benetton ponte genova cortina

LE SOFFERENZE DEI MAGLIARI – “IL FATTO” RANDELLA "REPUBBLICA" SULL'ARTICOLO DA CORTINA IN DIFESA DEI BENETTON: “NEL PEZZO MANCAVA UN’INFORMAZIONE, PUR PREGEVOLE, CHE A GENOVA SONO MORTE 43 PERSONE” – L’IMBARAZZANTE REPORTAGE: “I BENETTON PAGANO LA FAMA, LA GLORIA DI IMPRENDITORI, I SUCCESSI INTERNAZIONALI, IL BERSAGLIO IDEALE” – QUELLI CHE LI CRITICANO SONO “ROMANI E CIOCIARI, GENTE CHE PAGA IN CONTANTI E…”

1 – L' INVIDIA È BRUTTA, SIGNORA MIA: OVVERO I BENETTON ODIATI A CORTINA

Marco Palombi per “il Fatto Quotidiano”

 

luciano giuliana gilberto benetton

No, ma quale sudditanza dei media per l' azionista? Come vi viene in mente? Repubblica, per dire, ieri ci ha raccontato con coraggio le sofferenze dei magliari. Si poteva immaginare infatti che a Cortina "la famiglia Benetton trovasse riparo e persino ristoro, dall' onda rancorosa dopo il disastro di Genova, e l' immediato crucifige sui social".

 

E "invece è piuttosto sorprendente scoprire che l' onda è arrivata fin qui". "Del resto (signora mia, ndr) questa è la moda corrente in Italia, lo spirito dei tempi avvelenati che cerca il castigo pubblico, anche in un posto di vacanze splendente come è Cortina".

luciano giuliana gilberto benetton

 

Inaudito. I Benetton "pagano la fama, la gloria di imprenditori del primo Made in Italy", "i successi internazionali" e "le campagne etiche, e di sinistra": "Il bersaglio ideale, vien da dire".

 

Quelli che li criticano, però, pare siano "per lo più romani e ciociari", gente che dice che per Genova dovevano prendersi "li fischi al funerale" o altri che "pagano in contanti alberghi e cene" (rectius: evasori). Seguono aneddoti per dire nemo propheta in patria.

 

Ecco, un' informazione che mancava nel pezzo, pur pregevole, è che a Genova sono morte 43 persone per il crollo di un ponte in gestione a un' azienda controllata da una società controllata dai Benetton, ma son dettagli.

YACHT NANOOK

 

Non ci resta, dunque, che ringraziare Salvini per aver dirottato il dibattito che si era aperto sul ruolo dello Stato in economia e le privatizzazioni verso una guerra finta attorno a 150 persone chiuse su una nave e che alla fine, com' era ovvio, sono sbarcate. Avrà avuto i suoi motivi.

 

2 – CORTINA, IL MONDO ROVESCIATO DELLA FAMIGLIA BENETTON

Estratto dell’articolo di Brunella Giovara per “la Repubblica”

 

luciano benetton nudo sulla copertina di panorama

Qui davanti alla meraviglia solenne delle Dolomiti, con le Tofane ombreggiate dalle nubi e sul finire delle vacanze di ricchi molto invidiati, si potrebbe immaginare che la famiglia Benetton trovasse riparo e persino ristoro, dall’onda rancorosa dopo il disastro di Genova, e l’immediato crucifige sui social. Ed è invece piuttosto sorprendente scoprire che l’onda è arrivata fin qui, nel potenziale paradiso dove hanno casa da decenni, e che il rancore nuovo si aggiunge a malumori antichi.

 

la famiglia benetton su vanity fair

Del resto, questa è la moda corrente in Italia, lo spirito dei tempi avvelenati che cerca il castigo pubblico, anche in un posto di vacanze splendente come è Cortina. Così, i Benetton esperti di moda pagano la fama, la gloria di imprenditori del primo Made in Italy, e per di più i successi internazionali, quel negozio aperto da spavaldi a New York sulla Madison, nel 1980, e le campagne etiche, e di sinistra, impegnate su integrazione, gay, guerre, Aids, politica, immigrazione e molto altro ancora. Il bersaglio ideale, vien da dire, e non sono i soli.

i meme sui benetton e il crollo del ponte di genova

 

Ieri il bersaglio è stato Giuliana Benetton, inseguita da occhiate e sfottò a bassa voce lungo il corso Italia, ma lei è passata avanti indifferente, le mani dietro la schiena e una borsina a tracolla, la treccia nerissima — quella che piacque tanto a Andy Warhol, le fece il ritratto nel 1986 — che ondeggia sulla giacca blu intessuta di lamè. Una donna di 81 anni che guarda le vetrine, ma questo non la salva dalle male parole.

 

i meme sui benetton e il crollo del ponte di genova

E verso l’ora dell’aperitivo, quando i turisti si siedono nei bar e si materializza una Ferrari nera inutilmente rombante, nella solita Cortina vip e pettegola i clienti del Café Royal — per lo più romani e ciociari — commentano ancora i fatti di Genova con disprezzo, «manco so’ andati ai funerali, manco hanno avuto il coraggio di prendersi li fischi».

 

(…)

 

Stupisce comunque quel disprezzo antico — quasi astio — che fa dire a molti che i Benetton non sono veri signori, forse perché nati nella Marca un tempo povera, in pianura e non qui, nell’aristocrazia delle montagne, dove anche una siepe (piantata dai giardinieri di Giuliana) ha fatto arrabbiare molti locali, tanto che qualcuno vuole protestare in Comune, «rovina la prospettiva dei prati, ma loro si comportano come paròn, non la toglieranno mai».

 

(…)

 

autostrade benetton

E anche la leggenda dei due maglieristi geniali, come prima di loro solo i Missoni: oggi sembra dispiacere che qualcuno all’epoca abbia avuto l’idea di un maglione giallo — il primo, confezionato da Giuliana per Luciano — che ha cambiato il modo di vestire di una generazione, quando i pullover erano solo blu, o grigi, e poi delle altre.

 

fratelli benetton

Perciò tocca scendere in basso, verso Treviso, nel quadrilatero che comprende i punti cardinali della famiglia. Villa Minelli, sede della Fondazione Benetton, bianca e splendente, con una sede operativa sotterranea creata da Tadao Ando, c’era un progetto per una riqualificazione del parco e della viabilità, con pista ciclabile annessa, è finita in una zuffa di paese e alla fine Luciano ha lasciato perdere: “Ritiriamo l’offerta”.

 

(…)

il crollo del ponte morandi a genova

 

Infine, bisogna entrare a Treviso, e fermarsi davanti alle Gallerie delle prigioni, l’ultimo dei punti cardinali di famiglia, proprio davanti al duomo, e ultimo grande restauro, una ex galera asburgica che custodisce la collezione di arte contemporanea, ma anche lì, a volte il proprio paese risponde meno bene che New York, tanto per dire. Anni fa, quando Luciano ritirò la sponsorizzazione alla squadra di rugby, spiegò «ma qui sembra che non gliene freghi niente», di sport e di arte. E però, a Leonardo Del Vecchio che gli diceva «ma perché non ti trasferisci a Milano, Milano è la piazza giusta, fai come me», lui rispose ma no, «a me piace scendere dall’ufficio e camminare per Calmaggiore, a me piace così».

LUCIANO BENETTON TOSCANIil crollo del ponte morandi a genova fratelli benettongilberto benettonil ponte morandi a genovafunerali per le vittime del crollo del ponte a genova 3funerali per le vittime del crollo del ponte a genova 2il crollo del ponte morandi a genova il crollo del ponte morandi a genova QUEL CHE RESTA DEL PONTE MORANDI VISTO DAL QUARTIERE DEL CAMPASSO A GENOVAluciano benettonil crollo del ponte morandi a genova BENETTON TOSCANI

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