FUORIGROTTA, DE MAGISTRIS FUORI DI TESTA - ‘’A NAPOLI IO SONO IL SINDACO, DUNQUE SONO LO STATO. APPROVO LE SCELTE OPPORTUNE, CRITICO QUELLE SBAGLIATE, COME QUELLA DEL MINISTRO MINNITI, CHE HA VOLUTO IMPORRE SALVINI ALLA MOSTRA D' OLTREMARE”

Antonio Di Costanzo per Repubblica.it

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Tutto era filato liscio fino alle 17,30, con il corteo pacifico e colorato al quale hanno partecipato oltre tremila manifestanti contrari alla presenza di Matteo Salvini a Napoli.

Subito dopo, lacrimogeni, molotov e sassi. Alla fine degli scontri si sono contati più di trenta feriti: 28 tra polizia e carabinieri, 6 tra i manifestanti. E sei sono stati i fermati dalle forze dell' ordine.

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In via Giulio Cesare una mamma piange e si stringe al petto una bambina terrorizzata. Davanti a lei, in mezzo alla carreggiata, ci sono i blindati della polizia che avanzano tra cassonetti della spazzatura incendiati. Sono le 18,30 di un pomeriggio di una prevista guerriglia urbana che devasta Fuorigrotta, quartiere occidentale di Napoli.

 

LUIGI DE MAGISTRIS E LA MOGLIELUIGI DE MAGISTRIS E LA MOGLIE

La protesta contro la Lega e il suo leader Matteo Salvini degenera in scontri non appena i manifestanti arrivano nel luogo della discordia. Quella Mostra d' Oltremare la cui sala congressi su disposizione del prefetto, dopo l' intervento del Viminale, è stata riservata al leader della Lega, nonostante l' ente fieristico, il cui azionista di maggioranza è il Comune guidato da Luigi de Magistis, avesse vietato la convention con Salvini, dichiarando di essere pronto a stracciare un contratto di affitto di 11 mila euro.

 

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Nel piazzale a due passi dallo stadio San Paolo, dunque, è battaglia. Il blocco duro dei centri sociali, con i volti nascosti dietro caschi e maschere di Pulcinella, i black bloc, a cui si uniscono anche ultras del Napoli, bersaglia le forze dell' ordine con pietre, petardi, molotov e bombe carta. È un lancio fittissimo a cui poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa rispondono esplodendo a raffica lacrimogeni e usando gli idranti per disperdere la folla. Gli scontri durano per circa un' ora e a tratti sono violentissimi. In via Giulio Cesare una camionetta dei carabinieri si blocca a causa di un cassonetto dei rifiuti rovesciato e viene circondata e parzialmente incendiata da un gruppo di incappucciati armati di bastoni e molotov.

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La guerriglia urbana si conclude con 3 arresti, altrettante persone denunciate, e 28 componenti delle forze dell' ordine ferite: 3 funzionari e 25 tra poliziotti e carabinieri e lascia sul campo molte polemiche. A promuovere il corteo una complessa galassia di manifestanti composta da centri sociali, disoccupati organizzati, precari della scuola, sindacati autonomi, aderenti al movimento neo borbonico e una numerosa delegazione di immigrati.

DE MAGISTRIS E LA MOGLIE MARIA TERESA DE MAGISTRIS E LA MOGLIE MARIA TERESA

 

Ci sono anche alcuni assessori della giunta cittadina come Ciro Borriello e Alessandra Clemente, con loro una nutrita pattuglia di consiglieri comunali, alcuni espressione diretta dei cosiddetti movimenti di lotta. Non c' è il sindaco de Magistris, ma si vede la moglie del primo cittadino Maria Teresa Dolce. A sfilare per alcuni metri anche il presidente del consiglio comunale, Sandro Fucito. E a ulteriore dimostrazione che la protesta ha il pieno appoggio della "giunta arancione", per la prima volta manifesta in piazza, con tanto di striscione, anche Dema, il movimento politico fondato dai fratelli Luigi e Claudio de Magistris.

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Ma proprio il sindaco non ci sta a passare per colui che ha incendiato gli animi.

De Magistris si dissocia subito dai violenti e indica, in un' intervista all' Ansa, come responsabile di quanto avvenuto «chi ostinatamente non ha voluto ascoltare il messaggio di buon senso del sindaco e dell' amministrazione. Noi non abbiamo mai detto "no Salvini a Napoli".

 

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Il sindaco ha semplicemente espresso la contrarietà a un' iniziativa assolutamente inopportuna: la presenza alla Mostra d' Oltremare, in un luogo dell' amministrazione o comunque riconducibile all' amministrazione, di un esponente politico, Salvini appunto, che si è distinto per apologia del fascismo, atteggiamenti xenofobi e razzisti. E che, all' insegna dello slogan "Napoli colera", ha fatto della sua vita politica un atto di fede contro Napoli e il sud. Ma qualcuno non ha voluto sentire ed ha alzato a dismisura il livello dello scontro ». De Magistris accusa, senza tanti giri di parole, il Viminale: «A Napoli io sono il sindaco, dunque sono lo Stato. Approvo le scelte opportune, critico quelle sbagliate, come quella del ministro Minniti, che ha voluto imporre Salvini alla Mostra d' Oltremare ».

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