CI SALVI IDD-IOR! - LA GRANDE RIFORMA DI PAPA BERGOGLIO PER ORA È UN MISTERO GAUDIOSO: LO IOR NON CHIUDERÀ E “FORNIRÀ SERVIZI FINANZIARI” - LO IOR SALVÒ LE DIOCESI IN ARGENTINA NEGLI ANNI DEL DEFAUL - IL PATRIMONIO DELLA SANTA SEDE LO GESTIRÀ L’APSA

M.Antonietta Calabrò per ‘Il Corriere della Sera'

La notizia, e anche la certezza, è che lo Ior non chiuderà. Dopo mesi di voci e illazioni - lo chiude? non lo chiude? - papa Bergoglio ha preso la sua decisione. Un bollettino della Santa Sede, diramato ieri mattina sine glossa , cioè senza commenti da parte della Sala stampa vaticana, ha reso noto che «il Santo Padre ha approvato una proposta sul futuro dell'Istituto per le opere religiose(Ior), riaffermando l'importanza della missione dello Ior per il bene della Chiesa Cattolica, della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano».

Quale proposta di riforma? Non è stata per il momento specificata. Né è stato comunicato se è stato messo a punto un nuovo Statuto o se alla base della riforma ci sono o ci saranno cambiamenti legislativi.

L'unico indizio è che «lo Ior continuerà a servire con attenzione e a fornire servizi finanziari specializzati alla Chiesa cattolica in tutto il mondo». Si tratta quindi di «fornire servizi» e non di gestire una parte del patrimonio del Papa e della Santa Sede, come fin qui è avvenuto in maniera mista. Il compito di gestire tutto il patrimonio (mobiliare e immobiliare) con ogni probabilità sarà assegnato all'Apsa. Ormai inoltre è chiaro che lo Ior nel sistema economico vaticano non sarà più un «solista», ma sarà incastonato dentro la più generale architettura delineata della nuova Segreteria per l'economia.

C'è un altro passaggio del bollettino che precisa l'ambito - ben definito e circoscritto - in cui dovranno essere resi i servizi finanziari: «I significativi servizi che possono essere offerti dall'Istituto assistono il Santo Padre nella sua missione di pastore universale e supportano inoltre istituzioni e individui che collaborano con lui nel suo ministero».
E questo ci fa capire le motivazioni profonde per cui Francesco ha «salvato» lo Ior.

Il Papa sa bene qual è l'importanza dell'Istituto per molte conferenze episcopali e ordini religiosi che lavorano in aree geopolitiche turbolente. Il blog «San Pietro e dintorni» ha rivelato che una speciale consulenza è stata resa al pontefice dal presidente della Fabbrica del Duomo di Milano, Angelo Caloja, che per vent'anni - dal 1989 al 2009 - è stato presidente dello Ior, dopo lo scandalo del crac del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

Il 3 aprile dell'anno scorso, incontrando Caloja in un'occasione pubblica, il Papa l'ha abbracciato, e gli ha detto: «Grazie, grazie per tutto quel che ha fatto per noi, durante il default dell'Argentina... Grazie». E in effetti lo Ior, all'epoca della grande crisi, ha salvato i fondi della diocesi di Buenos Aires. Il Papa ha detto a Caloja: «Venga a trovarmi». «Mi ha riconosciuto per quell'episodio lì, sono andato a vedere di salvare il salvabile», ha confidato Caloja agli amici.

Operativamente, sembra di intravedere due fasi. «Facendo seguito alla richiesta del cardinale-prefetto Pell» (il nuovo segretario per l'economia da pochi giorni in Vaticano), « il presidente del Consiglio di sovrintendenza, Ernst von Freyberg, e il management dello Ior porteranno a termine il loro piano al fine di assicurare che lo Ior possa compiere la sua missione come parte delle nuove strutture finanziarie della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano».

Il portavoce dello Ior (che ha espresso una forte soddisfazione per la decisione) ha annunciato che ciò avverrà entro l'inizio dell'estate. Poi sarà il G8 dei cardinali a valutare.
Il rispetto degli standard internazionali antiriciclaggio rimarrà cruciale. Ma il bollettino al riguardo parla di «adeguamento sostenibile».

 

Il torrione Niccolò V, sede dello Ior niccolovREGINA ELISABETTA PAPA FRANCESCO Putin e il Papa lo scorso novembre ERNEST VON FREYBERG ERNST VON FREYBERG

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...