marine le pen emmanuel macron

“EMMANUEL MACRON NON CONOSCE LE REGOLE DELLA POLITICA” – L’EX DIRETTORE DI “LE MONDE”, JEAN-MARIE COLOMBANI, SFERZA IL TOYBOY DELL’ELISEO: “I FRANCESI HANNO VOTATO PER LUI DUE VOLTE PER IMPEDIRE A MARINE LE PEN DI ACCEDERE ALL’ELISEO, E ORA CON UNA MANOVRA FOLLE LE DÀ LA POSSIBILITÀ DI AVERE LE CHIAVI DEL GOVERNO. I FRANCESI SI SENTONO TRADITI. ED È TANTO PIÙ GRAVE, PERCHÉ LEI È PRO RUSSA E ANTI EUROPEA” – “IL FRONTE POPOLARE È UN CARTELLO SOLTANTO ELETTORALE. NEL PROGRAMMA CI SONO MISURE CHE HOLLANDE O GLUCKSMANN NON POSSONO CERTO ACCETTARE…”

Estratto dell’articolo di Cesare Martinetti per www.lastampa.it

 

«Un risultato meno peggiore di quel che si temeva, il Rassemblement non è certo di poter avere la maggioranza assoluta. Ma bisogna aspettare i ballottaggi».

marine le pen dopo la vittoria al primo turno delle elezioni legislative

 

Jean-Marie Colombani direttore di Slate.fr e per quindici anni di Le Monde […]. Come giudica la scelta di Macron per le elezioni anticipate?

«Sciogliendo l’Assemblea e pensando di poter rovesciare il risultato delle europee in un tempo così breve, il presidente rischia di consegnare le chiavi del governo al Rassemblement National. Manifestamente non conosce le regole della politica».

 

Come spiega il successo di Marine Le Pen?

jordan bardella

«È stato un lungo percorso, una salita progressiva che ha finito per diventare un po’ irresistibile. Da una parte grazie alla dédiabolisation, cioè di prendere posizioni moderate, facendo passare l’idea che il suo è un partito come gli altri, anche se fondamentalmente continua a presentarsi come un partito contro il sistema. Jean-Marie Le Pen si diceva contro l’establishment, lei ha fatto di tutto per cancellare questo aspetto, pur continuando a protestare contro il sistema».

 

proteste contro il rassemblement national 9

Come ha potuto affermare quest’idea nell’opinione pubblica?

«Con l’appoggio dei media, che hanno accettato e diffuso senza discutere l’idea della moderazione, benché la dottrina di fondo del Rassemblement sia sempre la stessa […]».

 

Dove emerge questo aspetto nel programma di governo del RN presentata da Jordan Bardella?

«Soprattutto nella proposta di escludere i cittadini con doppia nazionalità dalle funzioni dirigenti dell’amministrazione. È la prima volta dallo statuto degli ebrei del 1940 […] che un partito propone di dividere i francesi in diverse categorie di cittadini.

 

Raphael Glucksmann 49

Questo modello di discriminazione è al cuore dell’estrema destra francese. Al tempo stesso Marine Le Pen ha imposto ai suoi parlamentari atteggiamenti soft e civili all’Assemblea, fino all’obbligo di indossare la cravatta, perché si contrapponessero anche nelle apparenze ai deputati della France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon che facevano esattamente l’opposto».

 

Un’estrema destra che non appariva più estrema.

JEAN LUC MELENCHON CON L EURO DEPUTATA FRANCO PALESTINESE RIMA HASSAN DOPO LE ELEZIONI LEGISLATIVE

«Sì. Ma l’elemento decisivo in questa operazione di moderazione è stata la candidatura di Eric Zemmour, che da quando è apparso nel dibattito politico affermando la tesi del “grand replacement” da cui RN ha preso le distanze, ha permesso di classificare di centro Marine Le Pen e attribuirsi l’estrema destra. È lui il suo grande benefattore. […]pensare che potremo avere un governo di destra moderata è un errore, nel caso avremo un governo di estrema destra».

 

[…] La sorpresa di questa campagna elettorale è che la sinistra è stata capace di unirsi in pochi giorni nel Nouveau Front Populaire ottenendo un gran risultato. Come giudica questa alleanza?

proteste contro il rassemblement national 8

«Intanto non bisognerebbe chiamarlo Popolare, perché non è per niente popolare, il 40 per cento degli operai vota per il RN e solo il 20 per cento per NFP. Ma al di là della battuta, quello che è avvenuto è un grande classico della sinistra, una tradizione che si è ripetuta da più di cent’anni: nel 1924 con il “Cartel de gauche”, nel 1936 con il Front Populaire, poi con François Mitterrand eletto due volte all’Eliseo e infine con Lionel Jospin, per cinque anni primo ministro in coabitazione con Chirac presidente. Se Emmanuel Macron conoscesse la storia della sinistra, non avrebbe fatto un altro errore capitale puntando sulle divisioni della gauche».

Brigitte ed Emmanuel Macron in abiti casual a Le Touquet dopo il voto per le legislative

 

Ma questo Nouveau Front può vincere o governare?

«No, è un “cartel” soltanto elettorale, puramente difensivo, fatto da persone che sanno che non avranno la maggioranza ma sono là per ottenere il massimo di deputati all’Assemblea nazionale sapendo che gli toccherà fare una forte opposizione. Ci fosse stata una reale possibilità di fare un governo, il negoziato sarebbe stato molto diverso. Nel programma ci sono misure che François Hollande o Raphaël Glucksmann non possono certo accettare».

 

Un altro errore di Macron?

«Sì, non ha capito che i francesi hanno votato per lui due volte, nel 2017 e nel 2022, per impedire a Marine Le Pen di accedere all’Eliseo, e ora lui con una manovra folle le dà la possibilità di avere le chiavi del governo. I francesi si sentono traditi dal presidente. Ed è tanto più grave, perché lei è pro russa e anti europea, ed è incredibile che la stampa abbia accettato l’idea che sia diventata europeista. Non è vero, Marine Le Pen è contro l’Alleanza atlantica, contro gli interessi strategici della Francia, ha mandato suoi emissari da Assad, è andata lei stessa da Putin, tutto ciò è terrificante».

 

ELEZIONI LEGISLATIVE FRANCESI - VIGNETTA BY GIANNELLI

Cos’è successo nell’opinione pubblica francese?

«Si è affermato un populismo basico, lo slogan del “ras-le-bol”, siamo stufi. È come se si fosse diffusa l’ideologia dei gilet gialli, è una giletjaunisation della scena politica. Si son dimenticati tutti che durante la crisi del Covid lo Stato ha fatto fronte alle necessità di imprese e privati. Ma il voto non passa attraverso una riflessione, la popolarità di Bardella è data dai selfie che si fa tra la gente. È una follia totale […]. Stanno creando in Francia un clima detestabile: il ritorno dell’antisemitismo ne è la prova perché si pensa che ormai tutto sia permesso».

proteste contro il rassemblement national 3marine le pen Raphael Glucksmannproteste contro il rassemblement national 5proteste contro il rassemblement national 10proteste contro il rassemblement national 11proteste contro il rassemblement national 7proteste contro il rassemblement national 6proteste contro il rassemblement national 4marine le pen 2 proteste contro il rassemblement national 2proteste contro il rassemblement national 1

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…