1. GRILLO SUL GRULLO: ‘’MEZZA GIORNATA LA SETTIMANA DI VOLONTARIATO PER 300 MILIONI DI EVASIONE FISCALE È UN AFFARE, È UN INVESTIMENTO, DOVREMMO FARLO ANCHE NOI’’ 2. HA INFATTI L’OBBLIGO DI STARE IN CASA DALLE 23 ALLE 6, NON FREQUENTARE PREGIUDICATI, NON ESPATRIARE. E DI “RELAZIONARSI CON L’ASSISTENTE SOCIALE DESIGNATO” 3. LUI SOGNA DI ESSERE AFFIDATO A SE STESSO, DI SVOLGERE IL SERVIZIO SOCIALE A CASA PROPRIA, NEL SUO PARCO DI ARCORE, O IN QUELLO ANCOR PIÙ BELLO DI MACHERIO. E’ IN QUESTI LUOGHI BUCOLICI CHE L’EX CAV HA SCRITTO DI VOLER SVOLGERE IL SUO AFFIDAMENTO IN PROVA AI SERVIZI SOCIALI, COSTRUENDO UNA STRUTTURA, CHE DUNQUE ANCORA NON ESISTE, DI PROPRIETÀ DI UNA FONDAZIONE INTESTATA AI FIGLI 4. PIU’ PROBABILE CHE SCONTI LA PENA A CESANO MADERNO, MEZZ’ORA DI MACCHINA DA ARCORE. LÀ C’È UN’ANTICA CASA DI RIPOSO, CHE FA PARTE DELLA GALASSIA DELLA FONDAZIONE MONTE TABOR, CREATA DA DON VERZÈ, COME L’OSPEDALE SAN RAFFAELE

1. GRILLO: «MEZZA GIORNATA DI ASSISTENZA, UN AFFARE»
Da ‘La Stampa'

«Mezza giornata la settimana di volontariato per 300 milioni di evasione fiscale è un affare, è un investimento, dovremmo farlo anche noi». Così Beppe Grillo, nel corso del suo spettacolo a Bologna, ha ironizzato sull'attesa sentenza del tribunale di Milano sulle misure cautelari per Silvio Berlusconi. Grandi risate tra il pubblico che gremiva il teatro.

2. SERVIZI SOCIALI DALLA PROCURA SÌ A BERLUSCONI
Paolo Colonnello per ‘La Stampa'

Lui sogna di poter essere affidato nel suo curatissimo e immenso parco ai confini di Arcore, o magari in quello ancor più bello di Macherio, lasciato libero l'anno scorso dalla sua ex moglie Veronica Lario. E' in questi luoghi bucolici e di antiche memorie infatti, che Silvio Berlusconi ha scritto di voler svolgere il suo affidamento in prova ai servizi sociali, costruendo una struttura, che dunque ancora non esiste, di proprietà di una fondazione intestata ai figli.

Insomma, sogna di essere affidato a se stesso. Ma il sogno di Silvio per ora sembra avverato solo a metà: perché se è vero che anche il pg Antonio Lamanna , nell'udienza di ieri al tribunale di sorveglianza, si è limitato a un generico parere favorevole per l'affidamento in prova ai servizi sociali dell'ex Cav, senza indicare dunque specifiche alternative alla proposta dei suoi legali, è altrettanto vero che ora dovranno decidere i giudici.

E non è detto che accolgano in pieno tutti i desiderata di Berlusconi. Tradotto in parole povere significa insomma che, mentre è da escludere con certezza che possano dargli gli arresti domiciliari (ma questo, in fondo, non è mai stato davvero in discussione), non è sicuro che accolgano la sua richiesta di svolgere il servizio sociale a casa propria.

O meglio, in villa. Sia Arcore o Macherio, dove secondo le ultime indicazioni dell'ex Cav, sarebbe presto dovuto sorgere un «centro terapeutico ospedalizzato» per disabili mentali e fisici che lui, uscendo dai saloni della villa e tra una riunione e l'altra per la campagna elettorale, avrebbe voluto «motivare» per restituire loro la speranza di guarire.

Un'intenzione nobile quella di "motivatore di disabili". Ma come si sa, le strade per l'Inferno sono lastricate di buone intenzioni, e dunque tra i giudici potrebbe prevalere l'idea di optare per un affidamento in una struttura più "istituzionale" e già operante, ovvero fuori da casa sua. C'è anche da considerare che il centro terapeutico immaginato da Berlusconi ancora non esiste e dovrebbe essere perciò costruito. Si trattasse anche di pochi mesi, vorrebbe dire che in tutto quel periodo il "detenuto Berlusconi Silvio" non avrebbe impegni sociali se non quelli della propria campagna elettorale che ovviamente potrà comunque svolgere.

Anche questo infatti è stato un tema mai messo in discussione dai giudici. E' noto che l'attività di Berlusconi sia quella ormai prevalentemente di leader politico, un "mestiere" attinente a quelle libertà dell'individuo come la manifestazione del pensiero, che nemmeno l'interdizione a due anni dai pubblici uffici e quindi l'impossibilità di candidarsi personalmente o di essere eletto, può impedire. Dunque non è stato nemmeno argomento di discussione durante l'udienza.

Quindi i giudici potrebbero a questo punto riprendere in considerazione la proposta indicata nella relazione dell'Ufficio dell'esecuzione penale esterna, dove gli assistenti hanno individuato come struttura adatta per "il detenuto Berlusconi" un centro di recupero per anziani e disabili nell'hinterland milanese. Alternativa che ha fatto inorridire e deprimere Berlusconi, abituato, come si sa, a circondarsi di giovani fanciulle. Ma sarebbe almeno una scelta dei giudici. Con un impegno probabilmente simile a quello indicato dall'Uepe, cioè una volta alla settimana per cinque-sei ore, indifferentemente o di mattino o di pomeriggio.

E dunque? Nessuno lo sa, per ora. I giudici infatti, dopo un'udienza durata all'incirca tre quarti d'ora e letteralmente assediata dai giornalisti, sono in pratica scomparsi riservandosi di decidere entro i 5 giorni previsti per legge. Una quantità di tempo in realtà elastica, che potrebbe protrarsi anche più a lungo (fino a 15 giorni, ha spiegato il presidente del tribunale Pasquale Nobile De Santis), oppure venire decurtata improvvisamente. Perché, di solito, un orientamento sul destino del detenuto viene preso subito dopo l'udienza in camera di consiglio, che ieri si è protratta per mezz'ora dopo che legali e pg avevano lasciato l'aula al pian terreno del palazzaccio. Entro martedì, probabilmente, la sentenza.

3. I SERVIZI, DALLA CASCINA ALL'OSPIZIO
Piero Colaprico per ‘La Repubblica'

L'udienza del tribunale di sorveglianza è finita, le carte sono sul tavolo dei giudici, ma i dubbi restano. Berlusconi potrebbe scontare la pena con una misura alternativa
alla detenzione. A Cesano Maderno, mezz'ora di macchina da Arcore. Là c'è, tra i vari posti, un'antica casa di riposo, che fa parte della galassia della Fondazione Monte Tabor, creata da don Luigi Verzè, come l'ospedale San Raffaele.

E anche se il sacerdote è scomparso, nel pieno dello scandalo che ha travolto anche l'ex presidente della Regione Roberto Formigoni, quella potrebbe essere una meta. Così come una cascina proprio ad Arcore, che il settantottenne condannato potrebbe contribuire a «risanare», ampliare, e ha la «mission» di aiutare persone con forti disagi psichici.

Sono i giudici, in questi giorni, da cinque a quindici, a dover valutare le alternative, tenendo presenti tutti i fattori. Per capire dunque quale sarà la possibile «agibilità politica» di Silvio Berlusconi, se potrà o meno partecipare alla campagna elettorale per le europee, bisognerà partire dal decreto di affidamento in prova al Servizio sociale, che è un ufficio istituzionale. E leggere il «programma di trattamento». Che tiene conto di due spinte.

La prima è che va favorito e non ostacolato il reinserimento del condannato, la seconda è che il condannato deve essere «in qualsiasi momento reperibile e controllabile». Proviamo a tradurre nella quotidianità il tutto.

È possibile che Silvio Berlusconi possa attivarsi a favore delle vittime del reato, e risarcire la collettività per la sua frode fiscale andando un solo pomeriggio la settimana a Cesano Maderno o ad Arcore? Certamente sì. È anche la qualità del lavoro che conta: saranno le valutazioni di chi lo seguirà ed effettuerà controlli periodici o a sorpresa - e cioè probabilmente la stessa direttrice dell'Uepe, Severina Panariello - a stabilire se Berlusconi sta «risarcendo», oppure se sta ciurlando nel manico.

Nel resto della settimana, Berlusconi avrà alcune limitazioni di orario (non uscire prima delle 6 o 7, non rincasare dopo le 22), di frequentazioni, di luogo. Può fare «cose legittime», come andare in palestra, vedere la famiglia, lavorare, anche se, in teoria, non potrebbe sconfinare oltre la Lombardia.

In passato, sia a camionisti, sia a manager, sia a politici, è stato permesso di viaggiare, anche all'estero. Ogni autorizzazione viene chiesta però dal condannato (alcuni giorni prima, necessari alla burocrazia) e concessa o negata dal giudice (uno solo, Beatrice Crosti, competente per la lettera B al tribunale di sorveglianza di Milano, che non ha solo l'ex premier a cui badare, ma almeno un centinaio di casi).

La «deroga alle regole ordinarie» non avviene senza alcune prescrizioni precise, perché in qualsiasi momento il giudice può far controllare se il condannato stia dove ha dichiarato d'essere, o come si è spostato (bus, auto, aereo), e se non è accompagnato da pregiudicati.

Lo schema è questo. Se Berlusconi ha in mente di organizzare un comizio a Trapani, deve sempre chiedere: mi autorizzate? Sono libero di fare così e cosà? Posso andarci con questi mezzi? Non rispettare una prescrizione a volte può diventare un problema serio: in Italia, una media di circa il 3, 4 per cento perde ogni anno il beneficio del Servizio Sociale.

 

 

GRILLO A ROMAVilla di MacherioBERLUSCONI AI SERVIZI SOCIALI BERLUSCONI AI SERVIZI SOCIALI BERLUSCONI AI SERVIZI SOCIALI image image EDOARDO BARALDI BERLUSCONI E LE NONNE EDOARDO BARALDI BERLUSCONI CASA DI RIPOSO EDOARDO BARALDI BERLUSCONI CASA DI RIPOSA BADANTE BERLUSCONI BADANTE

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