andrea bacci matteo renzi piero amara

I VERDINI NON SI SONO INVENTATI NIENTE: GIÀ CON RENZI AL GOVERNO, I CINESI DI HUAWEI USAVANO FACCENDIERI PER INCONTRARE I MEMBRI DEL GOVERNO – NEL 2015, TRAMITE ANDREA BACCI, STORICO FACTOTUM DI MATTEONZO, E PIERO AMARA, IL COLOSSO CINESE INTRATTENEVA RAPPORTI MOLTO STRETTI CON IL GOVERNO. TALMENTE STRETTI CHE RICEVEVA IN ANTEPRIMA IL PIANO DELL'ESECUTIVO SULLA FIBRA OTTICA, FORNENDO ANCHE SUGGERIMENTI E CONSIGLI  – IL CURIOSO INCROCIO CON LA BOSCHI: GIULIO BERRUTI, IL DENTISTA-ATTORE COMPAGNO DI MEB, FINO A POCHI MESI FA ERA UOMO IMMAGINE PROPRIO DI HUAWEI…

Estratto dell'articolo di Giacomo Amadori per “La Verità”

 

MATTEO RENZI

Faccendieri, spie, aziende strategiche straniere. Intorno al governo di Matteo Renzi girava di tutto, ma adesso il fu Rottamatore, milionario grazie a consulenze per non meglio identificati servigi resi a potenze per nulla democratiche, fa la morale ai cerchi magici altrui.

 

Eppure i suoi collaboratori più stretti sono stati in contatto per anni con l'avvocato siracusano (oggi radiato dall'ordine) Piero Amara, l'uomo che avrebbe inventato di sana pianta la loggia Ungheria (anche se il gup Guido Salvini ha ordinato ulteriori approfondimenti investigativi).

 

RAFFAELE DE DOMINICIS

Il sedicente grembiulino ha raccontato di questi suoi rapporti a numerosi magistrati. Per esempio ha ammesso davanti al procuratore di Perugia Raffaele Cantone di aver gestito personalmente la vicenda del fascicolo della Corte dei conti aperto dal giudice Raffaele De Dominicis (per poche ore assessore al Bilancio in pectore della giunta grillina di Roma) sull'utilizzo di Renzi di un aereo di Stato per andare a sciare a Courmayeur.

 

Un bigliettino firmato dal faccendiere venne sequestrato nell'ufficio di Andrea Bacci, uno dei petali del primo Giglio magico. Bacci è stato, lo ricordiamo, compagno di avventure imprenditoriali di Tiziano Renzi e per Matteo una sorta di factotum: consigliere d'amministrazione di partecipate, autista, ristrutturatore di casa e altre cose di questo genere.

 

MATTEO RENZI - 2

Per un certo periodo, con il fu Rottamatore al governo, era diventato persino una sorta di ufficiale di collegamento tra Palazzo Chigi e le aziende, pubbliche e no. Ebbene su quel biglietto era scritto: «Procuratore Corte dei conti di Roma ha fascicolo contro Renzi per viaggio Courmayeur. Vuole gestirlo e vorrebbe incontrare Luca. Gli hanno mandato avvocato Bianchi, ma lui preferirebbe avere rapporto diretto. Devo dare risposta per eventuale disponibilità a incontro a casa mia io, tu, procuratore Corte dei conti, Luca. No posti pubblici».

 

PIERO AMARA

Oggi Bacci ha ricordi vaghi della storia, mentre Amara, che nel 2018 aveva riferito ai pm di Roma di non sapere come fosse finita la questione, a fine 2021, davanti ai pm di Perugia, ha affermato: «Io lo so che si sono incontrati, io ne sono certo». A dirglielo sarebbe stato Bacci. E con i magistrati umbri ha aggiunto: «Credo che incontrò sia Luca Lotti che Renzi». Ieri con noi Amara ha confermato: «Vide entrambi. Questo il mio nitido ricordo».

 

L'ex legale siciliano ha parlato anche dei rapporti del Giglio magico con Huawei. E il procuratore aggiunto di Firenze Luca Turco ha aperto un apposito fascicolo sul caso. Un'indagine del 2021 di cui si sa ben poco e che è affiorata solo grazie agli incroci con la più celebre inchiesta sulla loggia Ungheria.

 

andrea bacci

Bacci è stato interrogato in veste di indagato. Come sia finita non è chiaro. Ma la vicenda è abbastanza scivolosa. Infatti la Nato considera Huawei una minaccia per la sicurezza dei Paesi dell'alleanza atlantica. […]

 

[…] Amara tocca […]  la questione dei rapporti con la Cina: «La società telefonica Huawei voleva entrare in Italia. Bacci mi mise in contatto con i responsabili […]. lo fui nominato loro consulente, proprio per consentirgli di incontrarsi con Lotti. Dopo tale designazione ho organizzato degli incontri a Palazzo Chigi. Io avrei preso dei soldi, senza di fatto fare alcuna attività».

 

CHIP HUAWEI

A questo punto i magistrati ricordano all'indagato: «Nelle dichiarazioni rese all'autorità giudiziaria di Milano ha riferito che Lotti ha ricevuto il responsabile delle relazioni esterne della società Huawei solo dopo essersi accertato che tale società avesse stipulato un contratto di consulenza con il suo studio e che tra i professionisti che avrebbero prestato la consulenza era indicato anche Andrea Bacci, il quale avrebbe girato/condiviso la sua quota con Lotti».

 

Amara conferma le precedenti affermazioni e soggiunge: «Da tale società, tuttavia, non ho ricevuto alcuna ricompensa, visto che l'obiettivo prefissato non venne raggiunto da Huawei»

 

MATTEO RENZI.

Ma vediamo che cosa hanno scoperto a Firenze sui rapporti del Giglio magico con Huawei. Dall'analisi del pc di Bacci emerge che il 5 settembre 2015 l'imprenditore aveva ricevuto una comunicazione dall'account della responsabile delle relazioni pubbliche di Huawei Italia Maja Novacic e per conoscenza il messaggio era indirizzato anche a Giancarlo Cecchi (ex direttore generale della Provincia di Prato, indagato e assolto nell'inchiesta sul crac del Credito cooperativo fiorentino) e all'allora ceo di Huawei Italia Edward Chan

 

huawei

[…] «Caro Andrea, Dopo aver studiato attentamente il documento fornito dal governo, e che troviamo molto ambizioso e stimolante, alleghiamo qui il file con alcuni suggerimenti su come trarre ancora più vantaggio e massimizzare i risultati dal piano banda ultralarga e dalla sua attuazione. Spero che possa essere di interesse per il signor Lotti e il suo team, e saremmo felici di incontrarci di nuovo e discutere di alcune specifiche. Grazie ancora per questa opportunità».

 

Maja Novacic

Al messaggio di posta sono allegati due documenti. Il primo si intitola «Huawei suggerimenti» e il secondo, «Ubb Italia original», composto da nove pagine, ovvero il piano che il governo, tramite, Bacci ha fatto recapitare ai cinesi in attesa dei correttivi. Tre giorni dopo, l'8 settembre, Bacci inoltra il messaggio all'indirizzo governativo di posta elettronica di Lotti: «Buongiorno, in allegato, come da tua richiesta, alcuni suggerimenti e note informative sul Progetto "banda larga". A presto. Andrea».

 

La Guardia di finanza riassume così il contenuto del materiale: «Dalla lettura dei due documenti allegati si evince, in estrema sintesi, che vengono forniti al destinatario elementi per poter avviare una strutturata programmazione di gare d'appalto regionalizzate al fine di dotare il Paese di una capillare rete in fibra ottica per le telecomunicazioni».

 

lotti renzi

Il 5 febbraio 2016 Bacci riceve una email priva di testo da Amara. Ad essa è allegato un file denominato «accordo quadro per servizi di consulenza legale e aziendale». Gli investigatori delle Fiamme gialle annotano: «Dalla lettura del documento si evince che trattasi di una bozza di contratto predisposto da Amara (o dal suo staff) con controparte la società Huawei, con il quale, in estrema sintesi, lo studio legale propone una consulenza continuativa alla società da remunerarsi con una quota fissa pari a 120.000 euro annui più una quota variabile parametrata ai risultati ottenuti».

 

Nell'articolo 2 della bozza si legge che lo studio Amara «garantisce al Cliente una cura costante in termini di relazioni istituzionali e un'assistenza tecnica anche in relazione all'esame, analisi e partecipazione alle singole operazioni d'impresa». Gli investigatori […] specificano che «tra i professionisti indicati nella bozza di contratto non figura Bacci», diversamente da quanto asserito da Amara. Anche se non si comprende, a questo punto, il motivo dell'invio del file.

MATTEO RENZI - 1

 

Bacci ci offre la sua versione: «Quelli di Huawei volevano fare la fibra ed entrare in quel business. È stato Amara che me li ha fatti conoscere, una sera mi ha portato a cena con questo Edward Chan. Poi ho parlato con Lotti di questo loro interesse. Non si è mai discusso di un mio ritorno economico per il ruolo di intermediario, anche perché la cosa è quasi subito morta li».

 

andrea bacci

Ma se i vertici a Palazzo Chigi non devono sorprendere in vista della realizzazione di un'opera strategica, a stupire è che documentazione relativa a un'infrastruttura così sensibile sia stata veicolata attraverso canali totalmente non ufficiali. Da Huawei preferiscono non commentare la vicenda. Trapela solo che la Novacic non avrebbe più nel computer copia di quelle mail e non ricorderebbe più nulla, se non l'appuntamento a Palazzo Chigi, «uno dei tanti incontri sullo stato dell'arte».

 

GIULIO BERRUTI SPONSORIZZA HUAWEI SU INSTAGRAM

Ma c'è un altro curioso incrocio tra Huawei e il Giglio magico ed emerge dalla storia allo zucchero filato tra l'ex ministra delle Riforme Maria Elena Boschi e il suo fustaccione, il dentista-attore Berruti. Quest'ultimo, un po' a sorpresa è stato, almeno sino a pochi mesi fa, uomo immagine in Italia di Huawei, come risulta dai suoi canali social. «E vero, è stato utilizzato, ma è uno dei tanti» ci informano dall'azienda cinese. Ma non sanno dare altre notizie. «Usa diverse agenzie e non è facile ricostruire il rapporto».

huawei 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…