migranti ong

MAL DI MARE - IL GOVERNO STA PENSANDO A UNA LEGGE AD HOC PER FERMARE LE NAVI DELLE ONG CHE SALVANO E TRASPORTANO MIGRANTI - MA LE NUOVE NORME DEVONO ESSERE IN ARMONIA CON LA CONVENZIONE ONU DEI DIRITTI DEL MARE E CON LA CONVENZIONE DI AMBURGO… - IL RAPPORTO CON I MAGISTRATI SICILIANI E LE "IDEE" SU COME PROCEDERE PER IL SEQUESTRO DELLA SEA WATCH...

Marco Conti per “il Messaggero”

 

salvini toninelli

Un lavoro febbrile quello degli uffici legislativi dei ministeri dei Trasporti e dell' Interno. Obiettivo cercare, tra le maglie delle leggi esistenti, gli argomenti per fermare le navi delle Ong che salvano e trasportano migranti. Bloccare alcune navi definite «non inoffensive» dirette in Italia che «favorendo l'immigrazione clandestina potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale», sostengono al ministero dell' Interno dove si sta cercando di far leva sull' articolo 83 del codice della navigazione secondo il quale Il ministro dei Trasporti può limitare o vietare il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della navigazione e, di concerto con il ministro dell' Ambiente, per motivi di protezione dell' ambiente marino, determinando le zone alle quali il divieto si estende.

 

sea watch

Un'attività, quella in capo al ministro Toninelli, che esercita di concerto con il Viminale e con il ministero dell' Ambiente e che però si scontra con quanto trasportano le nave delle Ong che non sono qualificabili come mercantili e non trasportano scorie nucleari o merci rischiose.

 

La soluzione non è facile, al punto che al ministero di Porta Pia non si esclude la necessità di una legge ad hoc. Una sorta di decreto sicurezza 2 che rischia di creare altre tensioni tra Lega e M5S. Ma il problema è soprattutto come mettere insieme nuove norme che rendano più difficile alle Ong il salvataggio dei migranti con quanto prevedono gli accordi internazionali. In buona sostanza si tratta di norme che devono essere in armonia con la Convenzione Onu dei diritti del mare e con la Convenzione di Amburgo.

 

STEFANIA PRESTIGIACOMO SULLA SEA WATCH

La prima stabilisce che il passaggio in mare di navi nelle acque di un altro stato è consentito «finché non arreca pregiudizio alla pace» e «alla sicurezza dello Stato». Ma nell' elenco contenuto al secondo comma si inserisce anche la «violazione delle leggi sull'immigrazione vigenti nello stato costiero». La Convenzione di Amburgo del 1979 dice però che lo sbarco delle persone soccorse in mare deve avvenire nel «primo porto sicuro» sia in termini di rispetto dei diritti umani sia per vicinanza geografica.

 

sea watch

In attesa di novità che i due ministeri promettono a breve, lo sbarco dei migranti della Sea Watch conferma come non ci sia mai stato un provvedimento da parte del ministro competente (Toninelli), di chiusura dei porti. E' forse anche per questo che dal governo continuano ad arrivare ai magistrati siciliani idee su come procedere per arrivare o al sequestro della nave della Ong olandese o all' incriminazione dell' equipaggio.

 

IL BRINDISI

SEA WATCH

Ieri Salvini e Toninelli hanno nuovamente ringraziato il premier Conte per essere riuscito a mettere insieme sette Paesi europei (Francia, Germania, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Romania e, ovviamente, Italia), tutti di fede europeista e nessuno dei paesi di Visegrad che invece piacciono molto a M5S e Lega. Nel vertice di l'altro ieri notte a palazzo Chigi si è brindato per essere riusciti a sbrogliare la situazione e Conte si è detto anche fiducioso nella possibilità di costruire una sorta di cooperazione rafforzata tra i paesi europei più volenterosi che permetta la redistribuzione in automatico.

 

A Salvini però l'idea non piace molto. Obiettivo del ministro dell' Interno è bloccare del tutto gli sbarchi. Soprattutto non piace a Di Maio e Salvini l'idea di doversi mettere a sedere nello stesso tavolo di francesi e tedeschi. I primi perché colonizzatori. I secondi perché pensano si sfilarsi dalla missione Sophia.

 

sea watch

«L'Ue ha ceduto» e «i migranti saranno redistribuiti», ha twittato ieri il ministro Toninelli. In realtà la solidarietà è stata dei singoli Paesi anche perché non c' è un obbligo giuridico di redistribuzione dei migranti e le trattative sulla modifica del trattato di Dublino sono state fatte saltare proprio dall' Italia qualche mese fa. Resta ora da vedere entro quanti giorni i 47 migranti verranno portati nei sei paesi che si sono fatti avanti. Malta reclama ancora la mancata accoglienza da parte dell' Italia dei migranti salvati a inizio mese e che sarebbero dovuti essere accolti dalla comunità valdese.

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