I GIUDICI SCATENANO UNA BUFERA SUL MINISTRO SEVERINO PER LA NUOVA CONCUSSIONE: “CON LA NUOVA NORMA IL PROCESSO RUBY È IN PERICOLO” - ALLA PROCURA DI MILANO SONO TUTTI D'ACCORDO CON DI PIETRO: “È UN INCIUCIO PD-PDL” - LE PENE E I TEMPI DI PRESCRIZIONE DIMINUISCONO, MA I BERLUSCONIANI VORREBBERO DI PIÙ, CAMBIANDO IL TESTO DEL REATO - E VISTO CHE SIA LA SEVERINO CHE IL PD NON SONO D'ACCORDO, SI TEME L'AGGUATO DEL PDL IN AULA...

Liana Milella per "la Repubblica"

A Milano, in procura, sulla nuova concussione la pensano come Antonio Di Pietro. E sono in allarme. Più si avvicina il voto sul ddl anti-corruzione e più si preoccupano. Già vedono in pericolo il processo Ruby. Comunque in balia degli argomenti causidici della coppia Ghedini-Longo, i due avvocati di Berlusconi. Tutta colpa del Pd e di Severino dicono. I Democratici, per primi, ipotizzarono di dividere in due il delitto di concussione. Il Guardasigilli Paola Severino ha fatto il resto, inventando il 319-quater del codice penale, l´induzione indebita a dare o promettere utilità.

Severino, in veste di giurista, ne va pure fiera. Cita i colleghi professori - da Carlo Federico Grosso a Emilio Dolcini, da Francesco Palazzo ad Antonio Fiorella - che escludono il colpo di spugna. Di Pietro la pensa all´opposto. E pure in modo tranchant: «Norma criminogena di un governo neo-berlusconiano». Peggio: «Si muovono sulla falsariga di quanto fece Berlusconi nel ´94 per fermare Mani pulite». Nel merito: «Si cancella la concussione e la dazione ambientale, Tangentopoli non sarebbe esistita».

Il Pd gli gira le spalle. «Non esiste, lui sbaglia» dice Donatella Ferranti. «Severino è stata più brava di noi, ha scritto una norma che è in continuità con la precedente concussione. C´è solo la pena inferiore, e quindi una prescrizione più bassa, ma il processo va avanti». Anziché 4-12 anni si passa dai 3 agli 8 e il processo si estingue in dieci invece di 15 anni. E già non è poco. Se riferisci a Milano le tesi del Pd la stroncatura è netta: «Inciucio Pd-Pdl».

Le motivazioni, invece, assai semplici: un nuovo reato, condotte diverse, doppia punibilità, per chi induce e chi è indotto, quindi una fattispecie che cambia radicalmente. «Non c´è più continuità» dicono a Milano. «C´è sempre» ribattono in via Arenula. Da avvocato, Gian Luigi Pellegrino chiosa: «Il nuovo reato produrrà una battaglia legale senza precedenti, frenerà il processo, e francamente sono ancora qui a chiedermi il perché di questa inspiegabile modifica. Bastavano due righe in coda al vecchio reato per punire anche l´indotto. Per non parlare delle prescrizioni, così se ne produrrà una marea».

Eppure il Pdl non è ancora soddisfatto. Vuole di più. Non gli basta terremotare il processo, lo vuole azzerare proprio. Non gli basta la mano tesa di Severino, pretende ancora di più. Per questo ostacola la fiducia. Spera di strappare qualcos'altro. Con un trucco, rendere il più possibile diverso il nuovo reato rispetto al vecchio. Divenuta impossibile la trovata di Francesco Paolo Sisto (concussione solo con denaro o altra utilità «patrimoniale») ecco che ieri ha fatto il suo ingresso in scena un avverbio.

Lo propone al Pd e a Severino il pidiellino Enrico Costa: laddove nel testo è scritto che il pubblico ufficiale induce taluno a dare o promettere «indebitamente» denaro, il deputato di Mondovì chiede di mettere «illecitamente». Basta questo e il gioco è fatto, visto che nel vecchio testo della concussione c´è l´avverbio «indebitamente». Nessuna continuità tra vecchio e nuovo reato, come sostiene il Pd, quindi processo di Milano da rifare. Costa viene stoppato subito. Dice no il Pd, ma dice no in modo reciso pure Severino. Che nel giorno in cui il Pdl le dà filo da torcere sui magistrati fuori ruolo, decide di esprimere parere negativo sulla salva-Silvio formulata da Sisto.

In queste ore i berlusconiani stanno valutando la situazione col bilancino. Ragionano intorno al seguente interrogativo: se è meglio ottenere una legge non proprio perfetta, ma comunque spendibile, o se non è preferibile un voto a sorpresa. Basterebbe dire sì alla fiducia, ma poi far mancare i consensi quando arriva la consultazione in aula sul provvedimento. Più di un segnale consente di ipotizzare che la voglia di un agguato si stia materializzando.

Troppi i dissensi, anche autorevoli. L´ex legale del Cavaliere Gaetano Pecorella ha già detto che non voterà nemmeno la fiducia. Un altro avvocato, Maurizio Paniz, ha ufficializzato il suo niet sul traffico d´influenze («Non voto una norma generica e non tipizzata»), in tanti mal vedono l´aumento delle pene. Gli ordini di Berlusconi non hanno più la forza di prima, ma contro i giudici coalizzarsi è facile.

 

 

PAOLA SEVERINO E MARITO PAOLA SEVERINO ghedini longo large SILVIO BERLUSCONI IN TRIBUNALE A MILANO GAETANO PECORELLA Maurizio Paniz ADS

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…