lorenzo fontana matteo salvini putin

C'E' LO ZAMPINO DI MATTARELLA? - LORENZO FONTANA È ENTRATO A MONTECITORIO DA PUTINIANO, È DIVENTATO UN MODERATO, ATLANTISTA DI BUON SENSO – NEL 2014, IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, DA EUROPARLAMENTARE, DISSE: “PUTIN È IL NOSTRO LEADER”, E VOTO' CONTRO LE SANZIONI ALLA RUSSIA. NEL 2018, CHIEDEVA DI SEGUIRE L’ESEMPIO RUSSO SUL MODELLO DI FAMIGLIA, E DA MINISTRO DEGLI AFFARI EUROPEI METTEVA IN DUBBIO IL FUTURO COINVOLGIMENTO DELLA NATO – FORTUNATAMENTE, HA CAMBIATO IDEA, E ORA CONTROBILANCIA SALVINI IN ASSE CON IL QUIRINALE (CHE NON POTENDO CONTARE SULLA SECONDA CARICA DELLO STATO, LA RUSSA, PUNTA SULLA TERZA…)

Estratto dell’articolo di Simone Alliva per “Domani”

 

gianluca buonanno, lorenzo fontana, and matteo salvini contro le sanzioni alla russia

«Vladimir Putin è il nostro leader». Nel 2014 Lorenzo Fontana non aveva dubbi. Da europarlamentare ospite «al congresso di Vienna degli Identitari» lodava lo Zar «leader della Restaurazione dell’Ancien Régime».

 

In estasi, spiegava al giornalista di Repubblica, Francesco Merlo che solo Putin rispettava identità e differenze contro il Dominium americano. Oggi ha idee diverse. […]

 

Da presidente della Camera parla di una Russia «che ha fallito completamente questa guerra». Pur invocando «prudenza», sull'uso degli asset russi congelati in Ue per aiutare Kiev: «Non vorrei fosse usato per proseguire nel conflitto».

 

LORENZO FONTANA - FOTO LAPRESSE

Classe 1980, «veronese e cattolico». Una traiettoria di vita nel segno della croce e della Russia di Putin, che durante il suo ventennio al potere ha portato avanti molte guerre: Cecenia nel 1999, Georgia nel 2008, Ucraina nel 2014, Siria nel 2015.

 

Putin «è il riferimento per chi crede in un modello identitario di società», diceva il Fontana leghista. Sarà stato per questo che molti sollevarono dubbi sulla sua elezione a presidente della Camera. Per il Financial Times era: «Un euroscettico ammiratore di Vladimir Putin. Secondo gli analisti, l'elezione di Fontana a presidente della Camera, riflette il forte potere e l'influenza dell'ala filo-russa della Lega di Salvini».

 

giorgia meloni ignazio la russa lorenzo fontana sergio mattarella 25 aprile 2024 altare della patria

[…] Fontana non è più il leghista che il 25 aprile festeggiava solo San Marco e non la Liberazione dal nazifascismo (quasi in sintonia con il neo-presidente del Senato). […] A fine maggio del 2018, ospite del convegno dell’associazione Pro Vita Onlus a Verona, spiegava che l’esempio da seguire è la Russia: «Se trent’anni fa la Russia, sotto il giogo comunista, materialista e internazionalista, era ciò che più lontano si possa immaginare dalle idee identitarie e di difesa della famiglia e della tradizione, oggi invece è il riferimento per chi crede in un modello identitario di società».

 

Da neoministro degli Affari europei, Lorenzo Fontana, in molteplici dichiarazioni ha messo in dubbio il futuro coinvolgimento dell’Italia nella Nato, visto l'orientamento antirusso dell'Alleanza atlantica.

 

LORENZO FONTANA - FOTO LAPRESSE

Si è vantato di aver messo a punto con Salvini, negli anni in cui condividevano la medesima abitazione a Bruxelles, «la battaglia contro la globalizzazione e l'egemonia americana». Ha definito «scellerato» l'embargo occidentale contro Mosca, «che costa un miliardo ai nostri imprenditori».

 

Una fascinazione non solo per la difesa dei valori ma anche per i metodi usati. I suoi profili social, dopo la nomina da presidente hanno subito una sbianchettata. Tweet cancellati ma soprattutto articoli e interviste rimosse. Nel 2014 elogiava l’arresto da parte degli agenti russi di 700 persone di religione islamica e sempre nello stesso anno rilanciava il discorso di Putin che puntava a trasformare la cultura in uno strumento di controllo politico e sociale.

 

matteo salvini e lorenzo fontana in spiaggia a milano marittima

[…]

 

I suoi legami con la Russia risalgono al 7 dicembre 2013. Congresso federale Lega Nord, presente Alexey Komov, a nome dell'associazione ultracattolica World Congress of Families, responsabile internazionale della Commissione per la famiglia del Patriarcato ortodosso di Mosca e grande amico dell'oligarca Konstantin Malofeev, già molto attivo nei rapporti tra il Cremlino e i francesi del Front National.

 

E mentre Salvini spostava definitivamente il baricentro della Lega verso la Russia, Fontana esportava in Italia i suoi contenuti (guerra alle persone Lgbtq e ai diritti riproduttivi).

 

Alexey Komov

Un rapporto fertile, quello tra il neo-presidente della Camera e l’emissario di Putin, lungo quasi un decennio. A raccontare del loro incontro su La Padania del 10 dicembre 2013 era stato un ancora sconosciuto Gianluca Savoini, che come racconteranno anni dopo Giovanni Tizian e Stefano Vergine ne Il libro nero della Lega (Laterza), ricoprirà un ruolo chiave durante il meeting avvenuto il 18 ottobre all’Hotel Metropol di Mosca al fine di strappare un accordo con una società petrolifera collegata a Malofeev per tentare di finanziare la Lega in vista della campagna elettorale per le elezioni europee di maggio.

 

Il 10 ottobre 2016 Fontana accoglie Komov nelle vesti di eurodeputato per un dibattito dal titolo “La famiglia sotto attacco”. Una relazione ben concreta, basti pensare all’invito ricevuto da Russia Unita (il partito di Vladimir Putin) a partecipare come “osservatore” al referendum sull’annessione della Crimea e nella battaglia contro le sanzioni dell’Europa alla Russia (si presentò al Parlamento Europeo indossando la maglia «No sanzioni alla Russia»).

oligarca russo konstantin malofeev 6

 

Il sigillo di questa unione è visibile nella realizzazione del Congresso di Verona nel 2019, definito da Human Right Watch: «La più influente organizzazione americana esportatrice di odio». […]

andrea crippa - patto tra la lega giovane e russia unita di putinLORENZO FONTANA oligarca russo konstantin malofeev 3MEMORANDUM TRA IL MOVIMENTO GIOVANILE DELLA LEGA NORD E LA GIOVANE GUARDIA DI RUSSIA UNITA 2 DI 2Matteo Salvini - Sergei Zhelezniak - firma dell accordo tra la lega e russia unita gli auguri di buona pasqua di lorenzo fontanaoligarca russo konstantin malofeev 4oligarca russo konstantin malofeev 5oligarca russo konstantin malofeevMATTEO SALVINI IN SPIAGGIA A MILANO MARITTIMA CON IL FIGLIO E LORENZO FONTANAignazio la russa lorenzo fontana giorgia meloni festa delle forze armate foto lapresse jago e lorenzo fontana - opera look down nel cortile di montecitorio

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...