LA RIVINCITA DEL CLOWN – CECCARELLI: IN CONFRONTO ALLA CAPACITÀ TEATRALE DEL BANANA, ANCHE GRILLO È UN DILETTANTE - NON USA SOLO LA PAROLA IN MANIERA IPNOTICA, MA ANCOR DI PIÙ IL LINGUAGGIO DEL CORPO – BELPOLITI: “È IL PERFETTO VITELLONE FELLINIANO, GOLIARDICO, INFANTILE. SOPRATTUTTO SIMPATICO. E FUNZIONA” - NON HA NULLA DA PERDERE, E CERCA FACENDO RIDERE DI DISTOGLIERE LA GENTE DALLE SUE NEFANDEZZE…

1 - LE COMICHE DI SILVIO TRA MANETTE E LAVAGNE
Filippo Ceccarelli per "la Repubblica"

Attenti alla sfida buffona. Al confronto dell'ultimo Berlusconi che purifica le sedie col moccichino e brandisce la lavagnetta, Grillo sembra un politico quasi a modo. Sempre più il Cavaliere appare su di giri. Se spettacolo ha da essere, questa sciagurata tele-politica, lui ci dà dentro. Ieri ha incontrato Ingroia e ha fatto il gesto delle manette. Tutti ridevano intorno a loro - e anche dopo, per spiegare il contagioso siparietto, al magistrato è parso naturale evocare con un sorriso l'Inter, il Milan.

Berlusconi è un grande mimo. Negli annali visivi della Repubblica lo si è visto sigillarsi la bocca, far scorrere sulla fronte l'ideale scritta «Che ci ho scritto giocondo?» e fingere un malore dopo aver assaggiato una mozzarella. E se a Bush ha mostrato e fatto toccare i muscoloni, al cospetto di Putin si è esibito nel numero muto della mitraglietta (facendo piangere una giornalista russa che aveva fatto all'autocrate una domanda irritante).

A volte per lui la parola, che pure maneggia con narcotica perizia, è puro optional; e a graziosa riprova valga il primato, ex aequo con Bossi, che lo vede l'unico leader che ha completato il tris dei gestacci: corna, dito medio e gesto dell'ombrello.
Oggi non ha molto da perdere (Palazzo Chigi, Quirinale, moglie, reputazione) e quindi sta dando il meglio di sé, che spesso coincide con il peggio.

Lasciato da Veronica, cacciato dal governo, inseguito dai giudici, svergognato dalle amichette e tradito da un certo numero di fedeli, Berlusconi ha visto la fine e ora la butta in burla, in vacca, in caciara. Comunque è impossibile contenerlo, oscurarlo, ignorarlo. Con la piena consapevolezza che si tratta di un termine impegnativo, si può ipotizzare che ancora disponga di un potere ipnotico. Lo spettacolo, del resto, nasce prima della democrazia, e non di rado il pagliaccio gioca con lo scettro, lo lancia per aria, lo fa cadere, fa finta di non trovarlo più.

Non s'inventa nulla. Sulla scena, le buffe mosse e inattese del l'iperattivo Cavaliere attirano l'attenzione e spiazzano gli interlocutori. Dietro alle innocenti gag non è difficile che si nascondano complesse interazioni. Nella pulizia della sedia di Travaglio, per
esempio, Marco Belpoliti, autore de Il corpo del capo (Guanda, 2009) ha individuato un rituale di allontanamento dell'impurità. Tra magia e antropologia, al termine dell'auto-immunizzazione Berlusconi ha sfoderato il più accattivante dei sorrisi. È Pierino, Pinocchio, Giamburrasca, «un monello di 76 anni» l'ha qualificato il suo Giornale,
sottolineandone «il fascino tremendo».

E infatti sempre lui scherza, ammicca, fa le facce, da di gomito, strizza l'occhietto e il pubblico pensa: che simpatico! Ma è anche, anzi è proprio per questo che Berlusconi fa paura. Guai a scandalizzarsi, guai a dirglielo, in tal caso assume un registro pedagogico e ammonisce: «Diffidate sempre di chi non sa ridere ». Che un po' sarebbe anche vero, ma diamine!

Quando ritornò al potere, primavera del 2008, nel discorso parlamentare d'insediamento fece l'imitazione di Crozza che imitava Veltroni. Scrisse allora il Foglio: «Sarà il governo del Buonumore». Commentò Ian Buruma, studioso di civiltà orientali: «È la rivincita dei clown». Dove abbiano portato l'Italia l'uno e l'altra è qualcosa che il Berlusconi di questi giorni sta cercando disperatamente di soffocare dietro un dispositivo al tempo stesso comico e dissennato, parossistico e trasgressivo, un carnevale esteso e continuato, un sogno selvaggio che come al solito proiettava sul gentile pubblico non pagante la sua stessa figura eccessiva, borderline, in carne e ossa e artifici vari.

Nel frattempo, protagonista di se stesso, egli ha accarezzato e toccato pance di gestanti, allacciato e slacciato bottoni delle giacche; ha messo la mano sotto il naso di Vespa perché sentisse «odore di santità»; ha fatto il cucù alla Merkel e golosi complimenti a Michelle Obama; ha giocato a calcio con un'arancia, è salito sul predellino, ha mostrato la maschera di sangue, si è addormentato in ogni luogo, compresa la messa per la beatificazione di Papa Wojtyla e una riunione europea al termine della quale Parigi e Berlino si sono fatte beffe di lui - e ride male, in realtà, chi ride penultimo.

Fra mille travestimenti e la più turbinosa ostentazione di copricapi, nel censimento delle maschere e delle metafore trovano ovviamente un posto d'onore le narrazioni orgiastiche del bunga bunga, poi commutato in burlesque, ma pur sempre eseguito a corte grazie ai costumi di scena forniti da quel gentiluomo di Gheddafi. Adesso però c'è la ragazza di 29 anni, ritratta al pranzo di Natale davanti a una sedia tutta infiocchettata, ma soprattutto nell'autoscatto di lei e di Marina, la figlia, che protendono i labbroni.

Anch'essa un'immagine sgranata di questo tempo, degna di figurare come emblema sulla lavagnetta che Berlusconi batte sulla testa dei giornalisti. A suggello di un legame inconfessabile, estremo, allegro e desolato messaggio a tutti coloro che ai margini del sistema ne desiderano di cuore l'abbattimento.


2 - MARCO BELPOLITI: "ORA BERLUSCONI FA IL SIMPATICO E IL VOTO CI GUADAGNA"
Beatrice Borromeo per il "Fatto quotidiano"

"Mi tassa il piffero?" ha chiesto il Cavaliere a Ilaria D'Amico che lo intervistava, poche ore prima di incontrare Antonio Ingroia nei corridoi de La7 salutandolo col gesto delle manette, in perfetto gangnam style, o di dare in testa a un cronista dell'Espresso un cartellone di polistirolo.

"È il perfetto Vitellone felliniano, goliardico, infantile. Soprattutto simpatico. E sa una cosa? Funziona", dice il critico letterario Marco Belpoliti, che sul sito doppiozero.com ha anche analizzato lo sketch numero uno di B., quello della sedia.

Professore, cos'ha pensato quando ha visto Berlusconi che spolverava il suo sgabello a Servizio Pubblico, dopo che lì s'era seduto Travaglio?
Era una scena da commedia all'italiana, da Sordi al cinepanettone. Era un gesto che voleva sdrammatizzare la sua lettera a Marco Travaglio, accattivare il pubblico e far ridere. Infatti, per la prima volta dall'inizio della trasmissione, aveva quel suo sorriso pienamente soddisfatto in volto. Poi c'è anche il fattore mania.

In che senso?
Da bravo venditore, Berlusconi è fissato con l'igiene, con l'alito fresco, con l'aspetto fisico, con la pulizia. Lui ha purificato quella sedia dalla presenza del nemico, estraendo il fazzoletto in maniera meccanica, sapendo di averlo in tasca pronto per l'uso.

Mossa studiata?
Poco importa, perché lui è un Totò per davvero. Attinge dal cabaret: è un attore, non un presidente. Se lo immagina Monti fare una cosa simile? Piuttosto, mi ricorda gli sberloni ai passeggeri del treno in partenza di Amici Miei.

Sembrano lontani i tempi del Berlusconi spregiudicato e aggressivo, che chiamava Gad Lerner per insultarlo e difendere la Minetti. È il Caimano cangiante che si adatta alla campagna elettorale?
Ricordiamo che l'ex premier nasce come intrattenitore sulle navi da crociera, però è evidente che essere antipatici prima delle elezioni non serva. Questo anche perché Berlusconi non è un politico, e non ha nulla da perdere: dubito che la simpatia sia sufficiente, ma certo male non fa.

Crede che basti almeno a farlo percepire come innocuo?
Le risate riescono a far dimenticare molte nefandezze. E lui, che vive solo l'attimo e ha completamente cancellato o riscritto il passato, conosce bene questa regola.

Si dice che durante l'ultimo anno abbia meticolosamente studiato l'approccio di Beppe Grillo, preparando la strategia perfetta per il ritorno.
Di certo Grillo è il suo vero competitor: pagherei per vedere un faccia a faccia tra i due. Dice che qualcuno gli scrive le battute? Dubito che ce ne sia bisogno.

Magari c'è chi gli consiglia di farle.
Ma lui è così, e lo era anche prima di questa campagna elettorale: ricordate il cucù alla Merkel e le corna nella foto del vertice Ue? Il che non significa che sia se stesso. È solo una delle parti che recita.

Se continua a recitarla bene potremmo avere sorprese alle urne?
Ha presente la celebre frase "una risata vi seppellira"? Ecco, sta provando a seppellirci.

 

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