riccardo fuzio luca palamara

FUZIO FU? L'ANM CHIEDE LE DIMISSIONI DEL PROCURATORE GENERALE DELLA CASSAZIONE, CHE PARLAVA CON PALAMARA DELLE INCHIESTE: ''EVITIAMO ALTRI EFFETTI DEVASTANTI'' - A CASA DI PALAMARA SONO STATI TROVATI VARI FASCICOLI PROCESSUALI ANNOTATI CON PIZZINI TIPO ''RITARDATE IL PIÙ POSSIBILE IL PROCEDIMENTO''. MA LUI SI DIFENDE: ''NON HO FATTO NULLA CON QUELLE SEGNALAZIONI, UNA SIGNORA CHE VOLEVA UN CONSIGLIO, UN CASO UMANO CHE CHIEDEVA AIUTO''

 

1. L' ANM ATTACCA: IL PG FUZIO SI DIMETTA ED EVITIAMO ALTRI EFFETTI DEVASTANTI

Francesco Grignetti e Edoardo Izzo per “la Stampa”

 

riccardo fuzio 1

E' una valanga di discredito che non accenna a fermarsi, lo scandalo sulle nomine al Consiglio superiore della magistratura. Leggendo sui giornali le intercettazioni di imbarazzanti conversazioni tra il procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio, e Luca Palamara, tra i magistrati è montato lo sconforto e la rabbia. Dopo ore di chat ribollenti, i vertici dell' Anm hanno fatto un passo senza precedenti: chiedono le dimissioni di Fuzio senza se e senza ma, annunciando che per il massimo vertice della pubblica accusa in Italia ci sarà un processo davanti ai probiviri dell' associazione.

 

Anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha messo al lavoro gli uffici del ministero per vagliare il caso-Fuzio e il ministro ha fatto trapelare la sua «grande preoccupazione rispetto alla delicatezza istituzionale della vicenda».

Nelle stesse ore in cui Fuzio partecipava imperturbabile a una riunione al Csm, dunque, l' associazione dei magistrati elaborava un documento durissimo di censura per il pg.

 

«Si tratta di condotte - scrive la Giunta dell' Anm - ancora più gravi in quanto riferite al titolare di un Ufficio che ha, tra le proprie prerogative, anche l' esercizio del potere disciplinare, ed è membro di diritto del Consiglio Superiore della Magistratura».

riccardo fuzio 2

 

Questo è il paradosso di tutta la vicenda. Riccardo Fuzio è il grande inquisitore d' Italia. Da lui dipendono le sorti dell' intera magistratura in quanto è l' uomo che promuove le azioni disciplinari. Eppure il 21 maggio scorso confabulava con Palamara e gli rivelava i segreti dell' inchiesta di Perugia. Segreti che ovviamente sarebbero dovuti rimanere in cassaforte.

 

Di qui, lo sconcerto dei magistrati. Come dice il segretario dell' Anm, Giuliano Caputo: «Tanti di noi non potevano crederci». Oppure Riccardo De Vito, presidente di Md: «Di fronte a questo stato di cose, gran parte della magistratura prova una rabbia che vorrebbe trasmettere anche fuori dalle aule».

 

E' questo il motivo per cui l' Anm usa toni solenni, ma definitivi: «La magistratura, le istituzioni repubblicane e i cittadini si attendono oggi un gesto di responsabilità, capace di separare la vicenda personale ed il corso delle indagini dalle istituzioni, onde preservarle da ulteriori effetti devastanti rispetto a quelli che già si sono prodotti».

 

LUCA PALAMARA ADELE ATTISANI

Se Fuzio per tutto il giorno non reagisce, Luca Palamara prova disperatamente a recuperare. Ieri iniziava il procedimento disciplinare nei suoi confronti e l' ex presidente dell' Anm ha iniziato la battaglia contestando la presenza nel collegio che dovrebbe giudicarlo di Piercamillo Davigo e Sebastiano Ardita, perché avrebbero anticipato il loro giudizio in dichiarazioni.

 

 

Salta agli occhi che Palamara è passato dalle stelle alle stalle. Non è riuscito a trovare nemmeno un collega che accettasse di difenderlo. Davanti alla Disciplinare è stato costretto ad andare da solo con i suoi avvocati, Mariano e Benedetto Marzocchi Buratti più Roberto Rampioni. «Eppure - lamenta nella sua memoria difensiva - l' articolo 24 della nostra Costituzione (sul diritto alla difesa per ogni cittadino, ndr) dovrebbe valere per tutti, nessuno escluso, ed è una delle prime cose che si studia per diventare magistrati. Ringrazio i miei avvocati per il loro sostegno, non solo giuridico ma soprattutto umano».

 

 

 

2. I PIZZINI CHOC DI PALAMARA "QUEL PROCESSO VA RITARDATO"

Carlo Bonini per “la Repubblica”

 

 

luca palamara 5

A volte basta un foglio, uno solo, per raccontare una catastrofe altrimenti tratteggiata da decine e decine di ore di intercettazioni ambientali registrate da un potente spyware come il Trojan, da centinaia di pagine di verbali, dalle incomprensibili alchimie per addetti degli interna corporis del Csm. Ebbene, quel foglio, la Lettera Scarlatta di questa inchiesta della Procura Perugia che da palla di neve si è fatta valanga, se lo sono ritrovati per le mani i militari del Gico della Guardia di Finanza la mattina del 30 maggio scorso, quando hanno bussato alla porta dell' abitazione di Luca Palamara, nel quartiere bene dei Parioli, e quando hanno rovesciato i cassetti del suo ufficio, la stanza 324 della palazzina C del Palazzo di Giustizia di Roma.

 

Redatti in corpo sedici e a lettere maiuscole - perché la vista non facesse difetto - e sottolineati, lì dove necessario, Palamara conservava i "pizzini" di chi gli si raccomandava - qualche bancarottiere, qualche evasore fiscale, qualche protestato - sapendo che la giustizia non è uguale per tutti. O, almeno, che è più uguale per alcuni. Quelli che avevano un "Santo in Paradiso" come lui.

 

davigo

Si legge: «Proc.Pen, n.41295/10 RGNR (Pm dott.ssa L.Cusano) Abbiamo depositato appello per l' imputata () e per l' imputata () Né il pm, né le parti civili hanno proposto appello. Occorre ritardare il più possibile l' assegnazione del fascicolo alla sezione della Corte di Appello di Roma e, soprattutto, la fissazione dell' udienza d' appello ». Chiede un altro "cliente": «Con la sentenza di condanna il tribunale ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica per procedere nei confronti di (): da controlli eseguiti a novembre il procedimento non risultava ancora iscritto. Occorre ritardare il più possibile l' iscrizione al procedimento e, soprattutto, l' adozione di qualsiasi iniziativa». «I fatti sono dell' agosto 2010», aggiunge l' estensore della "prece" perché a buon intenditore poche parole.

2010-2019, se c' è prescrizione c' è speranza.

 

Tra chi bussa per raccomandarsi, c' è anche chi usa l' evidenziatore perché Palamara non dimentichi l' urgenza del pizzino. E qualche annotazione in corsivo. «Questa è fondamentale che la rigetti», fa riferimento chi ha a cuore la cancellazione dei termini per le comparse di conclusioni e le memorie di replica. Su un foglio a quadretti, invece, una mano ordinata (non è dato sapere se di Palamara o di un suo cliente), mette in bell' ordine, perché possa esserne agevole la consultazione e chiaro il grado di importanza, gli estremi di nove processi in corso tra Corte di Appello e Tribunale. Con rispettivi giudici.

Non uno di quei pizzini ha a che vedere con i processi in cui Luca Palamara è pubblico ministero.

 

Chi bussa alla sua porta chiede di aggiustare ciò che è in altre mani.

ermini eletto vicepresidente del csm 4

Evidentemente perché lui può. O perché è già successo. Un mercato, insomma. Questo, diurno. Al contrario di quell' altro, notturno, dedicato come ormai sappiamo alle nomine negli uffici giudiziari. E quando, il 31 maggio, alle 10 del mattino, i pm di Perugia gliene chiedono conto nell' interrogatorio, lui, Palamara, cade dal pero.

 

Minimizza. «Non ne ho fatto nulla di quelle segnalazioni», dice. Ma, ammette, era un cuore buono e dunque diceva sì a tutti. «A una signora anziana cara amica di famiglia imputata per bancarotta che voleva un consiglio». A «un caso umano di una persona deceduta mentre un operaio stava aggiustando la caldaia e i cui familiari avevano fatto causa». A «uno che vedo saltuariamente allo stadio, un tipo che ha un albergo, e che mi diede un foglio il giorno di Roma- Juve». Non staccava mai, lui.

Giorno e notte. Notte e giorno.

 

 

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?