INSIEME PER FORZA - L’INCONTRO TRA BERLUSCONI E VERDINI FINISCE CON UNA TREGUA ARMATA: L’EX COORDINATORE RESTA IN “FARSA ITALIA” MA I SUOI VOTERANNO CON I RENZIANI IL DDL SCUOLA - UNO STRAPPO ADESSO NON CONVIENE A NESSUNO

VERDINI BERLUSCONIVERDINI BERLUSCONI

Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

Non più di una tregua armata. Per interesse e non certo per ritrovato amore, Silvio Berlusconi e Denis Verdini congelano l’addio. L’ex premier concede libertà di coscienza ai verdiniani, il ras toscano annuncia che una decina di senatori voteranno già nei prossimi giorni il ddl scuola con la maggioranza. Certo, il faccia a faccia si trasforma nell’ennesimo, tesissimo duello.

 

«Io ti ho chiesto una diversa gestione del partito e dei gruppi – si sgola l’ex coordinatore nel chiuso di Palazzo Grazioli – Non ci sto più a farmi umiliare. Dalla Rossi, poi...». «Denis - ribatte il leader se la metti così puoi anche andare via». E invece il primo resta in Forza Italia, il secondo non lo spinge alla porta.

 

BERLUSCONI VERDINI ALFANO INAUGURAZIONE SEDE FORZA ITALIA FOTO LAPRESS BERLUSCONI VERDINI ALFANO INAUGURAZIONE SEDE FORZA ITALIA FOTO LAPRESS

Il solco umano e politico è ormai profondo, ma non è tempo di divorzi. Non conviene a nessuno strappare. E se in pubblico Berlusconi fa la faccia feroce con Palazzo Chigi, in privato si lascia cullare dai dubbi: «Le elezioni anticipate vanno evitate a tutti i costi. Non ci sarà un nuovo patto del Nazareno, quello mai. Però Renzi è debole e magari in futuro avrà bisogno di noi».

 

Non a caso, l’ambasciatore Giovanni Toti è tornato alla carica con Palazzo Chigi, proponendo un incontro al premier. Ancora una volta, però, è stato respinto. La ragione corrisponde alla lettura che Verdini regala ai suoi fedelissimi: «Silvio sa che è questo il momento di ricostruire il rapporto con Renzi. E sa anche che Matteo non accetta altri mediatori...».

LA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI DENIS VERDINI LA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI DENIS VERDINI

 

I tempi, come al solito, orientano le scelte. E nessuno ha fretta. Non Berlusconi di sgambettare il governo, visto lo strapotere leghista nel centrodestra. E neanche gli uomini di Verdini, che a Palazzo Madama tessono con un po’ troppa fatica la tela governista. «Una decina di senatori stanno con Denis – sussurra Ignazio Abrignani – Sono un gruppetto capace di fare la differenza in questa legislatura». Se poi davvero il Nuovo centrodestra dovesse registrare defezioni, un contenitore “responsabile” aiuterebbe la navigazione del premier.

 

renzi verdinirenzi verdini

Un po’ di fretta, a dire il vero, ce l’avrebbe il cerchio magico. I centurioni azzurri spingono Berlusconi allo strappo con Verdini e sognano - scrive Askanews un’improbabile candidatura di Maria Rosaria Rossi al Comune di Roma. Ma Fedele Confalonieri e Gianni Letta - i migliori alleati di Verdini, anche ieri a Palazzo Grazioli - fanno scudo e invitano Silvio alla cautela.

 

raffaele fittoraffaele fitto

Nel caos azzurro, anche Paolo Romani prova a intestarsi una mediazione che riporti Forza Italia al tavolo delle riforme, riproponendo anche di ritoccare l’Italicum con un premio di coalizione. Tattica, come detto, ma comunque il segnale di un disagio crescente delle colombe azzurre rispetto alla linea dell’opposizione intransigente. È ormai prossimo, nel frattempo, un faccia a faccia tra Berlusconi e Matteo Salvini. Ma non prima di Pontida, assicura il leader del Carroccio.

 

Alla Camera, intanto, si prepara un nuovo strappo dei conservatori di Raffaele Fitto. Per convincere gli indecisi a varare il gruppo autonomo, Daniele Capezzone si aggira in Transatlantico con un bigliettino in mano. Ci sono i dati delle amministrative. E uno è cerchiato in rosso: FI ha superato il 12% dei voti soltanto in un comune su dieci. A ben guardare, un mezzo disastro.

 

 

fitto berlusconifitto berlusconi

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