TOSI E RIVOLTOSI - IN VENETO IL CARROCCIO E’ SPACCATO: DA UNA PARTE ZAIA E DALL’ALTRA TOSI - I SOSTENITORI DEL GOVERNATORE SPERANO CHE SALVINI PROCEDA CON IL COMMISSARIAMENTO: “TOSI VA POLVERIZZATO O SARÀ SEMPRE UNA SPINA NEL FIANCO”

Marco Cremonesi per il “Corriere della Sera”

TOSI E ZAIATOSI E ZAIA

 

Il Veneto ribolle. A novanta giorni dalle elezioni, a quattro giorni dalla manifestazione organizzata dalla Lega a Roma, la sfida pare non essere più tra Luca Zaia, il governatore, contro la contendente del Partito democratico, Alessandra Moretti. La partita è ormai diventata quella tra il segretario leghista Matteo Salvini e il segretario della Liga Veneta (e sindaco di Verona) Flavio Tosi. Una sorta di guerra civile, o fratricida, il cui esito le opposte tifoserie descrivono con parole chiave diverse, ma non troppo: «commissariamento» e «scissione». 
 

Tosi ha infatti minacciato di presentarsi alle elezioni regionali contro Zaia qualora il partito non ascolti le sue richieste. Che peraltro, potrebbero diventare quelle ufficiali della Liga se il governatore premesse sull’acceleratore e facesse approvare le richieste dal consiglio «nazionale» veneto. È in questo quadro che i sostenitori di Zaia sperano in una decisione d’imperio di Salvini che porti al commissariamento: «Tosi va polverizzato o sarà sempre una spina nel fianco». Mentre i supporter del sindaco prevedono che non si arriverà al commissariamento semplicemente «perché Tosi romperà prima». 
 

FLAVIO TOSI E SIMONA VILLANOVA IN COMPAGNIA DI LUCA ZAIA jpegFLAVIO TOSI E SIMONA VILLANOVA IN COMPAGNIA DI LUCA ZAIA jpeg

L’interessato ieri ha osservato che tra lui e Salvini «ci sono sicuramente delle distanze. E in politica certe volte le distanze si riescono a colmare, ma altre volte no». E ha accusato Salvini di «ingerenze milanesi» rispetto alla Liga Veneta. Salvini scuote la testa: «Ipotizzare di candidarsi contro Zaia o di metterlo in difficoltà non mi sembra utile per il Veneto in questo momento. Se ci sono litigi da fare li si faccia nelle sedi opportune e poi si trovi un accordo». 
 

E così, il piano inclinato corre verso una campagna elettorale (per l’elettore comune un tantino stravagante) in cui il governatore (leghista) Zaia corre per la riconferma contro il sindaco (leghista) di Verona. Quest’ultimo sostenuto magari dal Nuovo centrodestra e dalla componente di Forza Italia che fa riferimento ai «ricostruttori» di Raffaele Fitto. Non è più fantapolitica, anche per le implicazioni sulle alleanze nazionali.

 

SALVINI E MARONI SALVINI E MARONI

Il leader ncd Angelino Alfano, ieri è stato tranciante: «Salvini non riesce a tenere unito il proprio partito figuriamoci una coalizione». Mentre i rapporti tra Lega e Forza Italia restano tuttora aperti. E anzi, Salvini «ha detto che finché c’era Berlusconi presidente del Consiglio non c’erano tutti questi casini, ha fatto tanto e un po’ lo rimpiango». Per poi aggiungere: «Guardo al futuro e ci vuole ricambio». 
 

Ieri è intervenuto nella vicenda anche Roberto Maroni, da sempre grande amico di Tosi. Il governatore lombardo, tuttavia, ha preso le parti di Luca Zaia: «Io ho interesse che la Lega torni a governare in Veneto e l’unico candidato per la Lega è Zaia». Con un’osservazione, tuttavia, non marginale: «Il problema qual è? Fare una lista in più o meno mi pare un dettaglio rispetto al fatto di vincere le elezioni». Il fatto che è che la «lista in più» è proprio quanto chiede Tosi, il quale sostiene la «pluralità di liste», tra cui magari quella a lui intitolata.

 

FLAVIO TOSI MATTEO SALVINI ROBERTO MARONI jpegFLAVIO TOSI MATTEO SALVINI ROBERTO MARONI jpeg

Il governatore, che fino a qui si è sempre astenuto rigorosamente dal prendere pubblica posizione sulla vicenda, vede l’ipotesi come il fumo negli occhi: gli eletti della lista Tosi rischierebbero di essere condizionanti nel possibile, futuro governo del Veneto.

 

Nettissimo, ieri, è stato anche Massimo Bitonci. Già capogruppo leghista alla Camera e storico antipatizzante di Tosi, il sindaco di Padova è stato drastico, quasi i giochi fossero ormai fatti e la campagna elettorale fratricida già iniziata: «Chi si candida contro Zaia è contro il Veneto, danneggia i veneti e favorisce la sinistra». 

 

MATTEO SALVINI COME RENATO POZZETTO MATTEO SALVINI COME RENATO POZZETTO

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