carlo maria viganò papa francesco

I SITI CATTOLICI CONSERVATORI FANNO SCOPPIARE SCANDALI? NON EVITIAMO GLI SCANDALI, CENSURIAMOLI! L'IDEA DEL VATICANO È ''CERTIFICARE'' I SITI CATTOLICI, ''PER CONTRASTARE LA DIFFUSIONE DI FAKE NEWS SULLA CHIESA''. CIOÈ QUEI SITI CHE PER ESEMPIO HANNO DIFFUSO IL MEMORIALE DI VIGANÒ, AL QUALE IL PAPA DEVE TUTTORA RISPONDERE E AL QUALE HANNO SEGUITO LE 'DIMISSIONI SPINTANEE' DI VESCOVI E CARDINALI (COSÌ FAKE NON DOVEVA ESSERE...)

 

Riccardo Cascioli per ''il Giornale''

 

 

carlo maria vigano

Un ufficio per «gestire sistemi di certificazione dei siti cattolici, per contrastare la diffusione di fake news riguardanti la Chiesa». È l' inquietante richiesta contenuta nel documento finale del Sinodo sui giovani.

Sembra l' ultimo tassello di una guerra sotterranea contro i siti accusati di criticare papa Francesco e alcuni suoi collaboratori, particolarmente attivi nel promuovere cambiamenti della dottrina.

 

Neanche un' idea particolarmente nuova visto che si riallaccia idealmente a una tradizione della Chiesa, ovvero quell' Indice elenco dei libri proibiti restato in vigore dalla metà del XVI secolo alla metà del XX. Con una fondamentale diversità: l' Indice si giustificava con la necessità di preservare il popolo cattolico dalle eresie che si diffondevano più facilmente con l' invenzione della stampa. Oggi invece la censura vorrebbe colpire proprio chi richiama all' ortodossia e non si allinea al «nuovo corso della Chiesa», fatto di «sorprese» che contraddicono quanto è stato creduto e vissuto per duemila anni.

 

donald wuerl theodore mccarrick

Non per niente l' origine di questa «guerra ai siti» si può far risalire all' esortazione apostolica Amoris Laetitia (marzo 2016) che diversi episcopati hanno interpretato come il via libera alla comunione per i divorziati risposati, con l' assenso della corte di papa Francesco. La gravità della questione si tratta di mettere in discussione, con il matrimonio, l' intera morale cattolica aveva spinto quattro cardinali (Caffarra, Meisner, Burke, Brandmuller) a porre cinque domande dirette al Papa (i cosiddetti Dubia).

 

Non ricevendo alcuna risposta, i cardinali consegnarono quei Dubia ad alcune testate online (in Italia La Nuova Bussola Quotidiana e Settimo Cielo, il blog di Sandro Magister). Scelta non casuale visto il conformismo della stampa cattolica ufficiale, già protesa nel sostegno a qualsiasi rivoluzione dottrinale. Altri siti, nel luglio 2017 hanno invece pubblicato e sostenuto una «correzione filiale», firmata da teologi, sacerdoti e intellettuali, in cui si metteva in guardia il Papa dal permettere il diffondersi di eresie.

kevin farrell

 

Nel settembre 2017 è toccato poi al cardinale guineano Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto divino, affidare un suo importante documento ad una testata online ancora La Nuova Bussola Quotidiana per correggere le azzardate interpretazioni sulla traduzione dei testi liturgici seguite al Motu Proprio del Papa, Magnum Principium. Ma un mese dopo, con un gesto senza precedenti, papa Francesco imponeva al cardinale Sarah di fare pubblicare dallo stesso sito internet la sua risposta che sostanzialmente sconfessava l' interpretazione del cardinale.

CARDINAL ROBERT SARAH

 

Proprio quest' ultimo provvedimento lascia capire come il lavoro di certe testate online, che i vertici della Chiesa non possono controllare, disturbi il manovratore. Invece di prendere atto della confusione e del malessere che c' è nei fedeli e anche in tanti consacrati a causa delle forzature dottrinali che un certo progressismo vuole imporre, in Vaticano si è preferito buttarla sul «politico», parlando di sacche di resistenza conservatrice a una presunta primavera della Chiesa che questo pontificato sta facendo sbocciare.

 

È la narrazione accreditata anche da papa Francesco quando nel gennaio scorso ha incontrato i gesuiti durante il suo viaggio in Cile e Perù, colloquio pubblicato dalla Civiltà Cattolica: «Per salute mentale io non leggo i siti internet di questa cosiddetta resistenza.

So chi sono, conosco i gruppi, ma non li leggo. Se c' è qualcosa di molto serio, me ne informano perché lo sappia».

 

PAPA FRANCESCO E IL CARDINALE CAFFARRA

Ma quella dei siti che fanno resistenza è evidentemente una spina nel fianco, tanto che è stato riservato loro un posticino anche nell' ultima esortazione apostolica di papa Francesco, la Gaudete et exsultate, dove si accusa alcuni cristiani di «partecipare a reti di violenza verbale mediante internet», e si afferma che «persino nei media cattolici si possono eccedere i limiti, si tollerano la diffamazione e la calunnia, e sembrano esclusi ogni etica e ogni rispetto per il buon nome altrui».

 

Nel frattempo la battaglia si è spostata sullo scandalo degli abusi sessuali e delle lettere di monsignor Carlo Maria Viganò, ex nunzio negli Stati Uniti, che ha chiamato in causa diversi prelati e lo stesso papa Francesco per aver volutamente ignorato la gravità delle accuse contro il cardinale Theodore McCarrick.

IL CARDINALE CARLO CAFFARRA

 

La corte papale che può contare sul sostegno dei principali media laici oltre che di Avvenire - cerca di ridurre il tutto a un problema di clericalismo, mentre i siti internet «incriminati» danno ampio spazio a chi sostiene che la radice del problema stia nell' omosessualità tollerata e addirittura favorita ai vertici della Chiesa. La battaglia si fa dunque sempre più dura e per questo i media che sostengono la rivoluzione dottrinale cercano di delegittimare i siti indipendenti, che ultimamente cominciano non a caso ad essere definiti «sedicenti cattolici». Ecco dunque che si spiega meglio quella voglia di censura che certamente avrà un seguito.

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...