GIORGIA, T’HANNO RIMASTA SOLA! – SI È GIA’ BLOCCATO IL “MOTORE” ROMA-BERLINO CON CUI MELONI SPERAVA DI FAR SALTARE LO STORICO EQUILIBRIO GERMANIA-FRANCIA – DOPO CHE MERZ HA CRITICATO TRUMP E LE BATTAGLIE MAGA, LA DUCETTA HA PRESO LE DISTANZE DAL CANCELLIERE PER RIBADIRE IL SUO VASSALLAGGIO AL COATTO CASA BIANCA. E ORA LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È SEMPRE PIÙ ISOLATA IN EUROPA – SORGI: “L'ORA DEL PROTAGONISMO INTERNAZIONALE PER MELONI È PASSATA. ANCHE PER L'URGENZA A CUI LA RICHIAMANO LE SCADENZE INTERNE, A COMINCIARE DAL VOTO DEL 22 E 23 MARZO PER IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE. DALL'ANDAMENTO DEI SONDAGGI, MELONI S'È RESA CONTO CHE UNA PARTITA DEL GENERE NON PUÒ ESSERE DELEGATA…”
Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”
È durato davvero poco il "motore" Roma-Berlino ("asse" ancora oggi è un termine scomodo, che ricorda l'alleanza tra Hitler e Mussolini), con il quale Meloni sperava di cambiare lo storico equilibrio Germania-Francia su cui l'Europa ha poggiato da sempre. E ieri è arrivata la conferma che la premier non è pronta a sottoscrivere il duro intervento con cui il Cancelliere tedesco ha reagito all'atteggiamento americano nei confronti dell'Europa (manifestato un anno fa dal vicepresidente JD Vance proprio a Monaco, dove Merz ha parlato venerdì in apertura, e ribadito un mese fa dallo stesso Trump a Davos).
Merz ha parlato chiaramente di una «crepa» che s'è aperta tra le due sponde dell'Atlantico. Meloni ha reagito dicendo che non è pronta a seguire la Germania nelle critiche al presidente Usa e l'Italia si prepara a partecipare [...] al vertice del Board of Peace di Trump, sia pure come "osservatrice" dato che esistono ostacoli costituzionali a una completa adesione. La premier, in sostanza, a prendere le distanze da Trump e dai fondamenti del sovranismo racchiusi nell'ideologia Maga, non ci sta.
EMMANUEL MACRON FRIEDRICH MERZ KEIR STARMER - CONFERENZA DI MONACO
In un certo senso, poi, l'ora del protagonismo internazionale per Meloni è passata, anche se certo non potrà spostarsi bruscamente da una presenza così assidua agli appuntamenti europei o globali a un progressivo ritorno ai suoi compiti nazionali, che del resto non ha mai trascurato.
[...] Ma per l'urgenza a cui la richiamano le scadenze interne, a cominciare dal voto del 22 e 23 marzo per il referendum sulla riforma della separazione delle carriere. Dall'andamento dei sondaggi, di cui è attenta studiosa più che semplice lettrice, e che pure danno ancora il "sì" governativo in vantaggio, Meloni s'è resa conto che una partita del genere non può essere semplicemente delegata.
IL PASSO DELL OCA GIULIVA - VIGNETTA BY MANNELLI
E sebbene è consapevole che l'opposizione e il fronte del "no" non aspettano altro, per avere a disposizione il bersaglio grosso su cui mirare, sa anche che il momento di entrare in campo è venuto. Si tratta solo di decidere quando.

