1- BELLA NAPOLI IN FESTA! PAOLA SEVERINO ACCOMPAGNA INGROIA FUORI DALLE PALLE 2- AL PM DI PALERMO CEDE LA POMPA E ANNUNCIA: “LE NAZIONI UNITE MI HANNO PROPOSTO UN INCARICO ANNUALE DI CAPO DELL’UNITÀ DI INVESTIGAZIONE CONTRO L’IMPUNITÀ IN GUATEMALA. HO INTENZIONE DI ACCETTARE. IN QUELLE LATITUDINI, PER FORTUNA, I GIUDICI ANTIMAFIA ITALIANI SONO APPREZZATI ANZICHÉ DENIGRATI E OSTACOLATI…” 3- E LE INTERCETTAZIONI QUIRINALIZIE? “SONO RIMASTE IN UN ALTRO PROCEDIMENTO CHE AVRÀ TEMPI CERTAMENTE MOLTO PIÙ LUNGHI RISPETTO AL FASCICOLO DEFINITO IN QUESTI GIORNI”

1- INGROIA IN GUATEMALA:OK SEVERINO A FUORI RUOLO CHIESTO DA PM
(ANSA)
- Il ministro della Giustizia Paola Severino, secondo quanto si apprende, ha dato l'assenso al collocamento fuori ruolo del procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia: la pratica passa al Csm che dovrà autorizzare il pm ad andare a fare il capo dell'unità di investigazioni e analisi criminale contro l'impunità in Guatemala. A fine maggio Ingroia aveva informalmente annunciato al Guardasigilli di avere ricevuto la proposta di incarico dall'Onu, anticipando l'intenzione di volerla accettare.

Dell'offerta dell'incarico, a fine giugno, il Gabinetto di via Arenula è stato formalmente informato dalla Farnesina. Ingroia avrebbe chiesto più volte informazioni, anche per iscritto, sulla pratica e il 14 luglio ha fatto arrivare al ministero il suo assenso al collocamento fuori ruolo. Appena tornata dal suo viaggio in Russia il Guardasigilli ha firmato la pratica.


2- INGROIA, SONO DIVENTATO UN BERSAGLIO, ANDRÃ’ IN GUATEMALA
Guido Ruotolo per "la Stampa"

Nell'aula magna del primo piano di palazzo di Giustizia, quando il presidente della Corte d'Appello finisce di leggere il messaggio del Capo dello Stato, la platea di magistrati rimane fredda. Qualche timido applauso parte dalle autorità presenti. «Ho apprezzato e condiviso il richiamo del Capo dello Stato alla necessità di lavorare senza sosta e senza remore per accertare la verità sulla strage di via D'Amelio».

Dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia arrivano segnali di pace in direzione dell'Alto Colle. Nel giorno del ventennale della strage di via D'Amelio, Ingroia racconta delle indagini e delle polemiche che lo hanno visto al centro dell'attenzione, in questi giorni. E annuncia che a settembre partirà per il Guatemala, accettando l'offerta delle Nazioni Unite per un incarico annuale.

Sostiene il procuratore di Torino, Giancarlo Caselli, che è stata dichiarata guerra contro di lei e l'ufficio di Palermo.
«Io non mi sento in guerra con nessuno, però che sia diventato un bersaglio questo lo avverto anch'io. Non mi appartiene la logica della guerra, in questi anni ho cercato di muovermi sempre seguendo gli insegnamenti di Paolo Borsellino».

Quali?
«Cercare la coesione istituzionale e la collaborazione tra le istituzioni per quello che dovrebbe essere l'obiettivo di tutti: la ricerca della verità».

Nel suo messaggio in occasione dell'anniversario di Borsellino, il Capo dello Stato fa un appello perché vengano scongiurate sovrapposizioni nelle indagini su torbide ipotesi di trattativa tra Stato e mafia...
«È vero che in passato c'è stata qualche incomprensione tra le procure che indagano sul biennio stragista del ‘92-'93. Ma da tempo ormai il coordinamento funziona a perfezione come attestato dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso».

Non è irrituale che la Procura di Palermo si appelli all'opinione pubblica?
«Noi lavoriamo nel rispetto delle regole ma se occorre ci appelliamo all'opinione pubblica per denunciare quello che non va. Ricordo che nell'estate del 1988 anche Paolo Borsellino si rivolse all'opinione pubblica denunciando un calo di tensione all'interno della magistratura, e perciò rischiò in prima persona un provvedimento disciplinare del Csm».

Procuratore Ingroia, chiariamo la questione delle intercettazioni indirette che coinvolgono il Capo dello Stato...
«Proprio per evitare il rischio di precipitosi o intempestivi depositi di intercettazioni che a nostro parere devono assolutamente rimanere segrete - così come fino a oggi è avvenuto - , sono state depositate soltanto le intercettazioni ritenute rilevanti (tra le quali non risultano telefonate del Presidente della Repubblica, ndr.). Quelle del tutto irrilevanti sono rimaste in un altro procedimento che avrà tempi certamente molto più lunghi rispetto al fascicolo definito in questi giorni».

Si invoca la necessità di far chiarezza sulla trattativa e implicitamente si accusa il Capo dello Stato di frapporre ostacoli a questo obiettivo. Ma scusi, procuratore Ingroia, nei prossimi giorni non chiederete il processo per la trattativa?
«La Procura di Palermo ritiene di aver ricostruito la trama e lo svolgersi di questa trattativa; di aver individuato i principali protagonisti, ma non ancora tutti coloro che hanno avuto un ruolo nella trattativa, nella consapevolezza che rimangono ancora dei buchi neri».

Quali?
«Più che quali insisterei oggi nel segnalare che per risolvere i punti ancora da chiarire dobbiamo superare l'omertà in Cosa nostra di quel tempo, e reticenze nel mondo istituzionale di quel tempo».

Come superare queste reticenze?
«Credo sia necessario che la politica, le istituzioni comprendano di dover procedere quanto prima alla revisione della legge sui pentiti, allungando il periodo dei sei mesi entro i quali il collaboratore di giustizia deve dichiarare tutti i temi sui quali vuole parlare».

Allora, procuratore Ingroia accetta l'offerta delle Nazioni Unite? Va in Guatemala?
«Da tempo le Nazioni Unite mi hanno proposto un incarico annuale di capo dell'unità di investigazione e analisi criminale contro l'impunità in Guatemala. La proposta la considero una sorta di prosecuzione della mia attività in Italia. In quelle latitudini, per fortuna, i giudici antimafia italiani sono apprezzati anziché denigrati e ostacolati».

Sembrava che volesse rinunciare all'offerta dell'Onu...
«I fatti accaduti negli ultimi giorni, la delicatezza del momento mi stanno facendo riflettere sui tempi entro i quali accettare la proposta. Intanto ho deciso di rinunciare alle mie ferie».

 

ingroiaAntonio Ingroia IngroiaPAOLA SEVERINO E GIORGIO NAPOLITANO Travaglio e PM Ingroia sotto l'ombrellone - Da PanoramaGiancarlo Caselli

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