1. GIULIO ANSELMI SCRIVE CIO’ CHE NESSUNO HA IL CORAGGIO DI DIRE: IL PAPA HA FALLITO 2. ‘’INSIEME AGLI ELOGI CORRONO LE CRITICHE IN GRAN PARTE ORIENTATE A INTERPRETARE LA ROTTURA DI RATZINGER COME UNA DRAMMATICA DICHIARAZIONE D’IMPOTENZA’’ 3. “DI CERTO UN PERICOLOSO INDEBOLIMENTO DELLA FIGURA PAPALE E DELLA SUA MITOLOGIA” 4. COMMENTA UN CARDINALE ITALIANO ULTRA-OTTANTENNE: “DICE DI AVER PERDUTO IL VIGOR CORPORIS ET ANIMAE. DEL CORPO LO CAPISCO. MA DELL’ANIMA? PROPRIO IL PAPA?” 5. E NON È UN MISTERO CHE LA PROPOSTA DI UNA FIACCOLATA IL 27 FEBBRAIO SERA, ALLA VIGILIA DELL’ADDIO, FATTA IN VICARIATO AI PARROCI DELLA DIOCESI DI ROMA, ABBIA INCONTRATO MOLTE PERPLESSITÀ. “NON CI SI PUÒ DIMETTERE DA PADRE PERCHÉ I FIGLI NON TI UBBIDISCONO”, È STATO IL BRUSCO COMMENTO DI UN PARROCO DI LUNGO CORSO.

1. SENZA...
Jena per "la Stampa" - Cosa sarebbe successo se il Papa avesse lanciato il suo j'accuse senza dimettersi?

2. IL PICCONE BENEDETTO
Le ceneri del Papa: "Il volto della Chiesa è spesso deturpato da divisioni nel corpo ecclesiale''.

3. IL DITO PUNTATO SUGLI ERRORI DI UN'ERA
Giulio Anselmi per "la Repubblica"

Se papa Ratzinger ieri mattina avesse letto i giornali, anziché limitarsi alla rassegna-stampa della Segreteria che più di una volta gli ha fornito versioni edulcorate della realtà, si sarebbe meravigliato nel cogliere un netto cambiamento: all'elogio corale di martedì per la sua umile rinuncia, rotto solo da un'esplicita accusa di viltà da parte del cardinale arcivescovo di Cracovia, ex segretario di Giovanni Paolo II, e da pochissime altre sibilline prese di distanza, si sono succedute molte considerazioni sulla sua fragilità umana.

Troppe per non rendere chiaro che lo sbigottimento iniziale, malgrado il rispetto, le ovazioni di ieri e la nobiltà delle sue parole sulle rivalità e gli scandali nella Chiesa, è presto scivolato nella critica: la premiata sartoria vaticana, bravissima per ammissione dei suoi membri a tagliare i panni addosso a chiunque, foss'anche il pontefice, ha lavorato di gran lena. «Dato che aveva paura di cambiare tre uomini si è dimesso lui» è il filo conduttore di molte conversazioni fatte con un'occhiata allusiva al secondo piano del palazzo apostolico, dove risiede il cardinale segretario di Stato, il criticatissimo Bertone.

E non è un mistero che la proposta di una fiaccolata il 27 febbraio sera, alla vigilia dell'addio, fatta in vicariato ai parroci delle prefetture in cui si divide la diocesi di Roma, abbia incontrato molte perplessità. «Non ci si può dimettere da padre perché i figli non ti ubbidiscono», è stato il brusco commento di un parroco di lungo corso.

A parte l'ovazione che lo ha accolto ieri mattina nella sala Nervi, dov'era andato per la penultima udienza generale, e gli applausi ai riti delle Ceneri, sintomo di solidarietà umana e del diffuso fastidio da parte della base cattolica per gli uomini della Curia "nemici" del Papa, non c'è stato gran dispendio di carità per un uomo che ha perduto dieci chili in sei mesi. «È stanco dentro», commenta un cardinale italiano ultra-ottantenne, che ha servito da capo Congregazione tre papi a partire da Paolo VI. E conclude quasi sussurrando: «Lo aveva detto lui stesso di aver perduto il vigor corporis et animae. Del corpo lo capisco anch'io che ho circa la sua età. Ma dell'anima? Proprio il papa?»

Questo è il centro delle riflessioni. E delle critiche, in gran parte orientate a interpretare la rottura di Ratzinger come una drammatica dichiarazione d'impotenza. Anche se non mancano canonisti che ne lodano la coerenza e il realismo: nella Chiesa, dicono, comanda il Pontefice; se non ne ha la forza, soccorre la collegialità; e si apre il conclave.
Altri interrogativi riguardano i tempi della scelta.

Alcuni parlano di riflessioni durate un anno, un vescovo piemontese emerito aveva annunciato il ritiro come imminente già all'inizio dello scorso dicembre, altri sostengono che a precipitare l'addio siano state le recenti difficoltà incontrate da Benedetto XVI nella gestione del caso Mahoney, l'ex arcivescovo di Los Angeles rimosso per aver protetto i preti pedofili e attorno al quale fa muro parte dell'episcopato americano.

Di certo il Papa ha avuto il tempo necessario per garantire chi gli sta vicino, per ruolo o per affetto. Prima ha rincuorato con una serie di attestazioni di stima il cardinale Bertone, sotto attacco per le vicende Ior e Vatileaks, inviso alla fazione "diplomatica" della Curia e a lungo incline a costruirsi un ruolo da vice-papa. Poi ha nominato prefetto della Casa pontificia e arcivescovo il segretario George, garantendogli il futuro.

Infine c'è stata una curiosa infornata di cardinali, che non ha affatto bilanciato in senso extra-europeo le nomine "bertoniane" del passato, ha lasciato senza porpora i titolari di arcidiocesi storiche come Venezia o importantissime come Rio de Janeiro e il prefetto di una congregazione come la Dottrina della Fede, ma ha elevato l'americano Harley, già prefetto della Casa pontificia, proprio quello che gli aveva raccomandato il maggiordomo poi rivelatosi infedele.

Quando si è mosso, Ratzinger lo ha fatto certamente per il bene della Chiesa. Ma è teologo troppo fine ed esperto, oltre che uomo di curia, per non aver capito quanto fosse deflagrante e quanto insidiose potessero rivelarsi le conseguenze della sua decisione: la più grande rivoluzione dal Concilio Vaticano II, si dice, di certo un pericoloso indebolimento della figura papale e della mitologia che la circonda.

Oggi per i grandi prelati la parola d'ordine è sdrammatizzare, cercando di fare apparire normale lo squarciarsi del velo del tempio. Sono molti a spiegare l'abdicazione col carattere del teologo bavarese che, già da cardinale, si era dimesso per le resistenze incontrate nel suo tentativo di processare l'allora arcivescovo di Vienna. Ma al tempo c'era Wojtyla. E non apparivano nemmeno immaginabili i fantasmi alimentati da una realtà nuovissima e inquieta: la sede pre-vacante.

 

 

GIULIO ANSELMIpapa ratzinger benedetto RATZINGER PAPA BENEDETTO XVI PAPA RATZINGER papa ratzingerBENEDETTO XVI RATZINGER jpegRATZINGER PAPA BENEDETTO XVI PAPA RATZINGER BENEDETTO XVI

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?