INTERNAZIONALE HACKERISTA! - SNOWDEN S’IMBARCA SUL VOLO MOSCA-AVANA DELLE 12. MA DEVE PASSARE SUL CIELO DI NEW YORK

1 - SNOWDEN: FONTE, ALLE 12 SU VOLO MOSCA-L'AVANA
(ANSA) - L'ex agente governativo Edward Snowden, accusato di spionaggio dagli Stati Uniti, si imbarcherà sul volo Mosca-l'Avana Su150 in partenza alle 14.05 locali (le 12.05 in Italia) dal terminal D dell'aeroporto Sheremetevo della capitale russa: lo rende noto una fonte bene informata citata dall'agenzia Interfax. E' previsto che l'aereo atterri a Cuba alle 06.45 locali, dopo oltre 12 ore di volo.

2 - SNOWDEN: USA 'DELUSI' DA HONG KONG PER MANCATO ARRESTO
(ANSA) - Gli Stati Uniti sono "delusi" dalla decisione di Hong Kong di non onorare la richiesta di arresto di Edward Snowden, la 'talpa' del Datagate. Lo afferma in una dichiarazione ufficiale il Dipartimento di Giustizia americano.

Il Dipartimento di Giustizia americano è in contatto continuo con le autorità di Hong Kong dallo scorso 10 giugno, quando si era saputo che Edward Snowden, la 'talpa' del Datagate, si trovava nell'ex colonia britannica. Nell'ambito delle discussioni Hong Kong non ha mai sollevato problemi sulla richiesta di arresto di Snowden.

3 - SNOWDEN:FONTE RUSSA,POSSIBILE INTERVENTO CONTROLLORI VOLO NY
(ANSA) - Una fonte ben informata citata dall'agenzia statale Itar-Tass non esclude che i controllori di volo americani possano prendere "una decisione straordinaria" quando il volo Mosca-l'Avana con a bordo l'ex agente governativo Edward Snowden, accusato di spionaggio dagli Stati Uniti, attraverserà la zona aerea vicino a New York. L'aereo, della compagnia Aeroflot, sorvolerà l'Atlantico passando sopra l'isola canadese di Terranova prima di entrare nello spazio aereo di competenza della Grande Mela.

4 - SNOWDEN: FONTE RUSSA A ITAR-TASS, NESSUN MOTIVO PER FERMARLO
(ANSA) - Le forze dell'ordine russe non hanno alcun motivo per fermare l'ex agente governativo Edward Snowden, accusato di spionaggio dagli Stati Uniti e sbarcato ieri a Mosca con un volo Aeroflot proveniente da Hong Kong per ripartire oggi verso l'Ecuador, dove ha chiesto asilo politico. "Snowden non é in una lista di ricercati internazionali, cosa che potrebbe costituire un fondamento per fermarlo. Né ha commesso alcun reato nel territorio della Federazione Russa, ha osservato una fonte delle forze dell'ordine citata da Itar-Tass.

5 - SNOWDEN: ECUADOR,ANCORA NESSUNA DECISIONE SU RICHIESTA ASILO
(ANSA-REUTERS) - Il ministro degli Esteri ecuadoregno Ricardo Patino ha confermato oggi che il suo Paese ha ricevuto la richiesta di asilo politico da parte di Edward Snowden, ma che ancora nessuna decisione è stata presa al riguardo. "Posso confermare di aver ricevuto la richiesta di asilo da parte di Snowden, sulla quale prenderemo una decisione: stiamo analizzando la cosa con molta responsabilità", ha detto Patino dal suo viaggio in Vietnam.


SPONSOR E PAESI AMICI LA RETE CHE SFIDA OBAMA
Paolo Mastrolilli per "la Stampa"

Vladimir Putin, Xi Jinping, Julian Assange, Baltasar Garzón, Rafael Correa, forse i fratelli Castro e Nicolàs Maduro. Che cosa hanno in comune tutte queste persone? Edward Snowden, perché rappresentano la singolare alleanza internazionale che lo ha sostenuto e gli ha consentito di fuggire.

O meglio, hanno in comune l'avversione per gli Stati Uniti, contro cui hanno fatto fronte unico, accendendo la luce sulle nuove dinamiche che regolano gli equilibri globali. Washington sta premendo su Russia, Ecuador, Cuba e Venezuela, affinché non diano asilo al fuggito, cui hanno revocato il passaporto. Il presidente Obama è impegnato di persona, ma finora ha ricevuto solo umiliazioni.

La prima cosa da notare sarebbe questa: Snowden ha giustificato le sue azioni con la volontà di difendere libertà e trasparenza negli Stati Uniti, ma poi si è appoggiato ad alcuni dei regimi più totalitari e illiberali del pianeta. Qualcuno potrà obiettare che non aveva alternative, però la contraddizione salta agli occhi, come del resto nel caso di Assange, che vive nell'ambasciata di un regime apertamente accusato di violare la libertà di stampa.

L'altro elemento che tiene insieme tutta questa vicenda è la tecnologia. La National Security Agency esiste dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ma senza internet, i social media, gli smartphone e tutti i nuovi sistemi di comunicazione, non sarebbero neanche esistiti i controlli all'origine dello scandalo. Snowden non sarebbe stato assunto e tanto lui, quanto Assange, non avrebbero potuto pubblicare così facilmente le informazioni che nel bene o nel male avevano raccolto.

Questo nuovo mondo tecnologico, però, si salda adesso con il vecchio mondo degli stati tradizionali, per essere usato ai soliti scopi: la rivalità e l'interesse nazionale.

Quando all'inizio di giugno il nuovo presidente cinese è andato in California per incontrare in maniche di camicia il collega Obama, Snowden era già ad Hong Kong. Xi non sapeva nulla? Anche ammesso che fosse così, ieri di sicuro non ha fatto nulla per convincere le autorità di Hong Kong ad arrestarlo, come Washington aveva domandato. Anzi, ha usato cavilli legali per contestare l'estradizione e ora chiede chiarimenti agli americani sullo spionaggio. Perché Cina e Usa sono rivali, non partner, e l'occhio nero dello scandalo sorveglianza quanto meno aiuta Pechino a giustificare le sue attività spionistiche.

Putin sapeva che Snowden stava arrivando, tanto è vero che nelle ultime 48 ore Mosca aveva ricevuto la visita segreta del nuovo capo della Cia Brennan, venuto a chiedere aiuto se la talpa avesse scelto la Russia come prossima destinazione. Eppure il Cremlino ha accettato che Edward usasse il suo Paese, se non altro come transito. La posizione di Putin in questo intrigo internazionale è più delicata di quella di Xi, perché partecipa al G8 e in teoria dovrebbe essere un interlocutore degli Stati Uniti, se non proprio un amico. E invece, dopo lo scontro aperto sulla Siria e l'Iran, Vladimir ha scelto di sfidare ancora Barack, per riaffermare il ruolo perduto di superpotenza del suo Paese.

Ecuador, Cuba, Venezuela, ossia Correa che già ospita Assange, i fratelli Castro, e il fantasma di Chavez incarnato ora da Maduro, non perdono mai l'occasione per infilare un dito nell'occhio degli Usa. Oggi però non hanno più bisogno di armare missili per creare problemi, e non è difficile immaginare l'uso propagandistico e strategico che potrebbero fare di Snowden, magari in collaborazione con i servizi di Russia e Cina con cui sono stati sempre in affari.

A questi attori tradizionali si sono uniti adesso i protagonisti del mondo digitale come Assange, che ha fatto accompagnare Edward nel suo viaggio dall'assistente Sarah Harrison e ha mediato con l'Ecuador attraverso Garzón. Il suo nemico dichiarato sono gli Usa, e qualunque nemico del suo nemico diventa un amico.

Poco importa se Russia e Cina fanno peggio degli Usa nello spionaggio, con la differenza che la loro repressione interna chiude ogni spiraglio alla libertà di espressione che in teoria Wikileaks e Snowden vorrebbe difendere in America. Questi protagonisti poi ricevono l'applauso della protesta globale modello Occupy Wall Street, tanto che già esiste una petizione firmata da centomila persone per liberare Edward.

Risultato: gli Usa hanno meno influenza oggi, di quanta ne avevano all'epoca della Guerra Fredda. Allora si litigava e si negoziava con Mosca, per complicare o risolvere ogni problema. Oggi, grazie a un computer, un fronte singolare come questo può mettere Washington all'angolo.

 

snowdenEdward Snowden Obama barak VLADIMIR PUTIN E BARACK OBAMA jpegBarack Obama e Xi Jinping si incontrano a Sunnylandsjulian assange biopic planned Baltasar Garzon

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…