soldi manovra giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

IL GOVERNO TASSA LE BANCHE PER TAPPARE I BUCHI DI CHI EVADE IL FISCO - L’ESECUTIVO CHIEDE 5 MILIARDI DI EURO COME CONTRIBUITO STRAORDINARIO AGLI ISTITUTO DI CREDITO: UNA TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI PER PERMETTERE DI FINANZIARE LA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE VOLUTA DA SALVINI. UNA REGALO AGLI EVASORI CHE AVREBBE UN COSTO MOLTO PIÙ ELEVATO DEL MILIARDO DI EURO MESSO A DISPOSIZIONE DAL MEF - E SULLA MAZZATE ALLE BANCHE IL GOVERNO SI SPACCA ANCORA: SALVINI HA TROVATO LA SPONDA DELLA MELONI, MA NON DI TAJANI CHE CONSIDERA L’INTERVENTO ILLIBERALE…

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per www.editorialedomani.it

 

GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI

Il clima non è certo sereno, il rischio di scontro totale è sempre più alto: la trattativa del governo con le banche, per stabilire l’entità e la modalità del contributo da chiedere per la prossima manovra, sta diventando un braccio di ferro. […]

 

Sul tavolo l’esecutivo ha portato la richiesta di 5 miliardi di euro da prelevare come un contributo straordinario, una tassa sugli extraprofitti a tutto tondo […]

 

CARTELLE ESATTORIALI

L’Abi, l’associazione degli istituti di credito, ha cercato di ammorbidire le posizioni dell’esecutivo. L’idea era quella di riproporre il modello dello scorso anno. E ha sorpreso che il governo abbia chiesto cifre più alte e modalità diverse di fare cassa.

 

Di fronte alla prova muscolare, i vertici dell’Abi hanno messo in conto questa sera una riunione di urgenza per decidere come muoversi nel caso in cui l’esecutivo decidesse di forzare la mano fino in fondo nel Consiglio dei ministri.

antonio tajani 

 

Il testo della legge di Bilancio sarà approvato, salvo slittamenti, domani per essere poi trasmesso alla Camere entro la fine della prossima settimana.

 

Si capirà qualcosa di più.

Una delle opzioni allo studio dell’Abi è quella di denunciare l’incostituzionalità della norma, perché interverrebbe su profitti ottenuti sul mercato.  […]

 

L’offensiva anti banche è stata orchestrata politicamente dalla Lega di Matteo Salvini, alla ricerca delle risorse economiche per finanziare una rottamazione delle cartelle totale, così come aveva scritto il suo partito in una proposta di legge presentata in parlamento.

 

tassa sugli extraprofitti delle banche

Ma il condono fiscale, in quella maniera, avrebbe un costo molto più elevato del miliardo di euro messo a disposizione dal Mef per la prossima manovra. In sintesi, si tratta di un premio ai furbetti del fisco.

 

Salvini ha deciso di spingere, trovando la sponda di Fratelli d’Italia e in parte anche di Noi moderati. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aveva annunciato una misura ecumenica, all’insegna dell’accordo con le banche. Al momento del dunque, l’orientamento è stato diverso. L’obiettivo è pure politico: Fratelli d’Italia vuole portare agli elettori lo scalpo delle banche in campagna elettorale.

CARTELLE ESATTORIALI

 

L’unico partito della maggioranza davvero contrario al prelievo verso le banche è Forza Italia, che considera l’intervento illiberale. Una misura da «Urss» è la definizione data dal partito di Antonio Tajani, che però si trova in minoranza rispetto agli alleati. Gli azzurri si propongono per il ruolo di mediatori.

 

C’è infatti chi, in ambienti di maggioranza, prevede un ravvedimento nelle ultime ore, immaginando una chiusura del confronto con un contributo sui 2,5 miliardi di euro. Sarebbe, insomma, una strategia quella di Giorgetti & co.

CARTELLE ESATTORIALI

 

E, mentre il governo ingaggia il duello con le banche, nemmeno le imprese sono soddisfatte. Le audizioni degli organismi indipendenti in parlamento sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) non hanno lasciato spazio a interpretazioni. L’impatto sul Pil sarà invisibile per il 2026, «neutrale» per usare la terminologia tecnica, e di un +0,2 per il biennio successivo.

[…]

tassa sugli extraprofitti delle banche

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...