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“IL PD NON ATTENDA OLTRE E FACCIA IL SUO DOVERE. CON DECARO SI VOLTA PAGINA” – GOFFREDO BETTINI ROMPE GLI INDUGI E INVITA ELLY SCHLEIN A DECIDERSI SULLA PUGLIA: “SI È CREATO UNO STATO DI CONFUSIONE E SI È PRODOTTO UN LOGORAMENTO DELLO STESSO CANDIDATO. IL PD ESPRIMA PUBBLICAMENTE E AI PIÙ ALTI LIVELLI LA SUA POSIZIONE. DEFINITIVA. LA QUESTIONE È DIVENTATA NAZIONALE. GIOCHI DI SPONDA NON RISOLVONO MA INGARBUGLIANO ULTERIORMENTE” -  “NULLA TOGLIE ALLA STRAORDINARIA STORIA DI VENDOLA ED EMILIANO, MA QUANDO SI CONCLUDONO LUNGHE E GLORIOSE STORIE DI GOVERNO E DI POTERE, IL NUOVO CHE AVANZA DEVE ESSERE AIUTATO A ‘VOLARE’ IN AUTONOMIA…”

 

L’APPELLO DI GOFFREDO BETTINI

Dal profilo Facebook di Goffredo Bettini

 

GOFFREDO BETTINI

Il centrosinistra ampio ha lavorato molto bene sulle candidature per le prossime elezioni regionali, importantissime. Propedeutiche a quelle politiche. Alla fine, Giani in Toscana, Ricci nelle Marche, Fico (sostenuto anche da De Luca) in Campania, Tridico in Calabria, Decaro in Puglia, sono davvero i candidati, rispetto agli altri, con più probabilità di vincere. Il risultato positivo è dovuto a tanti elementi diversi.

 

Tra i più importanti: la spinta unitaria di Elly Schelin; la responsabilità dell’insieme delle forze politiche; la qualità delle risorse umane messe in campo. Con l’ultima novità davvero positiva del parlamentare europeo Tridico.

 

DECARO SCHLEIN

Resta ancora in sospeso la conferma della presenza di Antonio Decaro. Egli ha posto come condizione la possibilità di poter esprimere con piena libertà la sua politica e il suo profilo di fronte agli elettori. Non per paura di essere sminuito da autorevoli presenze. Piuttosto per un’esigenza di chiarezza.

 

Si può condividere o meno la condizione posta. A me pare, naturale, giustificata e persino obbligata. Nulla toglie alla straordinaria storia di Vendola ed Emiliano, i due padri della rinascita della Puglia.

 

ANTONIO DECARO BALLA - 2

Tuttavia, quando si concludono lunghe e gloriose storie di gestione, di governo e di potere, il nuovo che avanza deve essere aiutato a “volare” in autonomia. Decaro è figlio della Puglia migliore, ma con lui si volta pagina.

 

Ora il tempo scorre. Decaro da mesi ha dato al Pd la disponibilità a lasciare l’Europa (dove lavora su questioni assai importanti), per combattere in Puglia. Tra ritardi, dilazioni, voci contrastanti (anche nel Pd), si è creato uno stato di confusione e si è prodotto un logoramento dello stesso candidato.

 

Il Pd non attenda oltre. Faccia il suo dovere. Esprima pubblicamente e ai più alti livelli la sua posizione. Definitiva. La questione è diventata nazionale. Giochi di sponda non risolvono ma ingarbugliano ulteriormente. Naturalmente il Pd può dire senza alcun problema sul suo candidato presidente e sui suoi dirigenti. Vendola è di un altro partito. Se ne può discutere solo nel tavolo della coalizione. Con il rispetto e l’accortezza che meritano tutti. Ho espresso questa mia opinione, dopo molti altri dirigenti del Pd. Ho ritenuto giusto farlo perché avverto la situazione, molto negativamente in bilico.

 

MICHELE EMILIANO NICHI VENDOLA

PIÙ FITTO IL PRESSING SU DECARO «SERVE UNITÀ, BASTA CON I VETI»

Estratto dell’articolo di Angelo Picariello per “Avvenire”

 

Nel centrodestra tutto tace, in attesa di un vertice dei leader per definire il caso Veneto e il quadro complessivo delle candidature (ora c'è addirittura chi ipotizza uno slittamento del tavolo a dopo le elezioni nelle Marche).

 

Nel centrosinistra si complicano situazioni che sembravano definite. Così a prendere la scena della campagna verso le Regionali d’autunno rimane la imbarazzante situazione del no opposto in Puglia da Antonio Decaro, l’ex sindaco di Bari (e presidente dell’Anci), alle candidature a consiglieri di Michele Emiliano e Nichi Vendola non lascia intravedere ancora una via d’uscita.

 

DECARO EMILIANO

Grana non da poco per Elly Schlein che proprio non vorrebbe perdere una Regione in cui il “campo largo” si presenta ampiamente favorito, salvo non complicarsi la vita da solo. La postura dei dem, già trapelata nei giorni scorsi, viene esplicitata da Francesco Boccia: «Senza unità (dell'alleanza progressista, ndr) non c'è alternativa. E, senza alternativa, la destra continuerà a usare i muscoli dei numeri per strozzare il confronto. Per questo vanno respinti i veti, che vanno superati in questi giorni in Puglia ».

 

In soldoni: se il no alla candidatura in Consiglio di Michele Emiliano può essere gestito in casa perché è un esponente dem, l'opposizione a Vendola creerebbe un problema politico nazionale con gli alleati, che il Pd vuole evitare a tutti i costi.

 

VINCENZO DE LUCA - ANTONIO DECARO - MICHELE EMILIANO

Tant’è che, a complicare il quadro, spunta un “piano B”: Decaro resterebbe a Strasburgo e sarebbe proprio Vendola a candidarsi per un ritorno da governatore. Anche perché in tal caso il veto su Emiliano in lista nel Pd cadrebbe, e si troverebbe la quadra in altro modo.

 

In tal modo, inoltre, verrebbe accontentata Avs, rimasta a bocca asciutta anche nella Calabria che sembrava di sua spettanza, dove invece la scelta è caduta sull’eurodeputato pentastellato Pasquale Tridico.

 

elly schlein

«Voglio essere chiaro: noi di Avs non abbiamo mai posto veti su Antonio Decaro. Anzi, confermiamo tutta la nostra stima nei suoi confronti. Se oggi nel dibattito pugliese si pone l’ipotesi di Nichi Vendola come candidato alla presidenza della Regione, lo si fa soltanto come eventualità nel caso in cui Decaro», dice Angelo Bonelli.  […]

schlein fratoianni bonelliLISETTA CAPRIATI - ANTONIO DECARO - ANNALISA MILZImichele emiliano e antonio decaro matteo ricci goffredo bettiniDECARO PIANTEDOSI

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