1. PRIMO GIORNO E PRIMA FIGURA DI CACCA. IL BRACCIO DESTRO DI RENZI VA IN TV E IN BARBA AL MINISTRO PADOAN CHE MANCO HA GIURATO, DETTA L’AGENDA DEL MEF: TASSARE I BOT! 2. IN SERATA IL SOTTOSEGRETARIO DELRIO VIENE POI BACCHETTATO DA UNA NOTA DEL SUO PALAZZO, PALAZZO CHIGI, CHE PARLA DI “OBIETTIVO RIDUZIONE DELLA PRESSIONE FISCALE” ATTRAVERSO UNA “RIMODULAZIONE DELLE RENDITE FINANZIARIE E DELLE TASSE SUL LAVORO” 3. TENETELA BENE A MENTE QUESTA PAROLA: “RIMODULAZIONE”. E’ LA NUOVA SUPERCAZZOLA FISCALE CHE RENZIE-ANTANI CI PROPINERÀ. DEL RESTO GELATINA SACCOMANNI HA TOPPATO E PER NON SFONDARE IL TETTO DEL 3% NEL RAPPORTO DEFICIT/PIL SERVIRÀ LA SOLITA MANOVRA CORRETTIVA. UN’ALTRA SUPPOSTA È IN ARRIVO, PERÒ CE LA RIMODULANO 4. INSOMMA, SENZA ENTRARE IN PARTICOLARI FASTIDIOSI, DICIAMO CHE SARÀ ERGONOMICA. E IL ROTTAM’ATTORE, CON LA SUA PARLANTINA SVELTA, FARÀ COME QUEI DENTISTI CHE TI RINCOGLIONISCONO DI CHIACCHIERE E BATTUTINE MENTRE TI SMONTANO LE GENGIVE

a cura di colinward@autistici.org (Special Guest: Pippo il Patriota)

1 - LA SUPPOSTA NON SA SOSTA
Primo giorno e prima figura di cavolo. Il più adulato tra i collaboratori di Renzie va in tv e mentre il ministro Padoan è ancora lì che lotta con il fuso orario e manco ha giurato, gli scappa detto che si potrebbero tassare di più i Bot. In serata il sottosegretario alla presidenza del Consiglio viene poi corretto da una nota del suo palazzo, Palazzo Chigi, che parla di "obiettivo riduzione della pressione fiscale" attraverso una "rimodulazione delle rendite finanziarie e delle tasse sul lavoro".

Tenetela bene a mente questa parola: "rimodulazione". E' la nuova supercazzola fiscale che Renzie-Antani ci propinerà. Del resto Gelatina Saccomanni ha toppato le stime di crescita nella legge di stabilità e sull'andamento delle entrate tributarie c'è qualche apprensione. Per non sfondare il tetto del 3% nel rapporto deficit/pil servirà la solita manovra correttiva. Un'altra supposta è in arrivo, però ce la rimodulano. Insomma, senza entrare in particolari fastidiosi, diciamo che sarà ergonomica. E il Rottam'attore, con la sua parlantina svelta, farà come quei dentisti che ti rincoglioniscono di chiacchiere e battutine mentre ti scavano le gengive.

Chi legge questa modesta rassegna tutti i giorni probabilmente ricorderà che mercoledì scorso l'abbiamo aperta con una domanda che stranamente nessun giornalone stava facendo: "Renzie metterà le mani nelle tasche degli italiani?". Le autocitazioni sono sempre antipatiche, e ce ne scusiamo, ma era difficile immaginare che la risposta sarebbe arrivata prima ancora del dibattito sulla fiducia. E visto che a questo punto ci piace vincere facile, ecco la nuova profezia: fin da oggi alle Camere, nei formali impegni del signor presidente del Consiglio, comparirà la seguente formula magica: "lotta all'evasione fiscale".

Momentaneamente scalzata da quell'altra gran genialata della "spending review", la celebre "lotta all'evasione fiscale" è stata promessa da 27 governi consecutivi e quando è andata bene si è semplicemente tradotta in una maggiore persecuzione di quelli che più o meno le tasse già le pagano. Chissà se un uomo in campagna elettorale permanente come Renzie avrà il coraggio di farla davvero, la battaglia per far pagare le tasse a tutti quanti. L'Italia non è Pontassieve e neppure Firenze: metà Paese vive e lavora in nero. Ed è quella che ci tiene lontani dalla famosa Europa della quale ci si riempie tanto la bocca.

2 - DILETTANTI ALLO SBARAGLIO
Il Messaggero titola in prima pagina: "Bot, la tassa può aumentare'. Il sottosegretario Delrio anticipa il ritocco dell'aliquota ma esclude la patrimoniale". Il Giornale giustamente ci sguazza: "Si parte di tasse. Pronti via, annunciata l'imposta sui Bot" (p. 1). E osserva: "Primo schiaffo a Padoan. L'agenda economica la scrivono senza di lui" (p. 2).

La Repubblica dei renziani tenta invece di gestire la prima gaffe di Delrio e rilancia così: "Renzi: ‘Cambiano le tasse su rendite finanziarie e Bot ma giù quelle sul lavoro'. Il premier: guerra alla burocrazia" (p. 2). Poi passa Ignazio Visco e per conto della Bce detta la linea: "Prima di tutto vanno attuate le riforme già avviate e le decisioni prese. Poi il nuovo governo si muoverà con le sue priorità" (p. 3). Così, tanto, per ricordarci la differenza tra potere formale e potere reale. E il front-man di Palazzo Chigi viene avvisato dal governatore di Bankitalia con un'altra simpatica immagine: "Nessuno ha la bacchetta magica".

La Stampa agevola un primo ritorno alla realtà, dopo giorni di pippe sulla Smart di Matteo e su quant'è bello girare senza scorta: "Allo studio un'aliquota al 20% o l'aumento al 23% per tutte le rendite. Forza Italia e Ncd contrari. Spesa pubblica, 6 miliardi di tagli nel 2014" (p. 1). Dentro, Alessandro Barbera svela: "Pronto il piano Cottarelli, subito sei miliardi di tagli. Nel mirino acquisti e sussidi. Già quest'anno possibili risparmi da dirigenti, auto blu, formazione" (p. 2).

Sei miliardi è esattamente la cifra che il commissario Ue Ollie Rehn reclama da mesi, dopo aver visto la Finanziaria di Saccodanni. Il Corriere della Stabilità (delle poltrone bancarie) però ci fa capire che non dobbiamo avere paura: "Tre miliardi sono attesi dal rientro dei capitali all'estero, altri tre dal taglio degli interessi sul debito" (p. 3). Inoltre Padoan, di ritorno dal G20 di Sidney, si sarebbe anche fermato all'Autogrill e potrebbe avere in tasca il biglietto buono.

3 - LA BAVA SEPARATA DALLE NOTIZIE
Là dove pattinava felice Lettanipote, ora c'è un nuovo acrobata da cantare: "Notte prima dell'esame. Matteo prepara il discorso del ‘coraggio'. Sarà la parola chiave. In aula parlerà a braccio. Ha chiesto di fare jogging la mattina, ma gli hanno risposto: ‘Presidente non è possibile'. Ed è sempre la Stampa dei Lingotti in fuga ad affrontare un altro tema spinoso: "Questa mattina, dunque, niente jogging e un ultimo, innocente dilemma: come vestirsi? Non è dato sapere quale dei nuovi completi indosserà Renzi, quasi certamente uno di quelli su misura che da anni gli preparano gli Eredi Chiarini. Viene data per certa, ma non si sa mai, una delle camicie bianche che gli regala in gran numero lo stilista fiorentino Scervino" (p. 5).

In contemplazione anche Repubblica: "La moglie ritorna a Roma. ‘Io fiduciosa e lui è sereno'. Agnese ieri a messa col marito e i figli. ‘Oggi Matteo metterà tutta la sua energia, lo conosco'. Pranzo frugale poi la partenza per la Capitale" (p. 7). Va bene la bava, ma almeno toglietevi la dentiera: "pranzo frugale" non lo dice manco più la signora Monti.

4 - MA FACCE RIDE!/1
"Renzi controllerà gli atti della Guidi. Delrio: ‘Occorre una legge sul conflitto d'interessi" (Repubblica, p. 10).

5 - MA FACCE RIDE!/2
"Udc, Cesa confermato segretario. D'Alia battuto per 4 voti" (Messaggero, p. 7). Ampio distacco del 40%!

6 - CARO PIPPO, MA CHE GIOCHERELLONE CHE SEI!
"Pd, retromarcia di Civati. ‘Voterò la fiducia e non farò la scissione. Io, con fatica, farò la cosa giusta. La mia proposta è di rimanere nel Partito democratico e allargare questo centrosinistra" (Repubblica, p. 11). Il Giornale lo fulmina così: "Civati ribelle da talk show" (p. 6).

7 - LOMBROSIANI PER SEMPRE
Ritagliare e rimirare la dolce immaginetta del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, mentre fa jogging tutta fasciata di azzurro (Corriere, p. 13). L'inquadratura stretta impedisce di vedere che è inseguita da un F35. Presto si vedrà di che pasta è fatta.

8 - BANANA RELOADED
Il Cavaliere alla finestra controlla la situazione (a partire dai cavoli suoi): "Italicum e conflitto d'interessi, altolà di Fi. Gli azzurri attaccano: l'esecutivo strizza l'occhio alla sinistra. Tra i berlusconiani aumenta la preoccupazione per i tempi della nuova legge elettorale" (p. 5).

La Stampa mette il dito nella piaga azzurra: "Berlusconi ora teme i rischi della traversata nel deserto. Il partito lo vorrebbe più combattivo in vista di quattro anni di opposizione. Il flop delle ‘auto azzurre': faranno proselitismo in tutta Italia, ma giovedì quando sono partite non si è presentato nessuno. C'è chi pensa che sia più utile il dialogo con Renzi e chi vuole attaccare a testa bassa" (p. 7). Per l'attacco a testa bassa, Verdini e Santadechè stanno sperimentando in segreto una nuova lacca.

9 ¬- NONNA PINA: FU GOMBLOTTO!
Non ci mancherà Nonna Pina Cancellieri, uno dei prefetti più sopravvalutati che l'Italia ricordi. S'è giocata il Quirinale facendosi beccare al telefono mentre si metteva "a disposizione" dei Ligrestos e oggi si sfoga così sul Corriere: " Bisognava indebolire il governo Letta e io sono stata usata per uno scopo preciso (...) Eravamo sotto attacco ogni giorno, ma mai potevamo immaginare una fine così repentina. E invece da mesi qualcuno aveva già deciso tutto". E chi sarà stato, il Grande Vecchio?

Poi però dice anche una piccola, amara, verità: "La politica repressiva paga in termini elettorali mentre schierarsi dalla parte di chi sta in carcere fa perdere consenso" (p. 11).

10 - IN VIAGGIO CON PASSERA
Il Corriere delle banche ci fa sognare così: "Passera lancia il partito Italia Unica. Tfr subito in busta paga e più credito. L'ex ministro del governo Monti: non siamo né di destra né di sinistra" (p. 12).
Italia Unica. Ma che è, una crociera?

11 - SE IL TOPO LEVANTINO (C0ME LO CHIAMAVA COSSIGA) NON AMA I MANDARINI
Giuliano Amato si regala un'illeggibile intervista sul Corriere, nella quale cerca di stordire il povero Cazzullo di citazioni colte come neppure Tremonti. Però a un certo punto, parlando di Pubblica amministrazione, dice una cosa non banale: "Prevale il laureato in giurisprudenza, con una media cultura in diritto, che è la figura tipica per la quale la preoccupazione di non avere problemi con la Corte dei conti è naturalmente prevalente sulla preoccupazione di raggiungere il risultato dell'azione pubblica" (p. 9).

12 - AVVISI DI GARANZIA AL LEONE. ROBA MAI VISTA!
Affari &Sfiganza rovina la colazione al vecchio management delle Generali e spara: "Generali, il giallo del Leone. Partono gli avvisi di garanzia per Perissinotto e Agrusti. Le indagini dei magistrati stanno portando allo scoperto una serie di irregolarità che danno sostanza all'azione contro il precedente vertice del gruppo. Alla domanda del pm l'ad Greco ha risposto: ‘Non si trovano più i documenti'" (p. 4).

13 - PRIVATIZZAZIONI ALL'ITALIANA
Confinata a pagina 6 di CorrierEconomia, ecco una bella storiella sulla quale apprezzeremo il valore del neoministro Padoan: "Sace, la privatizzazione? E' tutto un rischio dello Stato. Cessione fra i 2 e i 3,5 miliardi. Finora 110 manifestazioni d'interesse". Scrive Alessandra Puato che "Sace diventerà privata sì, ma se le aziende garantite da Sace falliscono o non pagano più, interverrebbe il Tesoro con i soldi dei cittadini, più che i soci privati".

 

 

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