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CIRIBÌ CHE BEL CASIN – LETTERA DEI LEGALI DI VINCENZO ONORATO: “CI TROVIAMO COSTRETTI A RENDERE PUBBLICHE LE DINAMICHE DI UNA DELICATISSIMA VICENDA FAMILIARE CHE COINVOLGE TRE MINORENNI, CIOÈ I FIGLI NATI DAL MATRIMONIO DEL DOTTOR ONORATO CON LA SIGNORA LARA CIRIBÌ”

Riceviamo e pubblichiamo:

 

VINCENZO ONORATO VINCENZO ONORATO

Egregio Direttore,

 

nel ringraziarti anticipatamente per la tua cortese attenzione, ti inoltro una lettera dei legali del dottor Onorato, scritta a seguito di un articolo uscito oggi su un quotidiano nazionale che, non offrendo un quadro complessivo della situazione, dà ai lettori un'idea fuorviante dei fatti.

 

Trattandosi di vicende famigliari molto delicate che coinvolgono figli minori, mi appello alla tua sensibilità affinché, nel caso ritenessi necessario riprendere la notizia, essa venga quantomeno inquadrata nel suo contesto complessivo, un contesto che, mi permetto di osservare, forse avrebbe dovuto suggerire e suggerirebbe ancora, di lasciare questa vicenda nell'ambito che evidentemente le è proprio: quello della sfera privata dei suoi protagonisti.

 

Ti ringrazio ancora e, rimanendo a tua disposizione, con l'occasione ti porgo i miei più sentiti saluti.

 

Anna Silvia Marongiu

Responsabile Comunicazione Onorato Armatori

 

 

LETTERA DEI LEGALI DI VINCENZO ONORATO

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A tutela dell’onorabilità del nostro assistito, dottor Vincenzo Onorato, ci troviamo costretti a rendere pubbliche le dinamiche di una delicatissima vicenda familiare che coinvolge tre minorenni, cioè i figli nati dal matrimonio del dottor Onorato con la signora Lara Ciribì. Tanto facciamo in seguito alla pubblicazione su un importante quotidiano nazionale di un articolo che - al di là delle intenzioni e della volontà del cronista - dà della vicenda una lettura parziale, e perciò fuorviante che non restituisce la verità sostanziale dei fatti.

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Nel mese di agosto del 2014, la signora Ciribì – che si trovava in vacanza con i figli, due ragazze e un maschio, a Miami – contravvenendo alla decisione assunta dalla Corte d’appello di Milano (che aveva confermato così una identica decisione del tribunale) non faceva ritorno in Italia. Allo scopo, faceva ricoverare le due figlie in ospedale e contemporaneamente avviava una serie di azioni giudiziarie negli Stati Uniti, accusando il padre di violenza familiare sulla stessa e sui minori e chiedendo l’affidamento.

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  Il Tribunale americano accertava che i fatti erano totalmente diversi da quelli prospettati dalla signora Ciribì. In particolare – confermando le valutazioni che erano state alla base della decisione dei giudizi italiani di negare il loro trasferimento negli Stati Uniti -  accertava che i minori si trovavano in stato di grave disagio psicologico a causa delle azioni della madre, la quale aveva “orchestrato ad arte” un piano per impedire il rientro dei minori in Italia.

 

Il Tribunale americano quindi nominava dei tutori i quali accertavano le condizioni in cui i tre minori erano costretti a vivere dalla madre e lo stato di discriminazione a cui era soggetto il più piccolo, costretto a dormire su una poltrona. Il Tribunale di Miami, ritenendo la Ciribì responsabile di abusi e maltrattamenti sui figli, consistenti nell’avere alienato i figli dal padre e avere provocato negli stessi un gravissimo stato di disagio, li allontanava dalla madre e li trasferiva in una struttura protetta in California, vietandole ogni contatto.

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 Dall’agosto del 2014 il dottor Onorato si è recato più volte in California, dove si è trattenuto per lunghi periodi, per seguire le terapie alle quali, su ordine della magistratura, i tre minori venivano sottoposti presso una struttura protetta.

 

Nello stesso periodo la signora Ciribì veniva condannata penalmente dal giudice americano a 12 mesi di libertà vigilata (evitando in questo modo il carcere) per avere dichiarato il falso al Tribunale e per averne violato gli ordini. In particolare era arrivata al punto di discutere con i figli del procedimento in corso (13, 11 e 9 anni il più piccolo). Durante il periodo di libertà vigilata il giudice americano ha ammonito più volte la signora Ciribì per non aver osservato le prescrizioni imposte e si è dichiarato preoccupato che la madre continuasse ad agire al fine di allontanare i figli dal padre.

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   La signora Ciribì tornava allora ad adire la giurisdizione italiana che già, come si è detto, aveva respinto la richiesta di autorizzare il trasferimento a Miami a causa della sua “instabilità emotiva” e di una “fragilità psicologica, dove si disperde l’interesse vero dei figli”.

 

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Anche questa seconda richiesta veniva respinta dai magistrati che affidavano in via esclusiva i figli al dottor Onorato collocandoli presso di lui in Italia proprio in considerazione delle “conseguenze negative dei comportamenti della madre”, che ha agito “strumentalizzato la delicata situazione psicologica dei minori”, fornendo loro una falsa rappresentazione della realtà.

 

  Il recente comportamento delle bambine, che sono tornate ad accusare falsamente il padre, era stato ampiamente previsto dagli psicologi americani. Avevano infatti affermato che, dato il loro grave stato di alienazione provocato dalla madre, erano state quasi “programmate per parlare male del padre”.

 

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Come, d’altra parte, conferma l’atto di registrare un frammento di uno sfogo del padre e di metterlo a disposizione della madre che ne ha fatto l’uso che era facilmente prevedibile e che, in effetti, era stato già in una certa misura previsto. Fortunatamente anche questo episodio, del quale il citato articolo dà atto facendo appunto ferimento a una "registrazione", è avvenuto a bordo di un taxi in presenza di testimoni che consentono di riportarlo alla sua esatta umana dimensione e al preciso contesto.

 

      Il dottor Onorato non solo mai ha utilizzato nei confronti delle figlie alcuna forma di coercizione fisica, ma si è adoperato e continuerà ad adoperarsi per porre rimedio al grave stato di disagio in cui versano. Sia in modo diretto, sia col sostegno dei propri familiari, tra cui il fratellino che continua a vivere con il padre, sia con l’ausilio e la consulenza dei migliori specialisti.

Tanto riteniamo di dover rendere pubblico nella speranza che questa vicenda torni nell’ambito che le è proprio: quello di una storia dolorosa che colpisce un’intera famiglia.

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A conferma di ciò riportiamo una breve dichiarazione dei due figli maggiori del Dottor Onorato, Achille e Alessandro: “" Gli episodi riportati da Repubblica entrano nel merito di una situazione delicata che sta dolorosamente provando tutta la nostra famiglia.

 

Nostro padre, che adoriamo, è un uomo di grande umanità, non certo violento, e da oltre un anno, anche con il nostro aiuto, sta ricoprendo con enormi sacrifici il doppio ruolo di genitore. I nostri fratelli minori sono vittime di una grave manipolazione da parte di una persona che li sta usando per interessi personali. Nell'augurarci che venga ristabilita la verità ci stringiamo intorno a nostro padre e al nostro fratellino Tommaso che è rimasto con noi”.

 

Avv. Eva Lenski

Studio Lenski

 

 

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