ernesto galli della loggia

''GALLI DELLA LOGGIA? DA SOLO NON SPOSTA UN CAZ*O''. PAROLA DI GALLI DELLA LOGGIA - BOMBASTICA INTERVISTA AL ''FOGLIO'' IN CUI SBERTUCCIA IL ''FOGLIO'' E FERRARA, FA A PEZZI I 5 STELLE, LA RAGGI, E DICE CHE SALVINI NON VA PROCESSATO E HA UN FULGIDO AVVENIRE SE NON FA IDIOZIE. ''TUTTI PRENDONO ABBAGLI, VOI VI SIETE INNAMORATI DI RENZI. ORA FATE ROSEE PREVISIONI SUL LISTONE CALENDA. E POI C'È ZINGARETTI, UN RAGIONIERE SENZA CARISMA. POI VI CHIEDETE PERCHÉ VINCONO I POPULISTI…''

 

 

Estratto dall'articolo di Annalisa Chirico per ''il Foglio''

 

L'intervista integrale si trova su

https://www.ilfoglio.it/politica/2019/02/12/news/ho-votato-m5s-e-ho-sbagliato-parla-galli-della-loggia-237480/

 

ernesto galli della loggia (2)

“Virginia Raggi? Non la voterei più, anzi non voterò mai più il M5S”, al coro dei pentiti dell’anti-casta si aggiunge la voce autorevole di Ernesto Galli della Loggia. Quella del professore è stata infatuazione fugace, giusto il tempo di incoronare il sindaco della Capitale a cinque stelle, adesso è giunto il momento della resipiscenza. “Abbiamo sottovalutato la loro stupidità – spiega l’editorialista del Corsera, assiso sul divanetto blu nel suo rifugio pariolino – Abbiamo fatto un’errata apertura di credito, abbiamo pensato che avrebbero frequentato una scuola politica, che avrebbero letto almeno un libro di Angelo Panebianco, invece si sono rivelati il nulla assoluto”.

 

Eppure già allora, professore, in occasione delle elezioni capitoline, era visibile l’impostura grillina, con il suo mix di democratura digitale, casaleggismo padronale, dabbenaggine senza congiuntivo, giustizialismo e demagogia. “Il Pd e il Foglio – risponde GdL - hanno organizzato, sin dal principio, un’opposizione totale e senz’appello, non perché fossero più furbi e intelligenti degli altri, ma perché rappresentano organismi politici e giornalistici che affidano la propria fortuna all’esistenza di un nemico. Chi non ha questa esigenza ha pensato: d’accordo, sono una banda di scappati di casa, di casinari incolti e irresponsabili, magari miglioreranno con il tempo.

 

paolo mieli ernesto galli della loggia angelo panebianco massimo teodori

L’origine abnorme di un movimento che prendeva forma attorno al Vaffa di un comico qual è Beppe Grillo era evidente a tutti, ciononostante c’è stata, da parte nostra, un’errata apertura di credito sulla loro capacità di costruire un minimo di classe dirigente. Il vero suicidio politico si è consumato nel corso della prima legislatura: tra il 2013 e il 2018 il M5S avrebbe dovuto compiere un salto di qualità, invece Davide Casaleggio, il vero padrone del movimento, preferisce tenere al guinzaglio una massa di minus habens. Del resto, se i grillini diventano una vera classe dirigente, per lui è finita”.

 

Gli eletti versano trecento euro al mese all’associazione Rousseau, il totale fa un milione l’anno. “Mi domando perché il movimento che pretende la legittimazione democratica del governatore della Banca d’Italia non chieda proprio a Casaleggio, in virtù del suo ruolo, di presentarsi alle elezioni. La verità è che lui li tiene in pugno. Deputati e senatori fingono di essere un personale politico, in realtà sono gli impiegati della Casaleggio associati. Nella loro totale insipienza politica rappresentano una minaccia reale”.

 

giuliano ferrara paolo mieli ernesto galli della loggia filippo ceccarelli massimo teodori angelo panebianco sabino cassese

(…)

 

 “Io non ho votato Raggi, ho votato per il cambiamento. Lei, dottoressa, gode di ottima salute, vive in modo agiato, fa un lavoro divertente, si muove nell’establishment: lei non vuole cambiare. Ma la maggior parte degli italiani non gode del suo standard di vita e vuole cambiare”. Neppure lei, professore, vive come la maggior parte degli italiani.

 

“Questa Raggi non la conosceva nessuno. Il giornalistese si chiede perché GdL abbia votato i 5 Stelle; il giornalista si concentra sul voto di quei 700mila romani. GdL, da solo, non sposta un cazzo”.

 

 

(…) Si chiamano abbagli, succede pure al Foglio e ai suoi ideologi”.

 

Che intende? “Anziché celebrare il processo alle élite colpevoli di aver accreditato i 5 Stelle, perché non ci chiediamo per quale ragione, in un passato non remoto, le cosiddette élite, a cominciare da Giuliano Ferrara, abbiano visto in Matteo Renzi il salvatore della patria dal fulgido avvenire? Si pigliano abbagli, succede.

RAGGI DI MAIO

 

 

(…)

 

Il governo Monti è stato benzina per il grillismo: se il presidente emerito Giorgio Napolitano avesse indetto le elezioni, la storia avrebbe seguito un corso diverso. A ciò si è unita l’assenza di un partito di sinistra: come nel resto d’Europa, i populisti si sono fatti interpreti del diffuso disagio popolare, non più assorbito dalla socialdemocrazia tradizionale. Mi rendo conto che giornalisticamente sia più comodo dipingere questo fenomeno come il risultato dell’arruffianamento da parte di una classe dirigente inadeguata etc etc.

matteo salvini annalisa chirico (3)

 

Federico Fubini, che non è esattamente un grillino, ha riportato alcuni numeri eloquenti: dall’inizio del 2000, il sud Italia ha perso un decimo della sua popolazione; Campania, Calabria e Sicilia sono le uniche regioni dell’Unione europea considerate da Eurostat a rischio povertà; nel mezzogiorno, negli ultimi anni governato ininterrottamente dalla sinistra, il reddito pro capite, comparato al livello d’acquisto, è al di sotto di quello lituano e ungherese. Per chi deve votare la gente se non per i populisti?”.

 

La gente, non lei. “Alle europee di maggio penso che me ne starò a casa. Ho visto che sul vostro giornale fate rosee previsioni sulle sorti elettori del listone Calenda. E poi c’è Zingaretti, un ragioniere senza carisma, perfetto per la ditta”. Prof, lei ha scritto che all’origine del sentimento populista c’è pure il carattere ereditario delle élite italiane, perciò scarsamente legittimate. “Sabino Cassese mi ha risposto che esistono i concorsi. Peccato che, da professori universitari, entrambi sappiamo come funzionano”.

carlo calenda nicola zingaretti anna finocchiaro

 

Le élite senza ricambio, essenzialmente oligarchiche e autoreferenziali, sono carburante per i populisti. “I tre caratteri tipici delle élite italiane sono l’età perlopiù avanzata, la scarsa presenza femminile e infine la basica formazione o provenienza di centrosinistra. Il perbenismo culturale imperversa: i più tendono a ripetere la chiacchiera egemone. La Costituzione, la Shoah, quelle cose che fanno vomitare anche Giuliano”.

 

Il populismo è un male in sé?

“Ne esistono diversi tipi. Berlusconi e Renzi non erano forse populisti? Adesso al governo ne abbiamo una versione plebea e stracciona, quella pentastellata. Il populismo leghista è nazionalismo”.

BERLUSCONI BIBERON RENZI

 

(…)

 

Per il caso Diciotti il ministro dell’Interno va processato? “Certo che no. In una democrazia non esiste una Tavola della Legge che stabilisce che cosa sia l’interesse dello stato in assoluto. Ipotizziamo che Salvini abbia agito a scopo elettorale: bene, in democrazia si amministra lo stato per vincere le elezioni, e l’interesse pubblico coincide, di volta in volta, con l’interesse del partito al governo.

 

(…)

 

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