STATALI SULLA GRATICOLA DELL’ART.18 - LA FRIGNERO, CHE AVEVA PROMESSO L’ESCLUSIONE DEGLI INTOCCABILI LAVORATORI STATALI DALLE MODIFICHE ALL’ART. 18 (SULLA LICENZIABILITÀ INDIVIDUALE), È STATA COSTRETTA A SMENTIRSI - UNA SIMILE “DEROGA”, INFATTI, POTREBBE ESSERE INCOSTITUZIONALE - ESPLODE LA RABBIA IN RETE: “GLI STATALI SONO PIÙ PROTETTI DEI PANDA” - LA FRIGNERO SCARICA IL BARILE SUL RESPONSABILE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, FILIPPO PATRONI GRIFFI: “SE NE OCCUPERÀ LUI”…

M. Antonietta Calabrò per "Corriere della Sera"

L'estensione della licenziabilità individuale agli statali sarà possibile. Anzi altamente probabile. Il ministro del Lavoro Elsa Fornero che, mercoledì pomeriggio, aveva negato tutto («Le modifiche all'articolo 18 non li riguarderanno»), ieri sera è dovuta tornare sui suoi passi.

Davanti a tre muri. Innanzitutto la legge già esistente. Poi la reazione scatenata sul web di dipendenti privati inferociti e la forte preoccupazione di Palazzo Chigi per gli evidenti cortocircuiti di comunicazione tra ministero del Lavoro e Dipartimento della Funzione pubblica su questa materia. E, soprattutto, la prospettiva giuridica di poter inficiare alle fondamenta la legittimità di tutto il «nuovo» articolo 18, mandando in fumo il lavoro di riforma, vista la evidente disparità di trattamento tra cittadini che si potrebbe creare «tenendo fuori» statali, dipendenti di enti locali e così via.

Non ha aiutato anche un certo accento utilizzato nei confronti del responsabile della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi (sbrigativamente posto fuori dal tavolo della trattativa mercoledì). «Non toccava a me, non era il mio compito - ha invece chiarito Fornero ieri - questo non vuol dire che non si interverrà sul pubblico impiego, vuol dire che se ne occuperà Patroni Griffi».

Ma torniamo alla legge già esistente. Mai quanto in questo caso dura lex sed lex. Lo Statuto dei lavoratori in base al comma 2 dell'articolo 51 della legge 165/2001 (Testo unico sul pubblico impiego) è integralmente applicato da oltre dieci anni ai dipendenti pubblici. In esso si afferma che «la legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni e integrazioni (quindi anche la modifica all'articolo 18 che verrà approvata dal Consiglio dei ministri di oggi, ndr), si applica alle pubbliche amministrazioni a prescindere dal numero dei dipendenti».

Un principio ribadito anche da una importante sentenza della Cassazione (la n. 2233 dell'1 febbraio 2007) che ha stabilito come per il recesso del rapporto di lavoro degli impiegati pubblici (e dei dirigenti, a questi assimilati) valgono le stesse norme che regolano il licenziamento dei dipendenti privati con qualifica impiegatizia, ovvero l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, e l'eventuale diritto al reintegro.

Visto come stanno le cose se i pubblici dipendenti verranno messi al riparo dai licenziamenti economici individuali, a differenza dei dipendenti delle aziende private, questa «deroga» dovrà essere messa necessariamente nero su bianco per legge. Ma si tratterebbe di una disposizione pesantemente esposta a rischio di incostituzionalità. Una «ingiustizia» immediatamente percepita dall'opinione pubblica che ha fatto esplodere la sua rabbia sul web con interventi su Twitter (l'argomento #18pubblico è tra i Top Tweet di ieri) e i social network. Chi cita la «Fattoria degli animali» di George Orwell e la famosa massima su «Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri», chi fa riferimento a «figli e figliastri», chi parla di uno «schiaffo» ai non statali, mentre gli «statali sono più protetti dei panda». Viene ritwittata con #Svarione da YouTube l'intervista che Sky Tg24 ha fatto al professor Tito Boeri (sostiene che non è affatto vero che gli statali debbano essere lasciati fuori).

E soprattutto c'è chi denuncia uno scambio tra la «copertura» ottenuta dai sindacati nei confronti del pubblico impiego e il «sì» di Cisl e Uil alla riforma dell'articolo 18 per i dipendenti privati. Susanna Giaccai, bibliotecaria di Firenze, ad esempio scrive: «Ma se l'#art.18 avesse toccato gli statali che cosa avrebbero fatto Cisl e Uil? E Gaudifreddi: «Se il governo non avesse escluso gli statali, cioè i nuovi lavoratori di serie A, niente ok di Cisl e Uil». Ma sono solo due esempi.

 

ELSA FORNERO Filippo Patroni Griffiministero del TesoroMinistero Finanze

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