FUORI DAI MARONI! - IL “CERCHIO MAGICO” STA DIVENTANDO UN CAPPIO SEMPRE PIÙ STRETTO E BOSSI CHIEDE AIUTO AL PATONZA DI ARCORE: “MARONI SI VUOLE PRENDERE IL PARTITO, DOBBIAMO METTERLO IN CONDIZIONE DI NON NUOCERCI” - BERLUSCA, PUR DI SALVARE L'ASSE CON LA LEGA IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI, SFORNA LA SOLUZIONE PERFETTA: CANDIDARE MARONI AL POSTO DI FORMIGONI (ORMAI SPACCIATO) ALLA REGIONE LOMBARDIA (BOBO CHE FA?)...

Sara Nicoli per il "Fatto quotidiano"

I fischi di domenica scorsa in piazza Duomo a Milano hanno colpito Umberto Bossi dritto al cuore. "Maroni si vuole prendere il partito - ha detto sgomento il Senatùr al Cavaliere - dobbiamo metterlo noi in condizione di non nuocerci". Così è cominciato un vertice drammatico, lunedì sera, nello scenario di villa Borletti, vecchia residenza milanese del Cavaliere, sotto lo sguardo di Roberto Calderoli, Aldo Brancher e persino Niccolò Ghedini.

Un summit da cui, però, è uscito un piano, un po' folle ma possibile, che per il momento porta la firma solo dei leghisti, ma che Berlusconi appoggia, se non altro perché non vuole assolutamente perdere la Lega nel caso di un voto politico anticipato con l'attuale legge elettorale. Il piano prevede l'allontanamento dell'ex ministro dell'Interno in un modo molto soft, che non possa essere considerato dalla "base" leghista in rivolta come una mossa per metterlo all'angolo.

"Devo accontentarlo in qualche modo - ha detto Bossi a Berlusconi - altrimenti quello si porta via il partito e fa accordi con il Pd". Ecco la mossa. Sostenere la candidatura di Maroni a governatore della Lombardia. Per il Pdl significa lasciare il Pirellone al Carroccio, ma d'altra parte un candidato "altro" (e presentabile) da contrapporre all'uomo forte della Lega ora non c'è tra gli arcoriani di stretta osservanza.

Così come è assolutamente chiaro a Berlusconi che difficilmente la giunta Formigoni potrà arrivare a chiusura naturale nel 2015; allo stesso modo sarà difficile vincere dopo con un uomo del Pdl con tutti gli scandali sul tappeto. "Noi - avrebbe incalzato Bossi - non possiamo continuare a sostenere la giunta con tutti gli assessori indagati e lo sai meglio di me che per Formigoni sono in arrivo nuovi guai, sarà costretto alle dimissioni...". Ecco, dire che Berlusconi ha accettato questo progetto sarebbe esagerare, ma l'idea lo ha senza dubbio solleticato, almeno a sentire i suoi.

Un Maroni leader della Lega, d'altra parte, non farebbe mai accordi con il Pdl e l'idea di utilizzare il vecchio principio del "promoveatur ut amoveatur" ha sempre pagato. Aiutare Bossi a "far fuori" Maroni per salvare l'asse con la Lega? Il Cavaliere si sta facendo i suoi conti. E qualcosa, dicono a via dell'Umiltà, si saprà a breve. I sondaggi, per il momento, consigliano cautela, ma la Lega ribolle e una soluzione va pur pensata.

Ieri persino Renzo Bossi, dall'alto del suo scranno in Regione, è stato lapidario : "Se non cambierà la situazione e non verrà tolto l'appoggio al governo Monti - parola del "Trota" - noi coerentemente non potremo più stare con il Pdl in Lombardia; c'è una questione politica e una morale, non abbiamo paura di lasciare le poltrone, non siamo qui per questo".

Nel pdl, dunque, si guarda con grande preoccupazione a una sorta di balcanizzazione del Carroccio. I maroniani, forti anche dello scandalo dei fondi in Tanzania, puntano dritti al tesoriere Belsito e a Rosi Mauro: "Fino a quando ci saranno quei due - ha detto Maroni ai suoi - la battaglia non sarà finita". E Rosi Mauro, a suo modo, sta facendo guerriglia dal basso. Il leghista parmense Fabio Ranieri ieri ha raccontato di un'ennesima fatwa lanciata proprio dalla Mauro sul territorio emiliano.

"Giovedì sera - ha raccontato Ranieri - il giorno dopo l'incontro pubblico a Varese in cui Maroni è stato sul palco con Bossi, la Mauro, che ha il ruolo di 'legato' federale in Emilia, ha riunito il Direttivo nazionale, c'erano Alessandri, Torri, i segretari provinciali e altri membri di diritto, tranne me e Polledri (deputato di Piacenza, ndr)", racconta Ranieri.

"Chi era presente - ha proseguito - mi ha raccontato che durante la riunione, che è andata avanti fino alle 4 del mattino, sono stati visionati dei video con dei cori di protesta contro i 'cerchisti', e che la Mauro si è infuriata a tal punto che ha detto che Maroni in Emilia non deve essere più invitato. Non so se quelle parole sono state verbalizzate, ma ci sono i testimoni. Il dato di fatto è che la Mauro ha dato indicazione di vietare a Maroni di parlare una settimana dopo che Bossi aveva ritirato quel diktat arrivato da Milano".

La guerra intestina può dirsi solo all'inizio. E il Cavaliere sa di dover trovare una soluzione lui, perché ormai (il parere viene riportato da persone vicine a B.) "Bossi ha chiaro che se non fa fuori Maroni, la Lega per lui è persa". Lasciare il Pirellone alla Lega, però, è davvero uno sforzo pesante. Che la base pidiellina a Milano potrebbe non comprendere, ma la scelta va fatta a breve: su un fine mandato naturale di Formigoni non scommette davvero più nessuno.

 

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