maria giovanna maglie trump salvini

ITALIA FATTA A MAGLIE - ''SU TWITTER MI CHIAMANO SOVRANISTA PER DIRMI FASCISTA. MICA È COLPA LORO, SONO STATI EDUCATI CHE L'ESSERE ANTITALIANI È UNA VIRTÙ. ABBIAMO TOLLERATO PER DECENNI UN PARTITO COL 30% DEI CONSENSI FINANZIATO DALL'UNIONE SOVIETICA. E OGGI CHIAMANO RAZZISTA CHIUNQUE NON SI CONFORMI AL PENSIERO UNICO'' - ''LA RAI? SPUTACCHIERA DEL PAESE'' - ''CALENDA DICE CHE I GIALLOVERDI SONO ANALFABETI FUNZIONALI. PER LUI LA COLPA È DEL SUFFRAGIO UNIVERSALE''

 

 

Giorgio Gandola per ''La Verità'' del 20 agosto 2018

 

il crollo del ponte morandi a genova

«Servono coraggio e lucida follia, sennò l' autunno sarà gramo». La ricetta è semplice, gli ingredienti rarissimi. Maria Giovanna Maglie osserva l' Italia in lacrime, l' Europa senz' anima, l' America dei fremiti trumpiani dal suo piccolo paradiso di campagna a Morlupo sulla Flaminia («così lontano da Roma da riposare, così vicino da sentirne il profumo») e come il duca d' Auge ne I fiori blu di Raymond Queneau trova la situazione molto confusa. Però la scrittrice, saggista, polemista su Dagospia, biografa di Oriana Fallaci, autrice del più lucido pamphlet sul presidente americano (@realDonaldTrump) ha gli strumenti per decodificarla, questa benedetta situazione, e indicarci con generosità la via.

 

vivere sotto una cupa minaccia il reportage di michele guyot borg sul ponte morandi di genova 13

A Matteo Salvini e Luigi Di Maio consiglia di fidarsi di Trump e di incrementare lo spoil system. Agli italiani di guardarsi dalle trappole della razza padrona sconfitta alle elezioni e di non aver paura delle parole proibite dagli indignados permanenti come Roberto Saviano. E a tutti di imparare a leggere le notizie fra le righe, perché le fake news arrivano da dove meno te lo aspetti. Per il resto astenersi antiamericani, calunniatori, dem fantozziani e radical chic.

 

Signora Maglie, sotto il ponte crollato a Genova c' è un Paese pietrificato dal dolore.

«La tragedia è lo specchio di come è ridotta l' Italia. Costruita fino a un certo punto e poi svenduta. Mi fanno ridere quelli che dicono: se sei liberale devi difendere i privati.

Qui c' è un monopolista al quale lo Stato ha svenduto le infrastrutture. Massimo di ricavi, nessun controllo e tutto secretato. Ma è possibile?».

 

È possibile, lo dice la concessione.

«Tutto così torbido, senza trasparenza. Ma come valida fino al 2042? C' è una regola europea che lo impedisce, ma da noi vince sempre il Deep State, la razza padrona uscita sconfitta dalle elezioni. Ma che combatterà fino all' ultimo per non farsi scalzare.

Era così anche in America con Barack Obama, corruzione e collusione. Il virus si è sparso anche in Occidente».

 

Per un' analista del mondo yankee è fondamentale ciò che succede a Washington.

mariagiovanna maglie carlo spallino centonze e la torta di compleanno

«Mi auguro che l' America abbia un ruolo sempre più forte. E che le chiacchiere e illazioni di un desiderio di Trump di usare l' Italia come grimaldello per aprire l' Unione europea rispondano al vero. Il suo approccio iniziale era quello di Henry Kissinger: se ho bisogno dell' Europa non so a chi telefonare».

 

Poi ha cominciato a telefonare a Parigi.

«All' inizio ha provato a rompere l' asse franco-tedesco con Emmanuel Macron, ma ha capito quasi subito a chi si stava legando e ha lasciato perdere. In Italia la vittoria degli schieramenti euroscettici l' hanno rassicurato e indotto ad andare avanti.

Questo mette di malumore la nostra stampa. Ma lo scenario sarà anche più interessante dopo il 9 settembre».

 

Cosa succede?

«Ci sono le elezioni in Svezia, nella socialdemocrazia più avanzata del vecchio continente. Vedrete che sorprese, perché l' istinto di conservazione delle persone e il loro buon senso sono più forti di tutto. C' è aria di ribellione anche lì».

 

In cosa Trump sarà sempre nemico di Bruxelles?

«Lui è un reaganiano eletto nel terzo millennio. Non gli piace l' Ue che fa affari con l' Iran, che inciucia con i cinesi, che mette dazi facendo finta di toglierli. Gli americani come lui hanno tanti difetti ma non sopportano l' ipocrisia».

 

MARIA GIOVANNA MAGLIE REAL DONALD TRUMP

Una faccenda levantina come quella della presidenza Rai non la capirebbero.

«Assolutamente. Ma in Italia la Rai è la sputacchiera del paese, dove si misurano, si calibrano, si intersecano gli interessi più opachi. Oggi la battaglia sulla Rai rappresenta il tentativo di togliere forza e potere a Salvini. E chi dice chissenefrega della Rai, sbaglia. È lo specchio dei nostri tic».

 

Ex inviata Rai, lei conosce la materia. Cosa vede dietro l' affaire Foa?

«Vedo qualche errore di ingenuità del governo che si è fidato troppo di Forza Italia.

Ora a Di Maio e Salvini servono coraggio e lucida follia, sennò non riusciranno a cambiare tutto».

 

Lei fa il tifo per loro?

«Guardi, erano 25 anni che non andavo a votare. Questa volta ho visto la luce. Quello fra 5 stelle e Lega è un compromesso accettabile, riconosco elementi di rispetto nei confronti dei valori fondanti. Questo è socialismo tricolore, mi azzarderei perfino a dirlo ai miei ex amici craxiani».

 

E il razzismo, il sovranismo, il fascismo?

«Non ci casco. Non dobbiamo avere mai più paura di finire inchiodati a fonemi proibiti per decenni. I comunisti da terrazza sono sempre stati bravissimi a trasformare il senso dei fonemi. Pur stando fuori dal mainstream, pure io ho sempre avuto un po' di paura. Ecco, questa nuova wave politica mi ha tolto la paura».

 

Per favore ci spieghi.

Marcello Foa

«Ai miei tempi tu dicevi: Eh, però i crimini di Stalin...E subito ti bollavano: sei un anticomunista. Poi eccepivi: perché Edgardo Sogno che era contro l' invasione in Ungheria stava in galera e Giorgio Napolitano che era a favore stava al Quirinale? E subito ti fucilavano: sei un golpista. Oggi scatta lo stesso consunto meccanismo».

 

Quindi non siamo razzisti?

«Oggi pur di non fare i conti con l' invasione in atto dall' Africa ecco il fascismo, il razzismo, il dux e il trux. Dimenticano che con la legge Mancino fu accusata anche Oriana Fallaci. Ridicoli. Perseguire i razzisti è un conto, ma definire razzista chi non si conforma al pensiero unico è aberrante. Contro questa gente serve coraggio».

 

I social sono una perenne cascata di veleno.

«Su Twitter mi ritrovo gente che scrive: cara signora sovranista, la sua è l' anticamera del fascismo. Mica è colpa loro, sono stati semplicemente educati che l' essere antitaliani è una virtù. Del resto noi abbiamo tollerato per decenni un partito col 30% dei consensi finanziato dall' Unione Sovietica. Non mi stupisco».

 

Ragionamento forte per un' intellettuale socialista.

«A chi parla di socialismo dico: caro hai presente Giuseppe Mazzini? Hai presente ciò che Bettino Craxi pensava dell' Unione europea capestro? La patria è un valore e i confini servono: l' idea che se uno straniero è illegale non deve entrare mi sembra sacrosanta».

 

matteo salvini luigi di maio

Per il Pd niente affatto. Accoglienza diffusa e tutti gli altri nel recinto dei razzisti.

«Tutta colpa del Pci. Se il tuo partito affascinante e menzognero invece di una Bad Godesberg si limita a cambiare il nome un po' di volte, finisce così. Partito Ztl e fastidio fisico, perché certe istanze della base ti turbano la narrazione. Si dice così, vero?».

 

I muri fanno orrore. Ma attorno al nuovo governo c' è un alto muro mediatico di sbarramento.

«Simile solo a quello che si vedeva quando scese in campo Silvio Berlusconi dopo il golpe giudiziario del '92-'93. Anche allora c' era una dicotomia fra voto popolare e pensiero mainstream. Con una differenza: il Cavaliere possedeva tre televisioni e un giornale. Questi no, hanno solo i voti. Carlo Calenda ha definito coloro che hanno vinto: analfabeti funzionali. Parte la risata».

 

ORIANA FALLACI

Perché ci trova da ridere?

«Perché alla fine la colpa è del suffragio universale. E qui torniamo all' esempio di Trump. Trecento giornali hanno lanciato un appello per farlo fuori su input del Boston Globe. Lui ha risposto con un tweet, indicando il vero partito di opposizione, quello delle fake news. Poi ha aggiunto: ma noi stiamo vincendo».

 

Stessa situazione in Italia?

«Più o meno, ma non so se qui stiamo vincendo. Il Deep State che ha fatto affari sontuosi per 25 anni combatterà fino all' ultimo per non perdere i privilegi. Leggo tutto, sono abbonata ai peggiori giornali italiani e alle peggiori Tv americane. E vedo una grande differenza in due situazioni simili. Anche Trump governa contro il 90% di Tv e quotidiani, ma è il presidente degli Stati Uniti e gode di un potere che passa attraverso mille rivoli, non ultimo quello della Federal Reserve che stampa denaro. Qui, con tutto il rispetto, il governo ha un potere molto più limitato».

 

Cosa vuole significare con il distinguo?

«Se Di Maio e Salvini non si sbrigano ad adottare un brutale spoil system non vanno da nessuna parte. Quando hai contro tutti in modo palese o subdolo e hai contro il mondo dell' economia, non bastano la lotta allo sfascio, la campagna elettorale permanente, la fase barricadera. Per essere autorevole e pronto ad opporti ai colpi di coda del moloch di Bruxelles devi avere qualcuno dalla tua parte».

 

Ormai si è sfilato anche Berlusconi.

«Ho sempre avuto molto rispetto per lui, ma nel 2008 ha smesso di convincermi.

SILVIO BERLUSCONI ANTONIO TAJANI

Aveva una maggioranza bulgara per portare a casa ciò che sta portando a casa Trump: meno tasse, deregulation amministrativa e investimenti per spesa produttiva. Niente. Ancora nel 2011 poteva dire no all' operazione contro la Libia e non l' ha detto».

 

Tutto questo che significa?

«Significa che il conflitto di interessi diventa rilevante quando qualcuno ti tira per la giacchetta. Il suo è un triste tramonto, culminato con la scelta di un europeista come Antonio Tajani».

 

Controcorrente?

«Semplicemente sbagliato, nell' Italia di oggi, battezzare un delfino formatosi in questa Europa. Chi è uomo di fiducia di Bruxelles non può esserlo degli italiani. I quali, come gli inglesi e il ministro Paolo Savona, hanno capito benissimo che la Germania ha trovato un nuovo modo per invaderci».

 

Torniamo a noi, come va a finire in autunno?

«Nel 2014 Matteo Renzi aveva il 40% e ha impiegato un anno a bruciarlo. Ogni governo è a tempo, per vincere devi avere coraggio e lucida follia. Mi sembra che Salvini e Di Maio ne siano dotati, ma i social non bastano e la battaglia per la Rai è sacrosanta.

paolo savona col suo libro (1)

Non sto parlando di propaganda, ma di equilibrio».

 

Loro hanno milioni di followers.

«Quelli sono tifosi, non bastano. Perché l' italiano medio guarda ancora il Tg1».

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