"VANNACCI È UNA SFIDA PER SUOI VERI COMPETITOR DI OGGI, SALVINI E MELONI" - GIOVANNI DIAMANTI: "IL SUO TARGET SONO GLI SCONTENTI DI DESTRA DI UN GOVERNO DA PIÙ DI UN ANNO STABILMENTE SOTTO IL 40% DI GRADIMENTO" - "CON UNA LEGA IN CRISI D’IDENTITÀ E I FRATELLI D’ITALIA ARROCCATI SU POSIZIONI PIÙ ISTITUZIONALI, LO SPAZIO POLITICO, SULLA CARTA, C’È. AL MOMENTO, SEMBRA ESSERCI ANCHE UNA BASE DI CONSENSI RILEVANTE. MA TRASFORMARE UN FENOMENO MEDIATICO IN UNA FORZA ELETTORALE STABILE NON È SCONTATO..."
Estratto dell'articolo di Giovanni Diamanti per www.repubblica.it
ROBERTO VANNACCI - GIORGIA MELONI - MATTEO SALVINI - MEME BY EDOARDO BARALDI
Vannacci e il suo Futuro nazionale sono, in queste settimane, i veri protagonisti della politica italiana. E la crescita registrata nei sondaggi conferma il successo del neonato partito. È ancora presto per profetizzare il suo trionfo o addirittura, come ha fatto Gianni Alemanno, una premiership di Vannacci, non è infatti così lontano il ricordo di Gianfranco Fini e della sua esperienza con Futuro e Libertà, che inizialmente nelle ricerche d’opinione ottenne percentuali ancor più elevate, per poi sciogliersi tragicamente alla prima prova elettorale, le Politiche del 2013, in cui non riuscì a raggiungere l’1%.
Eppure, questi consensi per il momento solo virtuali del Generale sembrano più solidi: Futuro nazionale non è una sperimentazione di un progetto nuovo, ma un’operazione di rilancio di una Destra che, nel nostro Paese, ha sempre avuto una base elettorale importante. E che avviene in un contesto strategicamente vantaggioso, con una Lega in crisi d’identità e i Fratelli d’Italia arroccati su posizioni per forza di cose più istituzionali.
Non solo: Vannacci sembra aver trovato una formula narrativa efficace per rafforzare il suo posizionamento. Pur portando avanti posizioni riconducibili a una destra radicale e populista, Vannacci rifiuta quell’etichetta: “Non sono di estrema destra, ma di destra autentica”. È allo stesso tempo, una chiara definizione di sé, l’occupazione di uno spazio politico preciso, e una sfida ai suoi veri competitor di oggi, Salvini e Meloni.
La premier è consapevole dei rischi che la strategia di Vannacci rappresenta per la sua coalizione e la tenuta del suo partito. Non sono infatti casuali le sue parole di attacco frontale a Futuro nazionale in aula: “Non mi si parli di vera destra perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra”.
MATTEO SALVINI E ROBERTO VANNACCI - PONTIDA 2025
Il generale Vannacci non è “un Beppe Grillo conservatore”, non cerca consensi antipolitici, men che meno moderati, il suo target sono gli scontenti di destra di un governo da più di un anno stabilmente sotto il 40% di gradimento. [...]
Vannacci oggi cerca invece una cornice diversa: la “destra autentica” è una formula identitaria che comporta una scelta di campo precisa, e parla a un target meno ampio ma molto più definito e sensibile ad alcune parole d’ordine.
Lo spazio politico, sulla carta, c’è; al momento, sembra esserci anche una base di consensi rilevante. Ma trasformare un fenomeno mediatico in una forza elettorale stabile non è scontato. La storia recente della politica italiana è ricca di leader capaci di intercettare un malcontento diffuso senza riuscire a consolidarlo nel tempo. Ma, a differenza di altre esperienze,
Emanuele Pozzolo, Edoardo Ziello,Roberto Vannacci e Rossano Sasso - foto lapresse
Futuro nazionale non sembra voler costruire una nuova offerta politica: punta piuttosto a rappresentare una parte dell'elettorato di destra che ritiene il governo troppo prudente, troppo istituzionale o semplicemente troppo distante dalle proprie priorità. La vera sfida di Vannacci però potrebbe arrivare proprio nel momento del successo: se la “destra autentica” dovesse un giorno allearsi con quella che oggi definisce implicitamente “non più autentica”, riuscirà a restare credibile agli occhi del suo elettorato?
roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 12
