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GRAZIA AR CAZZO! - SECONDO “DOMANI”, LA DOMANDA DI GRAZIA DI NICOLE MINETTI È PASSATA AL VAGLIO DELLA ZARINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO NORDIO – DOPO LA LETTERA DI FUOCO DEL COLLE AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA PER VERIFICARE LA “SUPPOSTA FALSITA’” DI ALCUNI ELEMENTI CONTENUTI NELL'ISTRUTTORIA, SONO STATE AVVIATE NUOVE INDAGINI DEL MINISTERO E DELLA PROCURA GENERALE DELLA CORTE DI APPELLO DI MILANO – “DOPO IL CASO COSPITO E LA VICENDA ALMASRI QUESTO DELLA GRAZIA A MINETTI È L'ULTIMO REGALO DELLA BARTOLOZZI”, SUSSURRA UNA FONTE A VIA ARENULA - SI FA AVANTI IL PD, CHE CHIEDE LE DIMISSIONI DELLO SPRITZZANTE MINISTRO DELLA GIUSTIZIA: "QUALORA EMERGESSE LA FALSITÀ DI ALCUNI ELEMENTI, SAREMMO DI FRONTE AL TRADIMENTO DEL RAPPORTO FIDUCIARIO ISTITUZIONALE CON IL QUIRINALE DA PARTE DEL MINISTRO NORDIO" - IL COSTITUZIONALISTA STEFANO CECCANTI, EX PARLAMENTARE DEM, AGGIUNGE: “È EVIDENTE CHE SE I PRESUPPOSTI DELL'ATTO DI GRAZIA FOSSERO INFONDATI, L'ATTO SAREBBE ANNULLABILE”

CASO MINETTI, PG MILANO IN ATTESA DELEGA PER ACCERTAMENTI ALL'ESTERO

NICOLE MINETTI

(ANSA) - MILANO, 27 APR - La Procura Generale di Milano è in attesa di una delega dal Ministero della Giustizia per ulteriori accertamenti, in particolare all'estero, sul caso di Nicole Minetti.

 

Lo si apprende in ambienti giudiziari milanesi, dopo le notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza.

 

CECCANTI: SE PRESUPPOSTI INFONDATI GRAZIA A MINETTI ANNULLABILE

(askanews) - "Posto che non è convincente il modello derivato dalla sentenza della Corte costituzionale che affida il potere di grazia al solo Presidente della Repubblica e l'istruttoria al ministro di Giustizia, è evidente che se i presupposti dell'atto di grazia fossero infondati l'atto sarebbe annullabile".

 

Lo sostiene il costituzionalista Stefano Ceccanti, ex parlamentare del Pd, a proposito della vicenda della grazia concessa a Nicole Minetti.

 

PD: CASO MINETTI SENZA PRECEDENTI, MELONI CHIEDA PASSO INDIETRO NORDIO

giuseppe cipriani e nicole minetti

(askanews) - "Cosa sta aspettando Giorgia Meloni a far fare un passo indietro al ministro Carlo Nordio? Non c'è più tempo da perdere: la sua permanenza al Ministero della Giustizia si sta rivelando estremamente dannosa e il dicastero appare privo di guida e controllo". Lo afferma Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd. "Quanto sta emergendo - aggiunge - è di una gravità inaudita.

 

La grazia è un istituto di massima delicatezza che non può essere gestito con istruttorie improprie o superficiali. Il caso Minetti rappresenta un fatto senza precedenti, con un supplemento di analisi richiesto dal Quirinale che segnala un livello di approssimazione e sciatteria a via Arenula mai visto prima. A meno che non emergano ulteriori elementi, su cui sarà necessario fare piena luce".

 

Continua la dirigente Pd: "Qualora emergesse la falsità di alcuni elementi sottoposti al Quirinale, saremmo di fronte a un segnale evidente di superficialità nella gestione di un procedimento di massima sensibilità costituzionale.

 

GIUSEPPE CIPRIANI E NICOLE MINETTI

Un atteggiamento che equivarrebbe al tradimento del rapporto fiduciario istituzionale con il Quirinale da parte del ministro Nordio, che rappresenta il vertice della nostra Repubblica e il garante della Costituzione. Sarebbe inaudito".

 

"Ma - conclude la Serracchiani - già il fatto che ne stiamo discutendo è estremamente grave: Meloni non può far finta di nulla. Le responsabilità politiche sono chiare e non si tratta di una questione tecnica, ma di una questione istituzionale e politica di primissimo piano. Non c'è più tempo da perdere: Nordio deve fare un passo indietro".

 

PG CASO MINETTI, CHIESTO AL MINISTERO VIA LIBERA PER NUOVE INDAGINI

giorgia meloni e carlo nordio alla camera foto lapresse

(ANSA) - ROMA, 27 APR - "Abbiamo avanzato la richiesta, come Procura generale, es siamo in attesa del ministero della Giustizia, di ricevere l'autorizzazione a svolgere ulteriori accertamenti sulla base di quanto sta emergendo".

 

Così all'ANSA il sostituto procuratore della Corte d'Appello di Milano, Gaetano Brusa, in merito al caso della grazia a Nicole Minetti e alla luce delle recenti notizie di stampa.

 

PROCURATORE CASO MINETTI, 'NON C'ERANO ANOMALIE, QUADRO ERA COMPLETO'

Carlo Nordio e debora serracchiani ad Atreju - foto lapresse

(ANSA) - ROMA, 27 APR - "Abbiamo acquisito i dati e svolto gli accertamenti che ci richiedeva il ministero. La procedura riguardante la richiesta di grazia ci è arrivata dal ministero a fine 2025. Sulla base di quanto chiesto, il quadro era completo e non emergevano dati anomali. L'acquisizione documentale è avvenuta attraverso i riscontri sanitari dei carabinieri". Così all'ANSA il sostituto procuratore della Corte d'Appello di Milano, Gaetano Brusa.

 

GIUSTIZIA AVVIA VERIFICHE SU CASO MINETTI, I PRIMI ESITI ENTRO 24 ORE

 

STEFANO CECCANTI

(ANSA) - ROMA, 27 APR - Il ministero della Giustizia ha avviato le verifiche richieste dal Quirinale in riferimento alle concessione della grazia a Nicole Minetti e un'eventuale primo esito potrebbe arrivare entro le 24 ore. A quanto si apprende, gli uffici di via Arenula stanno effettuando gli opportuni accertamenti con la procura generale della Corte di Appello di Milano da cui è arrivato il parere favorevole, non vincolante. Parere firmato da sostituto Gaetano Brusa, già presidente del tribunale di Sorveglianza di Genova.

 

GRAZIA A NICOLE MINETTI, UN CORTOCIRCUITO DI STATO: LA PRATICA AL MINISTERO GESTITA DA BARTOLOZZI

Estratto dell’articolo di Nello Trocchia per “Domani”

 

giusi bartolozzi e carlo nordio

L’ex moglie di Silvio Berlusconi, Veronica Lario, lo aveva definitivo un ciarpame senza pudore. Si riferiva alle notti del bunga bunga con protagonista l’allora presidente del Consiglio e alle scelte politiche che maturavano nelle fila dell’allora Pdl, il partito che teneva insieme Forza Italia e gli ex An. Sembrava una vicenda archiviata tra gli scheletri della seconda Repubblica, ma di quei fantasmi bisogna ancora occuparsi.

 

Nicole Minetti candidata ed eletta nel consiglio regionale lombardo è stata il simbolo di quella stagione. Ora a distanza di anni, torna di nuova protagonista mandando in tilt le più alte istituzioni del paese. A metà pomeriggio è il Quirinale a riaprire un caso che sembrava chiuso: la decisione di concederle la grazia, un atto di clemenza per la necessità di prendersi cura del bambino afflitto da una grave malattia.

 

SERGIO MATTARELLA GIORGIA MELONI 25 APRILE

Ma è proprio la storia che ruota attorno al figlio che solleva molti interrogativi. Il comunicato vergato dall’ufficio stampa del Colle manda in subbuglio gli uffici e i dipartimenti del ministero della Giustizia. Le parole sono un chiaro allarme, lanciato dopo gli articoli del Fatto Quotidiano che ha sollevato la questione e pesanti dubbi sull’intero iter, con una perentoria richiesta di chiarimenti.

 

«In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa», si legge nella nota.

nicole minetti 2

 

Così il ministero della Giustizia si è subito attivato facendo sapere che già nelle prossime 24 ore dovrebbero arrivare risposte, sono in corso le verifiche di incartamenti e documentazione allegata alla richiesta di clemenza.

 

Una richiesta che è stata vagliata da Giusi Bartolozzi, un passato da deputata forzista, ora giudice a Roma dopo la burrascosa avventura da capo di gabinetto del ministro Nordio con seguito di dimissioni dopo la sconfitta referendaria e protagonista di molte delle vicende più discusse che hanno tenuto banco in questi anni di governo Meloni: dal caso Cospito a quello Almasri.

 

meloni nordio

«Questo della grazia a Minetti è il suo ultimo regalo», sussurra più di qualche fonte a via Arenula. Bartolozzi non ha lasciato un buon ricordo da quelle parti. Nei fatti si è limitata a visionare l’incartamento, a chiedere accertamenti alla procura generale di Milano che li ha esperiti dando un parere positivo non vincolante. Lei contattata da Domani ha risposto così: «Gentile signore non so chi sia lei e neanche Domani». Insomma, non ha voluto commentare.

 

«Abbiamo acquisito i dati e svolto gli accertamenti che ci richiedeva il ministero. La procedura riguardante la richiesta di grazia ci è arrivata dal ministero a fine 2025. Sulla base di quanto chiesto, il quadro era completo e non emergevano dati anomali. L'acquisizione documentale è avvenuta attraverso i riscontri sanitari dei carabinieri», ha fatto sapere il sostituto procuratore della Corte d'Appello di Milano, Gaetano Brusa, in merito al caso della grazia a Nicole Minetti.

 

NICOLE MINETTI

Ora i magistrati lombardi sono in attesa di ricevere l'autorizzazione dal ministero per svolgere ulteriori accertamenti sulla base di quanto sta emergendo. Di certo c’è che Minetti ha mandato nuovamente in subbuglio i palazzi, dalla procura al ministero, questa volta coinvolgendo anche il colle più alto.

 

Fonti presidenziali hanno fatto sapere che il capo dello Stato non dispone di autonomi strumenti indagine per accertare fatti, il ministero della Giustizia è competente in via esclusiva a svolgere l'attività istruttoria in merito alle domande di grazia, come sancito dalla Corte Costituzionale (sentenza numero 200 del 2006). In pratica la presidenza della Repubblica non dispone di propri strumenti d’indagine.

 

[...]

 

 

I dubbi, sollevati dal Fatto, riguardano la nuova vita di Nicole Minetti, i trascorsi del compagno, l’imprenditore Giuseppe Cipriani, con Jeffrey Epstein, l’iter sanitario seguito dal bambino, ma anche la misteriosa scomparsa della madre biologica del piccolo, al quale si aggiunge l’ultimo mistero: l’avvocata che difendeva quella madre è morta carbonizzata insieme al marito, anche lui legale. I dubbi sollevati riguardano anche l’iter di affidamento del minore alla coppia Minetti-Cipriani.

 

carlo nordio e giusi bartolozzi

Dubbi, appunti, che iniziano nelle prime dopo la pubblicazione dell’inchiesta del Fatto Quotidiano, così il Quirinale è costretto a intervenire sul caso. Era l’11 aprile. «La concessione dell’atto di clemenza – in favore del quale si è espresso il competente Procuratore generale della Corte d’appello in un ampio parere - si è fondata anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati.

 

La normativa a tutela dei dati sensibili dei minori non consente di rendere noti dettagli sulle condizioni di salute del minore», si leggeva in una nota dell’ufficio stampa del Quirinale. Adesso, però, tutto è tornato in discussione.

 

CARLO NORDIO E GIUSI BARTOLOZZI

Minetti era stata condannata in via definitiva a un anno e un mese per peculato e a due anni e dieci mesi per induzione alla prostituzione nell'ambito del processo Ruby bis. La grazia ha chiuso i suoi conti con la giustizia. Almeno per il momento. [...]

 

LA SCOMPARSA DI MARIA DE LOS ANGELES GONZALEZ COLINET

 

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