cecilia sala giorgia meloni donald trump mohammad abedini

L'AFFRONTO DI OGGI SI PAGA DOMANI: COSA HANNO CHIESTO DAVVERO GLI STATI UNITI PER ACCETTARE LA MANCATA ESTRADIZIONE DI MOHAMMAD ABEDINI? I DISPOSITIVI ELETTRONICI DELL’INGEGNERE SPIONE, LIBERATO IERI COME CONTROPARTITA PER IL RILASCIO DELLA GIORNALISTA CECILIA SALA, SONO IN UNA CASSAFORTE DELLA PROCURA DI MILANO. GLI USA POTREBBERO CHIEDERLI ATTRAVERSO UNA ROGATORIA. MA COSA CI SARÀ MAI? IL GENIALE “MAGO DEI DRONI” NON ERA COSÌ SCEMO DA VIAGGIARE CON DOCUMENTI SENSIBILI IN VALIGIA – DA STARLINK AL DECOUPLING CINESE: COSA POTREBBE CHIEDERE LO ZIO SAM ALLA MELONI…

DAGOREPORT - INTASCATO IL TRIONFO SALA, SUL TAVOLO DI MELONI  RIMANEVA L’ALTRA PATATA BOLLENTE: IL RILASCIO DEL “TERRORISTA” IRANIANO ABEDINI - SI RIUSCIRÀ A CHIUDERE L’OPERAZIONE ENTRO IL 20 GENNAIO, GIORNO DI TRUMP? ALTRO DUBBIO: LA SENTENZA DELLA CORTE DI APPELLO, ATTESA PER IL 15 GENNAIO, SARÀ PRIVA DI RILIEVI SUL “TERRORISTA DEI PASDARAN’’? -  NEL DUBBIO, ARRIVA LA DECISIONE POLITICA: PROCEDERE SUBITO ALLA REVOCA DELL’ARRESTO – TUTTI FELICI E CONTENTI? DI SICURO, IL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA DI WASHINGTON, CHE SI È SOBBARCATO UN LUNGO LAVORO DI INDAGINE PER PORTARSI A CASA “UNO SPREGIUDICATO TRAFFICANTE DI STRUMENTI DI MORTE”, NON AVRÀ PER NULLA GRADITO (IL TROLLEY DI ABEDINI PIENO DI CHIP E SCHEDE ELETTRONICHE COME CONTROPARTITA AGLI USA PER IL “NO” ALL'ESTRADIZIONE, È UNA EMERITA CAZZATA...)

https://www.dagospia.com/politica/retroscena-decisione-revocare-l-arresto-terrorista-iraniano-abedini-420948

 

Mohammad Abedini najafabadi

IL MATERIALE SEQUESTRATO AD ABEDINI ANCORA CUSTODITO IN PROCURA

(ANSA) - Sono ancora custoditi in una cassaforte della Procura di Milano tutti i dispositivi, tra cui smartphone, tablet, chiavette usb e schede tecniche, sequestrati lo scorso 16 dicembre, al momento dell'arresto richiesto dagli Usa, a Mohammad Abedini Najafabadi, l'ingegnere iraniano ieri liberato su decisione del ministro della Giustizia Carlo Nordio e tornato a Teheran.

 

Al momento, pare che dalla difesa dell'iraniano non sia arrivata un'istanza ai pm di dissequestro su quel materiale, che Abedini aveva in un trolley e che interessa molto agli Usa e che non è escluso possa essere consegnato, sotto forma di copia dei contenuti dei dispositivi, via rogatoria.

 

Una richiesta attraverso rogatoria, però, allo stato non risulta ancora arrivata in Procura, dove il procuratore Marcello Viola già nei giorni scorsi, dopo l'arresto di Abedini, aveva aperto un fascicolo senza ipotesi di reato né indagati.

cecilia sala barbour

 

TRUMP E IL SÌ AL BARATTO DA STARLINK ALLA CINA, GIALLO SULLE CONTROPARTITE

Estratto dell’articolo di Mario Del Pero per “Domani”

 

Pochi avrebbero immaginato una risoluzione così rapida della crisi innescata dall’arresto di Mohammad Abedini e, quello contestuale, di Cecilia Sala a Teheran. […] E invece la vicenda si è conclusa […] in poco tempo con quello che appare essere a tutti gli effetti un baratto […]. I termini di questo baratto e, soprattutto, i fattori che lo hanno permesso sono oggi impossibili da definire.

 

cecilia sala con la madre e il papà 1

Alcune cose le scopriremo probabilmente nelle settimane e nei mesi prossimi. Altre […] ce le diranno gli archivi tra qualche decennio. Gli elementi di cui disponiamo ci permettono per il momento di avanzare al massimo delle ipotesi. Sulla base delle quali possiamo provare a delineare tre scenari, che non si escludono necessariamente e possono anzi intrecciarsi tra loro.

 

Il primo è quello di una iniziativa autonoma del governo italiano. Che forse aveva accondisceso con troppa leggerezza alla richiesta statunitense di arrestare Abedini, senza comprenderne appieno le possibili conseguenze. E che si è poi attivato per trovare una soluzione.

 

cecilia sala Mohammad Abedini

Magari sfruttando l’interregno della transizione presidenziale statunitense, con un’amministrazione in uscita ancora in carica, ma oggettivamente indebolita, e una che deve assumere le proprie funzioni.

 

[…] Il secondo scenario è invece quello in cui gli Usa hanno dato sostanzialmente il via libera all’Italia, autorizzando il baratto. Lo possono aver fatto per una pluralità di ragioni, che vanno dalla volontà di non indebolire un alleato importante e leale […]  alla consapevolezza che magari Abedini fosse un pesce piccolo […].

 

ali khamenei

O, nel caso di Trump che una qualche voce in capitolo probabilmente l’ha avuta, lo possono avere fatto dietro l’impegno a future contropartite, soprattutto rispetto alle tante pressioni che arriveranno presto all’Europa , dalla richiesta di contribuire fattivamente a disaccoppiare le proprie economie da quella cinese a quella di abbandonare progetti di regolamentazione delle attività di grandi corporation statunitensi nel Vecchio Continente sino alle controverse aperture a Musk e al suo Starlink.

 

[…]  Il terzo e ultimo scenario riduce il peso specifico dell’Italia e rimanda all’ipotesi che decisivo possa essere stato invece un qualche dialogo tra Iran e Stati Uniti. Dialogo che sappiamo esservi stato in questo quasi anno e mezzo di guerra in Medio Oriente, come del resto durante tutto il periodo dell’amministrazione Biden.

 

trump meloni

E nel quale la vicenda Abedini-Sala rappresenterebbe solo uno dei tanti tasselli di un mosaico assai più complesso, fluido e parziale, rispetto al quale pesano le dinamiche interne al regime iraniano, il lascito di Biden al suo successore e i progetti di quest’ultimo in Medio Oriente.

 

[…] Come si diceva, molto ancora non si sa e, presumibilmente, non si saprà a lungo. Il ruolo specifico di Trump e, quindi, l’importanza del famoso viaggio di Meloni a Mar-a-Lago, ad esempio, sono tutti da chiarire. Fino al 20 gennaio vi è un’amministrazione, quella di Biden, che esercita ancora pienamente le sue funzioni.

 

E vi sono quindi un dipartimento di Stato e uno della Giustizia […] con cui il nostro governo si è dovuto gioco forza interfacciare. In un dialogo che si presume essere stato non semplice. […] Ma i cui effetti e costi potremo misurare solamente nelle settimane e nei mesi a venire.

Mohammad Abedini najafabadicecilia sala nel 2015 5cecilia sala nel 2015 2GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP IN VERSIONE SPQR (IL FILM DI VANZINA) - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MARCO RUBIO cecilia sala nel 2017DONALD TRUMP GIORGIA MELONICECILIA SALA E DANIELE RAINERI ARRIVANO A CASA cecilia sala nel 2017 cecilia sala con la madre e il papà 1 cecilia sala nel 2018

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)