GLI IRANIANI NON DEVONO FARE NIENTE: SOLO ASPETTARE CHE TRUMP CONCEDA LORO TUTTO CIÒ CHE CHIEDONO – SI È CHIUSO IL PRIMO ROUND DEL NEGOZIATO CON GLI USA IN SVIZZERA E DA TEHERAN RIVENDICANO: “LO STRETTO DI HORMUZ NON TORNERÀ MAI PIÙ QUELLO DI PRIMA. LO GESTIREMO NOI” – JD VANCE SOSTIENE CHE TEHERAN ABBIA APERTO ALLA PRESENZA DEGLI ISPETTORI DELL'AGENZIA PER L'ENERGIA NUCLEARE DELL'ONU, MA GLI AYATOLLAH MINIMIZZANO – I PASDARAN HANNO SCELTO LO STESSO METODO NEGOZIALE DI PUTIN IN UCRAINA: NON SI SPOSTANO, NON MEDIANO, ATTENDONO. E SI APPROFITTANO DELLA COJONAGGINE DEGLI EMISSARI DI TRUMP, PERSONE BEN POCO ESPERTE DI DIPLOMAZIA - IL PRESIDENTE ISRAELIANO HERZOG: "L'ACCORDO CON IL LIBANO PUÒ ESSERE FIRMATO DOMANI, È HEZBOLLAH A PORRE IL VETO"
jd vance ai colloqui per la pace tra usa e iran in svizzera foto lapresse
GHALIBAF, 'LO STRETTO DI HORMUZ SARÀ GESTITO DALL'IRAN'
(ANSA-AFP) - "Tutti devono sapere che la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più a essere quella di prima della guerra. Naturalmente le norme internazionali saranno rispettate, ma sarà l'Iran a gestire lo Stretto di Hormuz". Lo ha detto - secondo quanto riportano i media statali iraniani - il capo negoziatore di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf.
MEDIA, 'ACCORDO IRAN-USA, SBLOCCATI 12 MILIARDI DI FONDI CONGELATI'
(ANSA) - Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che è stato raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. La notizia è riportata da Al-Jazeera e da altri media della regione. I fondi sarebbero suddivisi in due tranche da 6 miliardi.
PEZESHKIAN, 'ISRAELE NON ABBIA PIÙ IL DIRITTO DI BOMBARDARE LIBANO E PALESTINA'
(ANSA) - "Dobbiamo tutti impegnarci affinché il Libano sia incluso nel processo di pace tra Iran e Stati Uniti e che Israele non abbia più il diritto di bombardare il Libano e la Palestina". Lo ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan ieri sera.
Secondo l'agenzia iraniana Irna, Erdogan, da parte sua, ha elogiato il saggio approccio dell'Iran nei confronti degli attacchi israeliani in Libano durante i colloqui Iran-Usa e ha espresso la speranza che l'Iran continui su questa strada "contro coloro che si oppongono ai colloqui". "L'inclusione del Libano in questo accordo ha avuto un risultato molto positivo", ha aggiunto.
masoud pezeshkian alla manifestazione pro regime a teheran, in iran 7
IRAN, ISTITUITI GRUPPI DI LAVORO SU NUCLEARE E SU SANZIONI
(ANSA) - L'Iran ha annunciato l'istituzione di gruppi di lavoro sul nucleare e sulle sanzioni nell'ambito dei negoziati con gli Stati Uniti. Inoltre ha comunicato la conclusione dei colloqui tecnici in Svizzera.
I colloqui tecnici tra Iran e Stati Uniti in Svizzera si sono conclusi dunque con la creazione di gruppi negoziali, fanno sapere i media iraniani. I negoziatori "hanno deciso di istituire quattro gruppi di lavoro: Cessazione delle sanzioni, Affari nucleari, Ricostruzione e sviluppo economico, e Monitoraggio e attuazione", ha affermato l'agenzia di stampa statale Irna, citando il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi.
HEZBOLLAH, 'RIMANIAMO COL DITO SUL GRILLETTO, ISRAELE NON VIOLI PATTI'
(ANSA) - Mahmoud Qamati, vice capo del consiglio politico di Hezbollah, ha nuovamente avvertito che il gruppo libanese risponderà a qualsiasi violazione del cessate il fuoco da parte di Israele. Lo scrive Al-Jazeera, citando l'iraniana Press Tv.
Qamati ha affermato che la rappresaglia di Hezbollah sarà "della stessa natura", aggiungendo che non ci sarà un "ritorno alla situazione prebellica", quando le forze israeliane lanciavano attacchi quasi quotidiani contro il Libano, mentre i combattenti del gruppo si astenevano dal sparare. "Hezbollah rimane in stato di massima allerta, con il dito sul grilletto, pronto a fronteggiare qualsiasi violazione da parte del regime israeliano", ha dichiarato.
HERZOG, 'L'ACCORDO CON IL LIBANO PUÒ ESSERE FIRMATO DOMANI, È HEZBOLLAH A PORRE IL VETO'
(ANSA) - "L'accordo con il Libano potrebbe essere firmato domani, non ci sono dispute territoriali. Eppure devo continuare a ripetere alla comunità internazionale: è Hezbollah, un'organizzazione terroristica, a mettere il veto e rendere l'Iran parte della questione Libano-Israele è un errore enorme". Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, il presidente israeliano Isaac Herzog.
"È una delle preoccupazioni che abbiamo sull'intesa in discussione - aggiunge - e che abbiamo espresso agli americani. Il problema principale: come garantire che Teheran non si precipiti a realizzare la bomba atomica?".
bombardamenti israeliani in libano 5
"Alcune nazioni occidentali - prosegue Herzog - sono troppo ingenue. Che cosa succederà con l'enorme quantità di denaro che verrà elargita al regime? La userà per sfamare e aiutare la gente? O spenderà quei miliardi per armare gli alleati e nel terrorismo? Torno al Libano: chi renderà Hezbollah inoffensivo? I ragazzi italiani. No, i nostri figli. Non vorremmo, ma a chi toccherà? Il governo libanese vuole la pace e l'Occidente sta permettendo a Teheran di decidere al posto suo".
jd vance ai colloqui per la pace tra usa e iran in svizzera foto lapresse
"Ho un enorme rispetto per il presidente Mattarella - afferma ancora -, lo considero uno statista saggio e ascolto i suoi buoni consigli" conclude il presidente israeliano.
GHALIBAF, 'SU HORMUZ COORDINAMENTO E LINEA DIRETTA CON GLI USA'
(ANSA) - "Abbiamo concordato di istituire un meccanismo di coordinamento, che include una linea diretta e un centro di contatto a cui rivolgersi in caso di ambiguità o controversie" rispetto al traffico marittimo dello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il capo negoziatore dell'Iran Mohammed Bagher Ghalibaf, parlando dei colloqui con gli Usa.
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"Durante questo periodo di 30 giorni, ai sensi dell'articolo 5 - ha aggiunto - le parti potranno mantenere uno stretto coordinamento affinché le navi che transitano nello Stretto possano farlo in modo più sicuro ed efficiente. Con l'aiuto di Dio, questo contribuirà a migliorare i flussi di traffico e i volumi di navi attraverso lo Stretto, a dare impulso all'economia regionale, a sostenere l'economia globale e a permetterci di guardare avanti".
NEGOZIATI A COLPI DI DRAMMI
Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”
vladimir putin mediatore tra iran e israele - vignetta by osho
L’aggettivo “storico” abbonda fra le parole del vicepresidente americano J. D. Vance da quando è tornato dai colloqui in Svizzera con i rappresentanti della Repubblica islamica dell’Iran e racconta l’evento, i progressi, l’atmosfera. Tutto, a suo dire, è “storico”.
[…] Di “storico” agli occhi di molti osservatori però c’è stata soltanto un’immagine catturata da un video: il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi entra nella stessa stanza in cui si trovano gli americani, Vance con i due emissari Jared Kushner e Steve Witkoff; i tre lo guardano mentre stringe la mano del premier del Pakistan Shehbaz Sharif, ma Araghchi li ignora, dopo essere arrivato in ritardo. In più d’uno ha fatto notare che in quel momento Vance se ne sarebbe dovuto andare, non l’ha fatto.
shehbaz sharif e jd vance ai colloqui per la pace tra usa e iran in svizzera foto lapresse
Agli israeliani è bastata quella scena di apertura del negoziato di domenica per perdere fiducia, tanto più che gli iraniani erano stati molto attenti a far sapere che il primo punto all’ordine del giorno fosse il Libano.
[…] Le giornate di domenica e di lunedì sono andate avanti con annunci e smentite. Gli Stati Uniti avevano fatto sapere che Teheran aveva detto di essere aperta alle ispezioni dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) nei suoi siti nucleari. Poco dopo, gli iraniani hanno detto che l’argomento del nucleare non era stato toccato. Rimane una certezza: mentre Teheran resta immobile, o annuncia di essere pronta ad abbandonare i negoziati in qualsiasi momento, Washington attende, loda ogni vibrazione anche senza progressi.
In Svizzera, la squadra negoziale iraniana era composta da Araghchi e dal capo del Parlamento Mohammad Ghalibaf, accompagnati dal capo della Banca centrale Abdolnaser Hemmati e dal capo della compagnia petrolifera statale Nioc, Hamid Bord. Gli obiettivi di Teheran sono evitare il ritorno della guerra, aprire una nuova stagione economicamente positiva per il regime, limitare Israele.
[…] Gli iraniani hanno scelto un metodo negoziale: non si spostano, non mediano, attendono, proprio come fa Vladimir Putin con l’Ucraina. Il capo del Cremlino, nonostante il fallimento militare, continua a pretendere di negoziare alle sue condizioni.
IL REGALO DEGLI IRANIANI A TRUMP
Così si comporta anche Teheran con gli emissari di Trump, agevolata dal trovarsi davanti persone ben poco esperte di diplomazia. Quando la conversazione si sposta su un argomento di cui non sono disposti a parlare, gli iraniani dicono di aver abbandonato i negoziati, anche se invece continuano a parlare a livello di esperti.
Aggiungono della tensione drammatica. Vance ha detto: “Quello che abbiamo riferito agli iraniani ieri è che quando voi vi dedicate a quello che noi millennial potremmo chiamare trash talk, non potete aspettarvi che il presidente degli Stati Uniti non risponda”. Gli iraniani hanno invece capito che più che il linguaggio sprezzante, sono i colpi di scena, il dramma a tenere gli americani incollati ai colloqui.
PETROLIO E NUCLEARE PROVE D'INTESA IRAN-USA ALLENTATE LE SANZIONI
Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “La Stampa”
[…] Nonostante JD Vance indossi l'abito del pompiere, Trump non sembra intenzionato a ridimensionare la sua retorica. Ancora ieri sera parlando con i reporter nello Studio Ovale è tornato a puntare il dito contro Teheran: «Se l'Iran non rispetta l'accordo, o se non si comporta bene, farò quello che devo fare».
Vladimir Putin Ali Khamenei Ebrahim Raisi
Se una road map esiste e il documento che Pakistan e Qatar hanno cofirmato spiegando la creazione di un comitato di controllo politico sui passaggi tecnici negoziali e di fatto dando il calcio di inizio – «ci sono progressi incoraggianti» si legge – ostacoli sono presenti a ogni passo. Il primo elemento che già ieri ha evidenziato divergenze riguarda il nucleare. JD Vance ha detto che gli iraniani sono d'accordo nell'accogliere in Iran gli ispettori dell'Agenzia per l'energia nucleare dell'Onu.
«Si tratta di una tappa fondamentale per il popolo americano e del primo passo verso la denuclearizzazione permanente o la definitiva eliminazione di qualsiasi programma iraniano di armamento nucleare», ha enfatizzato.
stati uniti iran - colloqui nucleare
Su Truth il presidente Trump ha salutato la decisione come un «risultato senza ambiguità». Secondo il capo della Casa Bianca l'Iran accetterà di «avere importanti ispezioni». Ma da Teheran la prospettiva sembra diversa e si parla di «nessun nuovo impegno».
Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei anzi ha precisato che ogni coinvolgimento degli ispettori dell'Aiea avverrebbe «sotto procedure già esistenti».
Non è chiaro se con questo intenda un ritorno a limitati controlli, che erano ammessi sino all'anno scorso. O qualcosa di più specifico. Le ispezioni ai siti di ricerca e sviluppo atomico del regime sono stati limitati dal 2018, quando Trump stracciò il Jcpoa, l'accordo siglato nel 2015 ai tempi di Barack Obama.
jd vance ai colloqui per la pace tra usa e iran in svizzera foto lapresse
[...] C'è una proposta per lo sblocco dei fondi iraniani a un certo punto. È una delle richieste chiave degli iraniani. Il governatore della Banca centrale della Repubblica islamica aveva affermato che «sono stati firmati i memorandum necessari» per dare avvio al rilascio dei beni congelati, secondo un'intervista pubblicata da Tasnim, agenzia di stampa iraniana semiufficiale.
Tuttavia, il vicepresidente Vance ha suggerito che non è stato ancora raggiunto un accordo finale su questo delicato dossier. Il capo negoziatore iraniano, Mohamed Bagher Ghalibaf, ha affermato invece che «in Svizzera è stato raggiunto l'accordo per sbloccare 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati».
video dell attacco americano al sito nucleare di fordow 1
Si va avanti insomma a piccoli passi mentre si intensificano gli sforzi diplomatici. Il segretario di Stato Marco Rubio vola in Medio Oriente, da oggi sarà in Kuwait, Bahrein e Emirati Arabi; il presidente iraniano Pezekhstian oggi è in Pakistan mentre il capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli esteri Abbas Araghchi sono sbarcati a Muscat per incontrare il sultano dell'Oman Haitham bin Tariq.





