fabio pileri matteo salvini tommaso verdini

“MATTEO SALVINI CI HA DATO CARTA BIANCA E NOI SIAMO STATE PERSONE PERBENE” - LA “INVER SRL”, SOCIETA’ DI TOMMASO VERDINI E FABIO PILERI, CERCAVA DI FARE INCETTA DI APPALTI MA ANCHE DI CREARE NUOVE RELAZIONI - INTERCETTATO, PILERI DICE DI “VOLER CREARE UNA RETE DI RAPPORTI ISTITUZIONALI ANCHE ALL’INTERNO DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE” (GUIDATO DA SALVINI) PUR PREOCCUPANDOSI DI NON METTERE IN IMBARAZZO IL LEADER DELLA LEGA - IL BIGLIETTO PER LA SCALA PER RINGRAZIARE UN POLITICO, IL DOCUMENTO PER SCREDITARE UN DIRIGENTE ANAS PER PIAZZARE AL SUO POSTO UN FUNZIONARIO AMICO, I 20 MILA EURO AL MESE PER DENIS VERDINI, I CONTATTI CON IL LEGHISTA RIXI

Ilaria Sacchettoni per il “Corriere della Sera”

 

FRANCESCA E TOMMASO VERDINI

«Sicilia. Sardegna. Calabria. Basilicata. Puglia...» L’elenco completo delle gare regionali d’appalto dell’Anas (con relativi allegati) era in un dischetto conservato nell’abitazione di Tommaso Verdini, perquisito dai finanzieri del nucleo Pef e poi arrestato per corruzione e turbativa d’asta in un’inchiesta che coinvolge anche il padre Denis con la loro Inver srl, oltre a funzionari pubblici e imprenditori. In quelle poche pagine c’era il risultato di uno sforzo «relazionale» di mesi.

 

Potenza dei «marescialli» che, dall’interno dell’Anas, veicolavano informazioni preziose agli imprenditori amici. Quei funzionari dovevano essere periodicamente gratificati e remunerati e i soci della Inver si attivano freneticamente per ampliare la rete delle proprie amicizie che dall’alto promuovessero quelle carriere.

 

FABIO PILERI

Oltre al sottosegretario Federico Freni, ripagato per la sua disponibilità da Tommaso Verdini perfino con un biglietto della Scala, si sarebbe fatto avanti anche il sottosegretario leghista Edoardo Rixi «i cui contatti sarebbero avvenuti tramite Lo Bosco (Dario Lo Bosco oggi presidente di Trenitalia, ndr )». Dice il socio dei Verdini, Fabio Pileri (assistito da Alessandro De Federicis): «Ci ha cercato Rixi tramite Lo Bosco... Ha chiamato Rixi e mi ha detto state tranquilli qualsiasi cosa lui la fa».

 

TOMMASO VERDINI

È sempre Pileri, parlando dei Verdini, a chiamare direttamente in causa la Lega e non solo: «Hanno comunque il governo perché c’è Salvini, insomma ragazzi è la Lega. Salvini c’hanno; sono trasversali perché hanno rapporti con Lotti (Luca Lotti, l’ex ministro dello Sport, ndr )...».

 

La Lega, alleata di governo, ma cruciale anche per guadagnare gli appalti al Nord è quasi un’ossessione per indagati come Pileri che sottolineano: «Siamo il cognato del ministro».

E ancora: «Bisognerebbe interfacciarsi con la Lega veneta nel senso che devo confrontarla con Zaia». Parliamoci chiaro dice Tommaso Verdini intercettato: «La Lega veneta è un’altra cosa rispetto alla Lega nazionale».

 

federico freni

In questo scenario nel quale la Inver srl cerca di fare incetta di appalti, occorre attrezzarsi sotto il profilo relazionale e organizzativo. Pileri dice di «voler creare una nuova rete di rapporti istituzionali anche all’interno del Mims (ministero delle Infrastrutture, guidato da Salvini, ndr )» pur preoccupandosi di non mettere in imbarazzo l’attuale titolare del dicastero: «Matteo ci ha dato carta bianca e noi siamo state persone perbene».

 

salvini francesca verdini

È chiaro, infatti, che per crescere sotto il profilo dei ricavi la Inver ha bisogno di presunti sponsor istituzionali e di imprenditori paganti. Ed ecco, allora, che, di quando in quando, viene ribadito l’elenco degli sponsor: «Poi c’abbiamo Lucchini, Rixi (Edoardo Rixi, ndr ), Morelli (Alessandro Morelli, ndr ), Freni (Federico Freni, ndr ) e Siri (Armando Siri, ndr )» elenca Verdini jr al socio Pileri parlando di nomine del nuovo esecutivo.

 

Quest’ultimo appare poi il più aggressivo circa i piani necessari per conservare «i marescialli» al loro posto e possibilmente rinvigorirne le prerogative: «Pileri — scrivono i finanzieri — sollecita l’interlocutore a stilare un documento che verosimilmente consegnerà in Anas allo scopo di screditare un dirigente e consentire a O.M. (che oggi si occupa della società di progettazione del ponte sullo Stretto di Messina, ndr ) di prenderne il posto».

 

TOMMASO DENIS VERDINI

C’è di che entusiasmarsi secondo Verdini jr: «Qui stiamo facendo dei miracoli perché senza avere un ca... stiamo ottenendo dei posti. Sono i posti che otteniamo per i rapporti che abbiamo con i dirigenti e con gli amministratori». E se Verdini senior, retribuito con circa «20 mila euro mensili», sovrintende alle strategie, i soci studiano come farlo uscire dai domiciliari ai quali è confinato per una vecchia bancarotta: «Pileri — scrive la polizia giudiziaria — dice di essere a conoscenza dell’intenzione di Denis Verdini di presentare formale istanza tesa a intraprendere una posizione lavorativa tramite quella società di Massimo Parisi da individuare verosimilmente nella Pda».

Matteo Salvini e Francesca Verdini capodannati

 

Preoccupato dalle indagini in corso, Pileri si tiene alla larga da Freni per un po’. «L’unico con cui evito di vedermi è Federico» dice dopo aver letto la ricostruzione di un quotidiano: «Però se mi rifanno l’articolo invece di dire “se ne andava al Mef e basta” dice “andava al Mef con Freni”».

 

TOMMASO E DENIS VERDINI AL FUNERALE DI SILVIO BERLUSCONI

Quanto agli imprenditori alcuni di loro erano legati da vecchi rapporti di amicizia alla famiglia Verdini. È il caso di Stefano Chicchiani, amministratore legale della Segi, assistito dall’avvocato Pierpaolo Dell’Anno, che anni fa aveva completato il restauro della proprietà di Montartino (appartenente alla moglie di Verdini senior). E che ora, al presente, avrebbe corrisposto alla Inver circa 500 mila euro (trentamila dei quali in contanti). In cambio avrebbe ottenuto un posto in prima fila nell’assegnazione di un appalto da circa 20 milioni di euro.

 

FRANCESCA VERDINI - MATTEO SALVINI PRIMA DELLA SCALA 2023

Tra gli imprenditori più legati alla Inver c’è l’ex parlamentare centrista Vito Bonsignore che, interessato ai progetti sulle varianti, parla al telefono con un suo collaboratore: «Sono le 15 varianti fuori sede, poi c’era un’altra cosa, un altro lavoro, regione per regione». Ma il più fortunato è forse Angelo Ciccotto (assistito dall’avvocato Giovanni Castronovo) al quale si aprono le porte di un appalto da centinaia di milioni.

edoardo rixi 9

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…