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GUERRE DI CARTA SUI MIGRANTI - "LA VERITA'" SBERTUCCIA “REPUBBLICA” CHE SCOPRE L'EMERGENZA MIGRANTI - IL QUOTIDIANO DI LARGO FOCHETTI FA SAPERE CHE A OTTOBRE GLI SBARCHI IN ITALIA SONO RADDOPPIATI RISPETTO AL 2021 E CHE PER FINE ANNO SI POTREBBE SUPERARE LA QUOTA DI 100 MILA MIGRANTI ARIVATI, DATO CHE NON SI RAGGIUNGEVA DAL 2017 – DOPO AVER RIPETUTO CHE IL GOVERNO MELONI SOFFIAVA SULLA PAURA, CREANDO UN’EMERGENZA INESISTENTE, ORA LA LINEA DI "REP" È DIMOSTRARE CHE, ANCHE SENZA LE NAVI DELLE ONG, GLI SBARCHI CONTINUANO E CHE IL GOVERNO NON HA ALCUN PIANO… 

1 - «REPUBBLICA» SCOPRE IL PROBLEMA DEI MIGRANTI

Da “La Verità”

 

GIORGIA MELONI MATTEO PIANTEDOSI

Fino a due giorni fa, a leggere Repubblica, c'era un governo populista che fabbricava paure costruendo emergenze. I numeri smentivano qualunque allarme in Italia, tutto serviva al governo come arma di distrazione. Poi, di colpo, ieri uno prendeva lo stesso quotidiano e scopriva in apertura di testata il «boom di sbarchi» dalla Libia. Pagina 2: «Mille sbarchi al giorno». Pagina 3: «Divisa e fuori controllo, la Libia è una polveriera». Pagina 4, intervista a Soumahoro. L'inchiesta? No, per quella basta un rigo. Titolo: «Bisogna coinvolgere l'Africa». E oggi? «Aiutiamoli a casa loro?».

 

 

2 - MILLE SBARCHI AL GIORNO MA LE ONG SONO FERME GOVERNO SENZA UN PIANO

Estratto dell'articolo di Alessandra Ziniti per “la Repubblica”

 

geo barents catania big

C'è un numero, 15.374, quello degli sbarchi nelle ultime tre settimane in assoluta assenza di Ong nel Mediterraneo, due su tre con grandi pescherecci partiti dalla Libia orientale, che imbarazza il governo perché rischia di demolire il senso della crociata contro la flotta umanitaria.

 

E ce n'è un altro, 50.000, quello degli arrivi complessivi dalla Libia, che preoccupa perché è la cartina di tornasole di quanto, a fronte degli appena rinnovati accordi e finanziamenti al governo di Tripoli, l'Italia non abbia più da tempo interlocutori affidabili dall'altra parte del Mediterraneo. Un terzo numero, 19.113, quello degli egiziani approdati in Italia (che superano i tunisini da anni in testa alle nazionalità di chi riesce ad arrivare), conferma i timori che ormai si fanno strada da mesi: è dalla Cirenaica, dalle spiagge al confine tra Libia ed Egitto, che i trafficanti di uomini fanno partire a ritmo sempre più intenso grandi barconi con 5-600 persone a volta che riescono ad arrivare fino alla zona Sar italiana assicurandosi poi il soccorso della guardia costiera italiana e lo sbarco nei porti siciliani o calabresi.

 

LE ROTTE DEI MIGRANTI VERSO L ITALIA

Perché questa pressione crescente sull'Italia? Ad ottobre gli sbarchi sono stati praticamente il doppio del 2021, a novembre nonostante il maltempo non c'è stato un solo giorno senza arrivi. Scenari e numeri a fronte dei quali l'ambizione del governo Meloni di «governare e non subire i flussi», come dice il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, non è supportata da alcuna strategia se non quella di bloccare le Ong.  Che - vale ricordarlo - nel 2022 hanno portato in Italia solo 10.276 persone delle 93.629 sbarcate. […]

 

Nord Africa fuori controllo?

Prima di mettere nero su bianco le proposte che venerdì Piantedosi porterà ai ministri dell'Interno europei convocati dalla Commissione in seduta straordinaria, è ai responsabili dei Servizi che la Meloni ha chiesto una previsione concreta di quello che l'Italia deve attendersi per i prossimi mesi. La prospettiva di chiudere l'anno superando quota 100.000 sbarchi ( come non avveniva dal 2017) sembra ormai certa.

 

geo barents sbarco migranti

E del tutto evidente è che non basta sventolare il vessillo del ritorno della politica dei porti chiusi alle Ong per frenare i flussi. Che, a dispetto del fantomatico rapporto di Frontex che nessuno ha mai visto, non risentono della presenza in mare delle navi umanitarie e sono invece decisamente mossi dalle sempre più difficili condizioni di vita nei Paesi di origine dei migranti e dall'instabilità dei governi di un Nord Africa che appare sempre più fuori controllo. Dalla Libia, alla Tunisia, all'Egitto, l'Italia fa evidentemente fatica a trovare interlocutori affidabili a cui chiedere di fermare le partenze ormai sempre più spostate verso la Cirenaica.

 

L'idea del governo di un Piano Mattei per l'Africa è al momento niente di più che una nebulosa. Difficile dunque presentarsi in Europa pretendendo rigore contro le Ong e responsabilità degli Stati di bandiera in assenza di qualsiasi strategia immediata per affrontare il vero nocciolo della questione. […]

 

I nuovi arrivi dall'Ucraina

piantedosi salvini meloni

E poi c'è l'inverno ormai arrivato in Ucraina e il timore che la prospettiva di una guerra ancora lunga in condizioni di vita sempre più proibitive possano muovere un'altra ondata di profughi verso quei Paesi che già adesso sostengono il peso maggiore dell'accoglienza, Polonia e Germania su tutti ma anche l'Italia che ha già superato la quota di 150.000 rifugiati prevista dal governo Draghi.

 

Movimenti di decine di migliaia di persone sullo scacchiere europeo che rischiano di condurre la trattativa tra i 27 Stati Ue al solito impasse. Soprattutto se i numeri dimostrano che l'Italia non è alle prese con nessuna emergenza immigrazione.

MIGRANTI IN UN CAMPO DI DETENZIONE IN LIBIAMELONI MIGRANTIgiorgia meloni matteo piantedosi migranti scendono dalla nave rise above a reggio calabria 2migranti scendono dalla nave rise above a reggio calabria 7migranti scendono dalla nave rise above a reggio calabria 6geo barents catania 3

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