mastella fico de luca

“IN CAMPANIA LA PARTITA E’ APERTA” – SENTITE CLEMENTE MASTELLA: “MI SONO SCOCCIATO DI QUESTO BISTICCIO CONTINUO TRA FICO E DE LUCA. SE CONTINUANO COSÌ, QUI, PERDIAMO. LA FORBICE DEI SONDAGGI TRA FICO E CIRIELLI, A SORPRESA, SEMBRA ESSERSI RISTRETTA E COSÌ HANNO PURE COMINCIATO A CORTEGGIARMI” – IL PIZZINO: “I MIEI NON LI TENGO PIÙ. IO COMUNQUE IN CAMPANIA I MIEI CENTOMILA VOTI LI SPOSTO” – L’ESODO DEI FEDELISSIMI DI DE LUCA VERSO FORZA ITALIA DOPO IL CODICE ETICO IMPOSTO DA FICO – RONCONE: “AVETE IDEA DI COSA SIGNIFICHEREBBE PER SCHLEIN E CONTE PERDERE LA CAMPANIA?”

 

 

Fabrizio Roncone per corriere.it - Estratti

Il portiere era sulla porta e stava consegnando un plico con la copia di Ancora una notte, l’ultimo romanzo scritto da Raymond Chandler, un’edizione del 1965, una pepita scovata nel pozzo infinito di eBay. Però poi il cellulare ha fatto plin plin!

 

mastella de luca fico

«Fico, gli si è complicata. Scendi»: il WhatsApp di una fidata sentinella sul Golfo di Napoli. Avvertire il direttore, un Frecciarossa, stazione centrale. Secondo WhatsApp: «Dammi retta: sentiti a Clemente».

 

Ma sentiamocelo subito Clemente Mastella. Il tempo di un caffè, una frolla bella calda, un po’ di traffico, un tassista che tiene Geolier a palla.

 

Mastella, allora?

«Eh... Sto nervoso, ecco» (Mastella, che per le Regionali, qui in Campania, ha pronta la sua lista Noi di centro, con il figlio Pellegrino incaricato di guidarla a Benevento, possiede il dono della sintesi politica).

«La verità è che io mi sono scocciato di questo bisticcio continuo tra Fico e De Luca. Se continuano così, qui, perdiamo. Per-di-a-mo! Capito? Mentre io, per indole, voglio vincere. Tra l’altro...» (pausa teatrale).

 

CIRIELLI MELONI

Continui.

«Quelli del centrodestra hanno intuito che c’è partita, che la forbice dei sondaggi tra Fico e Cirielli, a sorpresa, sembra essersi ristretta e così, da qualche giorno, hanno pure cominciato a corteggiarmi».

 

Ma no?

«Ma sì! Cleme’, mi dicono, tu che ci stai a fare con quel grillino? Quella non è roba tua... Del resto, sa, io comunque in Campania i miei centomila voti li sposto... Centomila, capito? Mica bruscolini».

 

CLEMENTE MASTELLA CON IL FIGLIO PELLEGRINO

Chi è che la chiama?

«Ministri, plenipotenziari forzisti e di Fratelli d’Italia... E stanno tutti ringalluzziti, perché hanno annusato la possibilità del colpaccio, perché sanno che riuscire a prendersi la Campania sarebbe una zampata pazzesca, varrebbe dieci volte le vittorie delle Marche e della Calabria messe insieme».

 

E lei che risponde a questi corteggiatori?

«Guardi, lo ammetto: io sono in difficoltà. I miei non li tengo più. A Benevento, la città dove sono sindaco, il Pd e i 5 Stelle mi fanno un’opposizione dura, concreta. E io allora mi ripeto che devo sorvolare, provando a fare finta di niente. Perché se uno ha un obiettivo comune, qualche boccone amaro deve ingoiarlo. Allora però poi per me diventa inaccettabile sentire Fico che punzecchia De Luca...

 

ROBERTO FICO CON PIERO DE LUCA

Oppure assistere all’esodo massiccio verso FI di amministratori deluchiani, come se fosse la cosa più normale del mondo. Oh! Ma quella è tutta gente di territorio, capace di spostare consenso! Invece De Luca sta lì preoccupato solo di spiegarci che il capotavola è dove si siede lui. Scherziamo? No, dico: se la mettiamo così, allora quel posto spetta a me. Devo per caso ricordargli il mio curriculum?».

 

(A 78 anni, è questo: otto legislature da deputato, una da senatore, dieci anni a Bruxelles, due volte ministro — prima con Berlusconi e poi con Prodi — un giro da vicepresidente della Camera, sei partiti fondati, più la tessera della Dc portata sempre in una tasca dell’animo).

 

Come finisce?

PELLEGRINO MASTELLA CON LA MADRE SANDRA LONARDO E IL PADRE CLEMENTE

«Partita aperta».

 

Fico l’ha capito?

«Diciamocela tutta: Fico non è uno che trascina le folle, che coinvolge, esalta. Ha quella strana aria da mite democristiano a 5 Stelle. In più, addosso, si porta due problemi. Primo: deve andare in giro a chiedere voti per una coalizione che tiene dentro De Luca, da lui criticato in tutti i modi. Secondo: arriva, appunto, dopo De Luca, che invece è, come sappiamo, un formidabile populista. Quindi Fico deve darsi una bella svegliata. Se no...».

 

Se no cosa?

«Senta: questi non hanno capito come sta Cirielli. Quello sta con gli occhi di fuori. Quello ci crede alla grande rimonta. Ed è tutto esaltato anche perché ha capito pure un’altra cosa: se riesce a prendersi la Campania, di fatto, poi, è come se diventasse il capo del centrodestra in tutto il Sud».

 

Le parole di Mastella non sono un monito: sono una secchiata d’acqua gelida sul centrosinistra che entra in campagna elettorale — la nostra fonte aveva ragione — tra antichi livori e miserabili astuzie, pericolose incertezze e minacce reciproche. Anche sulla composizione delle liste.

CLEMENTE MASTELLA

 

(…)

 

Così Fico ha dovuto incontrare De Luca senior, che lo aspettava a Palazzo Santa Lucia, dove il grillino spera di poter presto arrivare in auto blu (lui che voleva abolirle, no?). Velina: «Incontro cordiale». Si, vabbé. Il vecchio cacicco ha ricordato al suo possibile successore che l’accordo stretto con Elly Schlein prevede non solo la nomina del figlio a capo dei dem locali (fatto), ma anche la possibilità di indicare, in caso di vittoria, l’assessore alla Sanità e il presidente del nuovo Consiglio regionale. Fico morbido («Scrivi pure tra l’impaurito e il preoccupato», suggerisce la fonte).

 

LA STANZA DEL FICO - VIGNETTA BY CARLI - IL GIORNALONE LA STAMPA

De Luca nervoso. Fico gli scuote sempre il sistema nervoso. E, in più, i suoi fedelissimi lo stanno mollando. Annusano la fine d’un sistema di potere. E il rischio di una sconfitta.

 

S’è dimesso l’assessore regionale Nicola Caputo: e va con FI. Stessa destinazione di un altro casertano: il consigliere Giovanni Zannini, deluchiano d’acciaio, signore delle tessere, coinvolto in un’indagine su una presunta corruzione.

 

Molti — questa è la voce forte — saltano il fosso proprio perché sanno di non trovare, dall’altra parte, il «codice etico» imposto da Fico. Comunque, perfidie a parte, ci sono numeri eloquenti: accompagnati da Fulvio Martusciello (coordinatore di una formidabile campagna acquisti) anche un altro centinaio di amministratori (tra loro, 21 sindaci), che a De Luca hanno baciato la pantofola fino a un mese fa, stanno per entrare in FI, pronti a portare vagoni di voti al generale Edmondo Cirielli.

 

Fuori dal racconto, piccola riflessione: avete idea di cosa significherebbe per Schlein e Conte perdere qui?

CLEMENTE MASTELLA

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO