marco ciacci e beppe sala

LA GIUSTIZIA RESTA "VIGILE" SU BEPPE SALA - L'ANTICORRUZIONE E I PM BRESCIANI ESAMINANO LA NOMINA DEL COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE MILANESE NEL 2017: MARCO CIACCI FU SCELTO SENZA SELEZIONE PUBBLICA, SENZA TITOLO E CON STIPENDIO MAGGIORATO - IL PREDECESSORE SILURATO, ANTONIO BARBATO: "LA MIA SOSTITUZIONE ESAUDÌ UN DESIDERIO DELLA PROCURA, CONSIDERANDO ANCHE LE INCHIESTE GIUDIZIARIE A CUI ERA STATO SOTTOPOSTO IL SINDACO..."

Giorgio Gandola per "La Verità"

 

il sindaco beppe sala e il comandante marco ciacci

C'è posta per la Procura di Brescia. Fra i documenti e gli esposti di routine, è arrivata dall'Anac (l'Agenzia nazionale anticorruzione) la segnalazione relativa a una vicenda che sta facendo rumore a Milano. Titolo del dossier: «Nomina illegittima del comandante del corpo di polizia municipale, senza selezione pubblica, senza titolo e con stipendio maggiorato».

 

È il caso sollevato dall'ex comandante dei ghisa Antonio Barbato e da un'inchiesta del programma Le Iene. La storia riguarda anche il successore Marco Ciacci, agita i sonni del sindaco Giuseppe Sala e potrebbe avvelenargli la campagna elettorale.

 

beppe sala

Barbato fu costretto alle dimissioni nel 2017 dopo una campagna mediatica micidiale. Fu accusato sui giornali (ma mai indagato) perché in un colloquio telefonico l'ex sindacalista Domenico Palmieri gli consigliò di far pedinare un vigile che faceva parte dei cosiddetti «furbetti del cartellino» (aveva utilizzato 60 permessi sindacali in modo irregolare, anche il 2 giugno e l'8 dicembre).

 

Barbato rispose: «Meriterebbe questo e altro». Non fece pedinare nessuno ma la frase gli è costata la carriera; il dialogo era intercettato nell'ambito di un'inchiesta sulle infiltrazioni delle cosche mafiose nella metropoli, Palmieri sarebbe stato arrestato.

 

antonio barbato

L'ex comandante dei vigili non era coinvolto, passava di lì, ma pagò con la defenestrazione. Allora la pietra tombale sui suoi tentativi di difesa venne posta dal Comitato per la legalità e la trasparenza presieduto dall'eroe di Mani pulite, Gherardo Colombo, che sentenziò: «Il solo ipotizzare di poter accettare l'ipotesi di far pedinare un collega depone in senso avverso alla correttezza che un comandante deve avere».

 

Il sindaco Sala sembrava non aspettare altro: parere negativo il 10 agosto, cambio al vertice l'11 agosto con la nomina di Ciacci. Tutto in una notte senza ricognizione interna per verificare l'esistenza di analoghe professionalità (secondo l'Anci c'erano 13 posizioni adatte al ruolo) e senza concorso.

 

beppe sala con marco ciacci

È facoltà del sindaco non fare il bando, ma in passato Letizia Moratti e gli assessori della sua giunta furono condannati dalla Corte dei conti per non aver eseguito «la ricognizione interna» prima di nominare dirigenti esterni.

 

Il nuovo numero uno dei vigili era un esterno di prestigio, ex responsabile della polizia giudiziaria in procura, collaboratore di Ilda Boccassini, paracadutato con un blitz a Ferragosto.

 

ILDA BOCCASSINI

Al di là delle modalità, è l'accusa di Barbato a fare rumore: «La mia sostituzione era per far sì che Sala esaudisse un desiderio della Procura, considerando anche le inchieste giudiziarie a cui era stato sottoposto il sindaco. La gogna mediatica nei miei confronti serviva a velocizzare l'operazione di nomina di Ciacci. Si erano messi d'accordo per mandarmi via».

 

Nel programma Le Iene, Barbato aggiunge che l'allora assessore alla Sicurezza, Carmela Rozza, gli disse: «Bisogna mettere Ciacci perché lei sa in che posizione giudiziaria è il sindaco, non possiamo permetterci di non esaudire la richiesta della Procura».

 

marco ciacci e beppe sala

Nel periodo di Expo, il deus ex machina Sala fu indagato per abuso d'ufficio (aveva affidato due padiglioni della ristorazione direttamente a Oscar Farinetti) e archiviato. Poi fu condannato a sei mesi con prescrizione per un appalto.

 

Il dirottamento delle inchieste a Francesco Greco e Boccassini portò allo scontro fra il procuratore Edmondo Bruti Liberati e Alfredo Robledo, conclusosi con l'allontanamento di quest'ultimo. Ricordando quel braccio di ferro scrive Luca Palamara: «Se cade Bruti, cade il Sistema».

 

Nel periodo dell'Expo per due volte il premier Matteo Renzi rese pubblico tributo alla Procura di Milano per «sensibilità istituzionale».

 

antonio barbato ex capo dei vigili di milano

La storia è intricata, le opposizioni chiedono a Sala di spiegare in consiglio comunale ma lui non è ancora uscito allo scoperto. Max Bastoni (Lega): «Sala deve fugare ogni sospetto di scambio di favori». Fabrizio De Pasquale (Forza Italia): «Perché non ha voluto valutare più figure? Il sindaco abbia il coraggio di affrontare un dibattito democratico».

 

Ciacci è un funzionario noto: indagò sulle cene eleganti ed è stato teste d'accusa nel processo Ruby contro Silvio Berlusconi. Da capo dei ghisa, nel 2018 si è occupato personalmente di un incidente stradale in cui un medico fu investito da una ragazza in motorino e morì.

 

Francesco Greco - Francesco Saverio Borrelli - Gherardo Colombo e Ilda Boccassini

La responsabile dello scontro, condannata per omicidio colposo, era Alice Nobili, figlia di Boccassini e dell'ex marito pm, Alberto Nobili. Mai sottoposta ad alcoltest e a test antidroga.

 

Ora saranno i pm bresciani a valutare se dentro il caso sollevato da Barbato ci sono irregolarità. Rimane una perplessità rispetto a quel «solo ipotizzare di poter accettare l'ipotesi» scandito dall'ex pm Colombo nel suo pronunciamento.

 

ilda boccassini

Un anno lo stesso Comitato legalità e trasparenza non ha avuto niente da dire a Sala per la nomina di Renato Mazzoncini ad amministratore delegato di A2A, multiutility strategica con 12.000 dipendenti e un fatturato da 7 miliardi. Mazzoncini non aveva «ipotesi» pendenti, ma due inchieste a carico.

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