carlo sarro nicola cosentino

INSALATA DI SARRO - 'NON HO MAI GESTITO CONTRATTI, CONTROLLAVO LE TARIFFE COME COMMISSARIO. IN VITA MIA NON HO PRESO NEANCHE UNA MULTA' - L'AVVOCATO DI COSENTINO RESPINGE LE ACCUSE DI TURBATIVA D'ASTA: 'MAI SONO STATO SFIORATO DA UN MILLIMETRO DI SCHIFEZZA'

Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera

 

CARLO SARRO CARLO SARRO

L’onorevole risponde al secondo squillo.

La voce fredda, profonda, quasi del tutto priva di inflessione (è nato a Piedimonte Matese, nel Casertano, 55 anni fa: è compaesano e collega di partito della senatrice Maria Rosaria Rossi, sacerdotessa di Palazzo Grazioli, detta anche «la badante»: ma non immaginatevi retroscena, i due — letteralmente — si detestano).

 

Dieci minuti di telefonata: e mai un cedimento, un nervosismo, un vuoto.

A Nicola Cosentino detto Nick ‘o mericano piaceva proprio questo del suo avvocato e amico fedele Carlo Sarro: non perde mai il controllo della situazione.

 

Nemmeno stavolta. Che, pure, è una brutta situazione.

«Bruttissima, orribile, incredibile, allucinante».

CARLO SARROCARLO SARRO

 

Continui, onorevole Sarro.

«Sono innocente».

 

Continui.

«Faccio l’avvocato da trent’anni, ho fatto il sindaco del mio paese per dieci e sono parlamentare da otto: e mai, dico mai, pur lavorando in territori assai complicati, mai sono stato sfiorato da un millimetro di schifezza. Niente! Pulito sempre! E adesso...».

 

La Dda di Napoli l’accusa di «turbata libertà degli incanti» in relazione a una gara d’appalto della Gori spa, controllata di Acea, nella gestione degli acquedotti e del rifornimento idrico della Campania: vorrebbero arrestarla.

«Ma di cosa mi accusano, eh? Io, come Commissario liquidatore dell’Ente d’Ambito Sarnese-Vesuviano, non mi sono mai occupato di contratti, gare e cose così... Mai gestito, né direttamente né indirettamente, alcun appalto...».

 

silvio berlusconi e maria rosaria rossisilvio berlusconi e maria rosaria rossi

Ci pensi bene.

«E ci sto pensando, infatti. Ma davvero non riesco a capire di cosa mi si accusi. Del resto, no, dico: io mi occupavo soltanto di pianificazione e controllo delle tariffe...».

 

Perché parla al passato?

«Perché mi sono dimesso».

 

Ci ha messo un po’. Raffaele Cantone, presidente Anac, aveva già stabilito che il suo ruolo di parlamentare fosse incompatibile con quello di commissario.

«Stavo preparando i documenti: vista la situazione, ho accelerato le procedure».

 

Cantone ha detto che, conoscendola personalmente, è rimasto comunque stupito dalla richiesta di arresto.

«Bontà sua...».

 

Siete amici?

«Ci conosciamo. Probabilmente ha capito che il sottoscritto, in vita sua, non ha mai preso nemmeno una multa».

 

raffaele cantoneraffaele cantone

Lei è anche vicepresidente della commissione Giustizia della Camera e membro della commissione Antimafia.

«Sì. E allora?».

 

Verrebbe da pensare che lei, in occasione delle recenti elezioni regionali, si sia espresso anche su chi tra i candidati fosse «impresentabile»...

«Ma lei certo ricorderà che noi di Forza Italia avevamo deciso, per ragioni di carattere puramente politico, di non partecipare ai lavori della commissione...».

 

Verrebbe da pensare anche altro.

«Senta... è appena arrivato il mio avvocato... dobbiamo pianificare la linea di difesa... purtroppo non posso più restare qui a parlare con lei...».

 

(Mette giù. Con delicatezza, ma mette giù).

Va bene: allora per capire meglio che tipo di personaggio politico è l’onorevole Carlo Sarro, prendiamo qualche ritaglio di giornale (è una balla che su Internet poi alla fine trovi sempre tutto: Wikipedia , per dire, che pure di solito scava su tutto e tutti, gli dedica due righe due).

NICOLA COSENTINO jpegNICOLA COSENTINO jpeg

 

Intervista al Corriere del Mezzogiorno (26 agosto 2014).

Sentite cosa dice Sarro, parlando da commissario provinciale di Forza Italia a Caserta.

«Il lavoro fatto in passato da Cosentino ha prodotto una classe politica affidabile».

 

«Il caso Cosentino deve far riflettere. Personalmente sono fortemente convinto della sua estraneità alle accuse» (Cosentino è accusato di avere legami stretti con il clan dei Casalesi).

 

«Mi reco spesso in carcere a fargli visita e, ogni volta, trovo un uomo che stoicamente affronta la detenzione».

 

Si suppone che poi, l’onorevole Sarro, dopo aver fatto visita al suo amico Nick ‘o mericano , si recasse anche a Palazzo San Macuto, dove si riunisce la commissione Antimafia. Così, come se niente fosse. Con il suo abito blu e i capelli brizzolati pettinati con la riga a sinistra. Elegantino, un po’ provinciale ma rassicurante. Nick lo presentò a Berlusconi abbastanza certo di fare colpo (c’era il problema della forfora: ma bastò un colpo di spazzola): esteticamente certi tipi piacevano un sacco al Cavaliere (adesso dicono decida tutto la Rossi, va un po’ a capire).

denis verdinidenis verdini

 

Sarro comunque si fa prima un giro da senatore e poi un secondo da deputato. Quando il Pdl si scioglie, non esita ad andare con Forza Italia. Però, ad un certo punto, esita. Tentenna. Conosce il dubbio.

 

Denis Verdini china la sua criniera grigia e il suo sguardo terribile su Sarro: «Firmi la lettera, sì o no?». È la lettera con cui Verdini chiede a Berlusconi di proseguire il cammino delle riforme anche a costo di sostenere Matteo Renzi e che però gli serve anche per contare i suoi: a Montecitorio, firmano in 17.

 

Sarro diventa «verdiniano».

Ma è un errore. Una debolezza (anche se non dev’essere facile ritrovarsi Verdini a un centimetro dal naso).

Comunque il cuore di Sarro è in Campania, a Napoli c’è il suo ufficio da avvocato amministrativista, lì c’è Nick ancora nei guai grossi, lì resiste e tiene la rete di rapporti politici legata a Forza Italia.

Sì, arruolarsi tra i «verdiniani» è stata una mossa sbagliata, sbagliatissima.

 

Così, quando la settimana scorsa, Verdini chiede a Sarro se è pronto allo strappo, a lasciare il partito, Sarro risponde abbassando lo sguardo: «No, Denis. Mi spiace, non me la sento. Resto con Silvio».

 

TOMMASO BARBATO FA LE CORNA TOMMASO BARBATO FA LE CORNA

Resta dentro Forza Italia con il suo curriculum: proposte di leggi e leggine per condonare ogni abuso edilizio (a volte in coppia con un altro suo amico, Francesco Nitto Palma) e il celebre emendamento per l’introduzione di una specie di quarto grado di giudizio.

A ripensarci: due sole righe di biografia su Wikipedia , proprio pochine.

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?