
“GIORGIA MELONI È UNA CAMPIONESSA NEL CAVALCARE L’ONDA” – IL 93ENNE GIUSEPPE DE RITA SI CONFERMA ANCORA UNO DEI PIÙ LUCIDI OSSERVATORI DELLA REALTÀ: “IL PAESE VA AVANTI ALLA CIECA, SENZA VISIONE, NON HA IDEA DI DOVE STIA ANDANDO. E GIORGIA MELONI CAVALCA QUEST’AUREA MEDIOCRITAS. NON SI PUÒ CHIEDERLE DI AVERE UNA VISIONE. NON CE L'HA NEMMENO LA SUA CLASSE DIRIGENTE. CREDO CHE LEGGA TUTTI I SONDAGGI. INFATTI QUANDO UN ARGOMENTO È SPINOSO, NON NE PARLA” – “È OPPORTUNISMO. CAPISCE DOVE VA LA REALTÀ. TUTTAVIA OGNI POLITICO DEVE PARLARE AL CETO MEDIO SE VUOLE CONSOLIDARE IL PROPRIO CONSENSO” - L’EGEMONIA CULTURALE DI DESTRA? PRETESA RIDICOLA. DICONO DI VOLERLA RIVENDICARE RISPETTO ALLA CULTURA DI SINISTRA, MA PENSANO DI ESERCITARLA NOMINANDO I SOVRINTENDENTI A LORO GRADITI. L'EGEMONIA NON SI AFFERMA CON IL POTERE, MA ATTRAVERSO UN LUNGO LAVORO DI CULTURA, E DI DIALOGO VERO CON LA GENTE"
Estratto dell’articolo di Concetto Vecchio per “la Repubblica”
giuseppe de rita foto di bacco (2)
Giuseppe De Rita, 93 anni, presidente del Censis […]. Lei che Italia vede?
«Non ci sono crisi enormi. Ma il Paese va avanti alla cieca, senza visione, infatti la premier tende a cavalcare quest'aurea mediocritas».
Senza visione?
«Sì, non ha idea di dove stia andando».
Chi dovrebbe indicare la rotta?
«Gli intellettuali, i profeti. Ma non ci sono più. Non li ha neanche la chiesa, che un tempo annoverava padre Balducci, don Milani, don Primo Mazzolari».
Non è colpa della politica?
«Potremmo assolverci così. Ma la colpa è mia, sua, di tutti noi».
giorgia meloni con cappellino su instagram
Però anche la politica sembra priva di profeti.
«Sì, il che spiega per esempio l'esaurimento di una politica di sinistra, nata dall'antifascismo, dalla Resistenza. L'antifascismo, la Resistenza, erano profetici. Ma oggi l'antifascismo è diventato il corteo del 25 aprile».
Cos'altro era profetico per la sua generazione?
«L'Europa».
Non più?
«Chi dovrebbe essere profetica, Ursula von der Leyen? Non ne parliamo! Non ha nemmeno l'energia e l'ardore che un tempo avevano i più mediocri degli europeisti. E non c'è più nemmeno un'élite capace di pensare in nome di tutti».
Perché?
«Un tempo l'élite pensava le cose che erano necessarie. Il filosofo Angelo Camillo De Meis, citato da Giulio Bollati ne L'italiano, sosteneva che c'erano due popoli: un popolo che sfanga la vita del lavoro quotidiano e un secondo che pensa il sentimento del primo e quindi ne è il legittimo sovrano, proponendosi come egemonia».
La destra punta all'egemonia.
«È una pretesa ridicola. Dicono di volerla rivendicare rispetto alla cultura di sinistra, ma pensano di esercitarla nominando i sovrintendenti a loro graditi».
Non funziona?
«L'egemonia non si afferma con il potere, ma attraverso un lungo lavoro di cultura, e di dialogo vero con la gente».
Lei era amico di Pippo Baudo.
«Confermo».
La sua morte ha suscitato un'ondata di nostalgia. La nostalgia è un altro sentimento ricorrente di questo tempo.
«L'antropologo René Girard definiva la nostalgia "il lutto di qualcosa che non è avvenuto"».
Un rimpianto?
«Non esattamente. Nella nostalgia si naviga meglio del rimpianto. La cultura moderna ormai è tutta schiacciata sul presente, senza visione, e allora in questo presentismo un po' di nostalgia ci sta bene».
aldo moro con la figlia agnese in spiaggia a terracina
Un atto consolatorio?
«Un modo per apprezzare ciò che è stato, riportandolo così nel presente».
Ma non dovremmo guardare avanti invece che indietro?
«Infatti non risolve niente, però ti aiuta a vivere meglio».
E l'improvvisa nostalgia della Dc […]?
«È apprezzamento per uno stile e un modo di fare politica che oggi mancano. Non dimentichi che l'italiano medio è stato molto democristiano, e il ceto medio tutto deve alla Dc, il cui collateralismo ne ha favorito l'ascesa».
Giorgia Meloni ha promesso aiuti al ceto medio.
«Perché sta tentando una svolta moderata, nel tentativo di allargare così il proprio consenso».
pippo baudo foto by claudio porcarelli. 6
Dopo tre anni di governo che giudizi dà di Meloni?
«Ha espresso una grande furbizia: cavalca l'onda».
Non è un po' poco?
«Non si può chiederle di avere una visione. Non ce l'ha nemmeno la sua classe dirigente.
È una campionessa nel cavalcare l'onda dell'opinione corrente. Credo che legga tutti i sondaggi. Infatti quando un argomento è spinoso, non ne parla».
Come definirlo?
«È opportunismo. Capisce dove va la realtà. Tuttavia ogni politico deve parlare al ceto medio se vuole consolidare il proprio consenso a lungo termine. È un problema che si porrà anche a Trump, prima o poi».
Non trova che l'Italia tratti male i suoi giovani?
«Questo è sicuro. Il loro lavoro è malpagato. Ho un nipote, laurea alla Luiss, con un master, che vuole lavorare nel mondo del cinema. È stato assunto da una società di produzione cinematografica, come stagista. Prende 600 euro».
Come si fa?
«Lo aiuta la famiglia, come per tanti, grazie alla ricchezza già accumulata. Il ceto medio in Italia ha scoperto un metodo di rendita che è tipico delle classi signorili».
[…] Che cosa ci rivelano i siti sessisti?
«Sono la conseguenza di un presente molto vuoto, dell'incapacità di provare emozioni autentiche. La società attuale ha eliminato le emozioni, quelle grandi le viviamo attutite.
E la mancanza di profondità emotiva porta alle perversioni. Forse perché il sesso vero non emoziona più». […]
giorgia meloni
VOTO DI FIDUCIA A GIORGIA MELONI - MEME BY EMILIANO CARLI
giuseppe de rita foto di bacco (3)
GIORGIA MELONI DE COCCIO - VIGNETTA BY ROLLI - IL GIORNALONE - LA STAMPA
giorgia meloni prima scala 2022
giorgia meloni al meeting di comunione e liberazione, a rimini foto lapresse 5
l arrivo di giorgia meloni a rimini per il meeting di cl foto lapresse