di Abramo-Bazoli l'arrivo di Corradino ad Assisi mentre bussa come un viandante alla porta del convento di quell'Umbria che già l'ha visto in ottobre protagonista del convegno di Todi.

Questa volta in ballo non c'era la fantomatica idea di un secondo partito cattolico, e Corradino ha potuto esibire il meglio della sua cultura manageriale che privilegia il pragmatismo rispetto alla mistica. Per questa ragione gli è piaciuto il sottotitolo del convegno francescano che riprendeva le parole del santo: "e io lavoro con le mie mani e voglio lavorare...voglio che tutti lavorino".

Su questo ideale ha poggiato le basi di un ragionamento molto concreto sulla degenerazione economicistica e l'ideologia del mercato contro il quale "servono esempi valoriali, padri spirituali e modi di vivere diversi". Tra lo stupore degli stessi fratacchioni Corradino, che è intervenuto nel dibattito intorno alle 11,30, ha rilanciato l'idea della crescita e di un Pil che non deve portare ricchezza a un ristretto numero di persone senza creare posti di lavoro.

Poi in un rigurgito autocritico, ha esclamato: "la finanza non è l'unico cattivo", e i fraticelli di Assisi hanno tirato un sospiro di sollievo perché hanno capito dove l'ex-banchiere comasco sarebbe andato a parare. L'obiettivo delle sue parole era la classe politica che a suo dire deve essere responsabile e misurata.

Mentre in platea personaggi come Rosi Bindi, Rutelli e Quagliariello cominciavano ad agitarsi, il ministro più ambizioso del Governo Monti ha lanciato il suo piccolo anatema e ha detto: "ci sono cose da fare che costano da un punto di vista elettorale...", e dopo una pausa sapiente, ha esclamato: "beh chissenefrega! Oggi dobbiamo fare le cose che servono al bene comune".

A questo punto la volta del sacro convento è parsa tremare come avvenne durante il famoso terremoto del '97 e a stento i fraticelli hanno trattenuto una scarica di applausi. Anche per loro, avvezzi a ripetere ogni sera "laudato sii mio Signore per sora luna, le stelle e per frate vento...", il guanto di sfida del mistico Corradino ha avuto un significato inequivocabile. Adesso la loro gratitudine è infinita quanto la carità che l'ex-banchiere ha voluto dimostrare concretamente con le sue parole e con la sponsorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico. Alla faccia della spending review e dei risparmi.

2- IL MINISTRO AD ASSISI SI ADEGUA ALLO STILE E TRASCORRE LA NOTTE IN UNA PICCOLA CELLA
Giacomo Galeazzi per "la Stampa"

L'inizio non è dei più incoraggianti. Tra le auto blu dei relatori e i turisti in fila all'alba per gli affreschi di Giotto, si infila un predicatore apocalittico. Scalzo e strizzato in un sacco di iuta. Tuona contro la corruzione dei costumi e vaticina l'imminente fine del mondo. Momenti di imbarazzo, finché accetta di spostarsi di qualche metro e l'insolito forum finanziario può alzare il sipario. A giudicare dai temi in programma Assisi sembra Cernobbio, poi però l'astratto diventa concreto e tornano di casa l'economia sociale di mercato e la dottrina sociale della Chiesa.

Il bene comune al posto del profitto individuale (la ricetta anti-crisi lanciata otto secoli fa da San Francesco) accomuna il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, i frati del Sacro Convento e una folta rappresentanza di politici (Rutelli, Bindi, Quagliariello), sindacalisti, leader di associazioni cattoliche ed economisti che si sono dati appuntamento nella cittadella della pace. Ma tradizionalmente ad Assisi i gesti dicono più delle parole e così a conquistare i seguaci del Poverello è stata soprattutto la "giornata particolare" del superministro.

Certo il suo intervento al convegno sulle strategie contro la recessione è stato apprezzato. Sono state condivise dalla platea in saio le positive valutazioni del voto greco, la concertazione per la crescita e la riforma del mercato del lavoro, l'impegno per la crescita e per mantenere i conti pubblici in ordine. Però è valsa più di qualunque dissertazione la condotta "claustrale" di Passera, che a sorpresa ha bussato alle porte del monastero già domenica sera, ha trascorso la notte in una minuscola cella e poi ieri mattina di buon ora si è raccolto in preghiera sulla tomba di Francesco.

Prima che arrivassero ospiti e convegnisti, si è immerso in un "question time" fuori programma con ciascuno dei uattro rami dell'ordine. Dall'Onu dei religiosi (70 frati da 20 nazioni) sono piovute domande, consigli, richieste. All'ex banchiere è stato ricordato che nel ‘400 furono i francescani a creare il primo monte di pietà con gli strumenti necessari al mercato come la partita doppia.

"Poi è stata la rivoluzione industriale a sostituire la logica del profitto individuale a quel bene comune che ora deve tornare l'arma principale contro la crisi", precisa il garante del terzo settore, Stefano Zamagni. Padre Enzo Fortunato raccomanda a Passera di temperare il capitalismo con la fraternità e il custode Giuseppe Piemontese gli dona la croce di San Damiano ("sappiamo il peso delle sue responsabilità"). Quasi come un monito spunta ovunque l'immagine di San Francesco che si spoglia di ogni bene davanti al padre mercante Pietro.

Un messaggio di sobrietà che, al termine del dibattito, in refettorio troverà plastica rappresentazione nell'austero desco: pasta al sugo, carne coi fagiolini, frutta di stagione. Quando guidava Banca Intesa, Passera ha finanziato l'illuminazione della Basilica per la visita del Papa e i concerti di Natale, ma ieri ha dovuto riconquistarsi la fiducia "politica" dei frati che al termine sul sagrato ne elogiavano "il linguaggio semplice, propositivo" confidando che "farà tesoro delle indicazioni".

"Io lavoravo con le mie mani e voglio lavorare, voglio che tutti lavorino- garantisce il ministro-. L'Italia spingerà l'Europa a muoversi nella direzione della crescita e del rigore". Infine un appello che è musica per i frati che qui accolgono cortei e marce di ogni colore:"Il lavoro si crea con la crescita economica sostenuta e sostenibile. Il francescanesimo ci aiuta a capire le ragioni che hanno portato alla crisi attuale". In sala il vescovo di Assisi, Sorrentino annuisce. Fuori il predicatore scalzo conta i giorni che mancano all'apocalisse.

 

Bazoli e PasseraGIOVANNI BAZOLI CORRADO PASSERA ANTONIO MASTRAPASQUA ELSA FORNERO ROSI BINDI FRANCESCO RUTELLI GAETANO QUAGLIARIELLO passera e salza

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