mario draghi riceve antony blinken 5

L'AMERICA RISCOPRE ROMA GRAZIE ALL'ATLANTISTA DRAGHI - ADDIO ALLE AMBIGUITÀ TRUMPIANE E AI FLIRT DEI GIALLOVERDI CON MOSCA E PECHINO: NELLA SUA VISITA A ROMA IL SEGRETARIO DI STATO DEGLI USA BLINKEN HA TROVATO UNA NUOVA SINTONIA CON L'ITALIA - SUL TAVOLO LA CONFERMA DELLE NOSTRE TRUPPE IN IRAQ, LA PACIFICAZIONE DELLA LIBIA CHE FA COMODO A TUTTI, UNA TASK FORCE CONTRO L'ESTREMISMO ISLAMICO IN AFRICA, E PRUDENZA SULLA CINA... - LA SVOLTA NEI RAPPORTI TRA WASHINGTON E IL PAPA

1 - BLINKEN, PATTO CON L'ITALIA SU LIBIA E IRAQ: "INSIEME PER SCONFIGGERE IL TERRORISMO"

Alessandro Barbera e Francesca Sforza per "La Stampa"

 

mario draghi riceve antony blinken 6

Conferma delle truppe italiane in Iraq, pacificazione della Libia, lotta all'estremismo islamico nell'Africa del Nord e subsahariana, prudenza nei rapporti con la Cina.

 

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ieri a Roma ha visto tutti: Sergio Mattarella, Mario Draghi, Luigi Di Maio. Sembra passato un secolo dalle ambiguità trumpiane e da quelle speculari del governo gialloverde con Mosca e Pechino. Nell'incertezza che regna attorno alle elezioni tedesche e francesi Washington si aggrappa all'atlantista Mario Draghi per ricostruire un rapporto privilegiato con l'Italia.

 

mario draghi riceve antony blinken 5

«Sosteniamo la vostra agenda su Covid, Recovery Plan, clima. Sono esattamente le cose di cui c'è bisogno», dice il ministro degli Esteri americano al premier. Ma è anzitutto nei convenevoli fra amici che si consumano i do ut des.

 

Il primo: l'Italia, su richiesta americana, manterrà le truppe fra Iraq e Kuwait. «Continueremo a mantenere un significativo contingente», dice il collega italiano Di Maio, ora pienamente allineato alla causa atlantica.

 

mario draghi riceve antony blinken 4

Secondo: la Libia. Da entrambe le parti c'è interesse a una Libia stabile: in chiave di contenimento anti russo per gli americani, e in chiave di contenimento migratorio per gli italiani.

 

Al fine di raggiungere questi obiettivi è stata confermata la volontà americana a non trascurare lo scacchiere, e come gesto - più simbolico che operativo - è stato concordato un rafforzamento del monitoraggio sul cessate il fuoco con l'invio di osservatori Onu, nel quadro della missione Unsmil.

 

antony blinken luigi di maio 1

Di Maio - seguendo il filo rosso che dalla crisi libica si allarga al Nord Africa, con rischio di infiltrazioni da parte dei miliziani Isis - ha quindi lanciato la sua proposta anti Isis. «La minaccia dell'Isis è particolarmente allarmante nel continente africano, nello specifico nella regione del Sahel, ma anche in aree dell'Africa orientale, come il nord del Mozambico. Per questo motivo, con il sostegno americano e di molti altri partner, ho proposto di istituire un Gruppo di Lavoro dedicato all'Africa, che possa identificare e fermare le minacce terroristiche connesse a Daesh», ha detto Di Maio.

 

mario draghi riceve antony blinken 3

Blinken ha accolto la proposta anche perché «sui foreign fighters c'è ancora un lavoro da fare. Siamo preoccupati per il numero di questi combattenti detenuti in Siria, anche con le loro famiglie». A sostegno della proposta italiana Washington metterà sul piatto «altri 436 milioni di dollari alle comunità che offrono assistenza ai siriani».

 

mario draghi riceve antony blinken 1

Infine l'emergenza clima, tema importante al di là della questione ambientale, perché investe la Cina e i rapporti di forza tra la sua influenza geopolitica e l'Occidente. Draghi invita Washington al pragmatismo: senza Pechino non c'è accordo sul clima che tenga.

 

mario draghi riceve antony blinken 2

Il ministro degli esteri cinese parteciperà (oggi) agli incontri del G20 di Matera in videoconferenza, a dimostrazione che i tempi per le strette di mano non sono maturi. Gli Stati Uniti approfittano del vuoto diplomatico per chiedere a Roma di sbilanciarsi di più sull'allarme legato alla minaccia cinese.

 

Invito raccolto solo in parte dal titolare della Farnesina, che si discosta di pochissimo dalla tradizionale equidistanza: «L'Italia è un forte partner commerciale della Cina, abbiamo relazioni storiche, ma non vanno a interferire con le relazioni che noi abbiamo con Stati Uniti e Nato», ha dichiarato Di Maio in conferenza stampa al fianco di Blinken. I valori non sono in discussione, gli interessi vedremo.

 

2 - BLINKEN RICEVUTO DA PAPA FRANCESCO PER PREPARARE IL VERTICE CON BIDEN

Gian Guido Vecchi per www.corriere.it

 

Antony Blinken con il papa

Antony Blinken sorride, quando gli chiedono se con Francesco hanno parlato dei vescovi americani che vorrebbero negare la comunione al presidente Biden perché favorevole alle leggi sull’aborto, contro gli inviti del Papa a non fare dell’Eucaristia un’arma politica: «Uno dei lussi del mio lavoro è che non faccio politica interna», sorvola il Segretario di Stato Usa.

 

Ma è evidente che l’udienza di ieri mattina nel Palazzo apostolico - 40 minuti, un tempo concesso in genere ai presidenti - segna una svolta rispetto ai rapporti tra Santa Sede e Usa dell’era Trump: e prelude al primo vertice tra il Papa e il presidente degli Stati Uniti, che peraltro già si conoscono (da vice di Obama, Biden ha visto Francesco nel 2013, 2015 e 2016) e ora potrebbero incontrarsi in autunno — giusto quando i vescovi Usa voteranno — nei giorni del G20 di fine ottobre a Roma o magari, se Bergoglio andasse a Glasgow, al «Cop26» di inizio novembre, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

 

papa francesco e joe biden 6

La Santa Sede parla di «clima cordiale». Solo nove mesi fa il predecessore di Blinken fu ricevuto dall’omologo Pietro Parolin ma non dal Papa: Mike Pompeo aveva chiesto udienza ma gli fu negata, ufficialmente per la campagna elettorale in corso, in realtà per gli attacchi al Vaticano contro il rinnovo dell’accordo con la Cina sulla nomina dei vescovi.

 

papa francesco e joe biden 1

Il Vaticano rinnovò per altri due anni. Certo la Cina resta un tasto dolente: da una parte la fermezza politica di Biden, dall’altra la strategia diplomatica di Francesco per una questione che «non c’entra niente con la politica» ma è «ecclesiale», come il cardinale Parolin ha ripetuto a Blinken nel colloquio che ha preceduto l’udienza papale e la visita alla Sistina.

 

papa francesco e joe biden 5

Del resto pure la Santa Sede è «preoccupata» per Hong Kong, e l’applicazione dell’accordo è faticosa. Resta la sintonia ritrovata, a cominciare dal clima (il 15 maggio il Papa aveva già ricevuto John Kerry, inviato di Biden) e le preoccupazioni per migranti e pandemia, la situazione in Terra Santa e in Medio Oriente, dalla Siria al Libano, e ancora per Venezuela ed Etiopia.

 

L’udienza, dice il Vaticano, è stata per il Papa l’occasione di «esprimere il suo affetto e la sua attenzione al popolo degli Stati Uniti» e «ricordare il viaggio compiuto nel 2015», ai tempi di Obama.

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?